Gioco
Dall’Iti alla raffineria Eni, venti studenti al lavoro per 2 anni
Saranno impiegati e retribuiti nello stabilimento di Stagno col contratto di apprendistato: è un progetto del ministero
LIVORNO. La Buona Scuola, qua e là, esiste davvero. E quando esiste dà ottimi risultati, se non eccellenti. Un esempio tangibile è anche nella nostra città. Il Miur (Ministero dell'Istruzione), il Ministero del Lavoro (MLPS) ed Eni hanno dato vita ad un "Protocollo di intesa", siglato lo scorso 8 giugno, che implica una serie di iniziative rivolte agli studenti per promuovere la piena integrazione tra imprese e Istituti Scolatici.
L'iniziativa interessa cento studenti in tutta Italia, di cui venti nella nostra città, in particolare, una classe d'élite, la "quarta Eni", ricavata dalla fusione di due classi terze dell'Itis Galilei.
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La quarta Eni dell’Iti. Venti allievi dell'Itis di via Galilei, dal 15 settembre scorso, hanno firmato un vero e proprio contratto di lavoro biennale per apprendistato di primo livello finalizzato alla formazione con la raffineria Eni di Stagno: i lunedì mattina di tutto l'anno (mesi estivi compresi e vacanze di Pasqua e di Natale) i venti studenti dovranno timbrare il cartellino nello stabilimento di Stagno, dove presteranno servizio fino alla fine della classe quinta (la risoluzione del contratto avverrà, fatto salvo il buon profitto scolastico, nel luglio del 2018 dopo gli esami di maturità). In cambio, i ragazzi, al momento diciassettenni, percepiranno una retribuzione mensile (è stato richiesto loro l'apertura di un conto corrente per l'accredito dello stipendio) e avranno diritto a permessi per malattia e ferie.
Studio-lavoro: esiste davvero. Un progetto che ha entusiasmato la dirigente scolastica, la professoressa Giuliana Ficini, i professori (i tutor sono Ilaria Degl'Innocenti, Monica Bianchi, la coordinatrice del dipartimento di chimica Maria Pia Palatresi), gli studenti e perfino i dirigenti Eni, creando una sorta di spirito di gruppo inedito, fra il mondo della scuola e quello del lavoro: tutti si sentono parte di un esperimento unico nel suo genere, un accordo che porterà in futuro a parlare non più di rapporto "scuola-lavoro" ma di "studio-lavoro".
Una selezione basata sul curriculum. Una trasformazione non semplice anche sul piano organizzativo, come ci spiegano la dirigente e la coordinatrice del progetto per l'Itis: quasi tutti i ragazzi delle classi terze indirizzo "chimica e materiali" erano interessati ad entrare nella sperimentazione. Per questo si è dovuto ricorrere ad una selezione basata sul curriculum scolastico (votazioni medie e votazioni di materie di indirizzo) e attraverso colloqui motivazionali tenuti dall'azienda.
I corsi che gli allievi seguiranno in Eni sono stati concordati con gli insegnanti dell'Itis, una vera e propria sinergia con l'azienda, mirata ad una collaborazione totale, che non cerca di piegare il mondo della scuola alle necessità dell'azienda, ma il contrario - senza nessuna ingerenza da parte di Eni nei programmi scolastici.
Gli studenti formano i compagni. Anche l'altra classe quarta è coinvolta nel progetto: gli allievi che vanno in Eni raccontano la loro esperienza ai colleghi durante incontri mirati, dedicati allo scambio "peer to peer" (da pari a pari, da studente a studente). «I ragazzi, infatti, che già da un mese e mezzo sono stati integrati nell'azienda - spiegano le tutor - hanno già vissuto esperienze straordinarie per uno studente medio: sono state create nello stabilimento aule, spogliatoi, armadietti, bagni e docce per loro, hanno ricevuto i dispositivi di protezione individuali (tute, casco, occhiali, scarpe infortunistiche, maschera di protezione), hanno preso contatto con la realtà della mensa aziendale e con tutto il mondo del lavoro "vero" circostante». «L'entusiasmo dei nostri studenti è tangibile - spiega la dirigente - le insegnanti mi stanno riferendo di un cambiamento radicale anche in classe, nel comportamento e nel rendimento: è come se fossero di colpo maturati».
La classe a “sei zampe”. Le tutor ci accompagnano alla porta della classe in questione al quarto piano dell'Itis: nell'orario settimanale appeso fuori dall'aula, sul giorno del lunedì che è rimasto vuoto (non hanno lezioni nell'istituto) hanno disegnato a mano il tipico cane a sei zampe di Eni. «E' indubbiamente un'esperienza fondamentale per tutti», commenta la dirigente di via Galilei Giuliana Ficini, «Sarebbe bello che altre aziende del territorio, anche più piccole, si 'risvegliassero' e aprissero collaborazioni di questo tipo col mondo della scuola. Noi siamo qui, pronti a valutare con attenzione ogni proposta esterna».
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