Gioco
Tre mesi di mobilità extra per un esercito di licenziati a Livorno
Simoncini: l’obiettivo è dare un minimo di tutela a quanti si stanno trovando senza più niente Ma i sindacati protestano: ci aspettavamo di più, spariti i 500 euro al mese annunciati dal ministro
LIVORNO. Tre mesi di mobilità extra per i lavoratori licenziati: non è la soluzione del “mal di lavoro” che colpisce le nostre zone ma perlomeno rappresenta una boccata d'ossigeno per una folla di persone, spesso cinquantenni e passa, che non hanno nemmeno più quel minimo di “paracadute” che gli ammortizzatori sociali rappresentano per bilanci familiari sempre più zoppicanti. Ne abbiamo già dato anticipazione nelle scorse settimane, quando questo spiraglio si è aperto in virtù della mobilitazione della Regione che ha bussato a più riprese al ministro Poletti fino a ottenere prima una manifestazione di volontà politica e poi un provvedimento nero su bianco.
Riguarda, com'è noto, un gran numero di addetti che, «dopo essere stati licenziati, – come spiegano dal quartier generale del governatore Enrico Rossi e dell'assessore Cristina Grieco – hanno terminato le misure di protezione sociale e di sostegno al reddito negli ultimi 12 mesi e anche per chi esaurirà gli ammortizzatori entro la fine del 2016».
Solo nella nostra provincia parliamo di 1.209 lavoratori in mobilità (le cui aziende di provenienza segnaliamo, una per una, nel box in questa stessa pagina). Da dire che, oltre a loro, – come spiega Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente della Regione per le questioni del lavoro – «possono avere il sostegno anche i lavoratori che hanno avuto misure come la aspi o altre forme di sostegno al reddito se hanno una anzianità aziendale di 12 mesi di cui almeno sei effettivamente prestato». È un ulteriore gruppo che, secondo Simoncini è costituito da «qualche migliaio ulteriore».
Dov’è la novità di adesso? Nel fatto che – ricorda Simoncini – è arrivata finalmente la firma della circolare del ministero: è il passaggio formale che serve perché l’assessore possa portare in giunta la delibera nei prossimi giorni. Tradotto: è prevista «verso metà novembre» l’apertura del bando per ricevere le richieste da parte dei diretti interessati e far camminare l’iter per giungere infine all’erogazione vera e propria.
Relativamente alla cassa integrazione in deroga, sia apre una chance per allargare questo minimo d’ombrello protettivo nelle aree di crisi complessa come Livorno: la norma nazionale indica la possibilità di avere un anno di cassa integrazione in più, ma c’è uno sbarramento che ne limita l’applicazione alle realtà al di sopra dei 15 dipendenti. E nelle piccole imprese? La Regione propone di non lasciare del tutto fuori: almeno «ulteriori tre mesi di cassa in deroga», a patto che «i trattamenti inizino prima del 31 dicembre» (visto che da Capodanno in poi la “cassa” in deroga non sarà più attiva).
Nella circolare, secondo quanto viene precisato dal consigliere del governatore, è stato risolto anche qualche intoppo: ad esempio, quello che riguarda persone che hanno lavorato solo qualche settimana e superando il 31 dicembre rischiavano di restare tagliati fuori. Ma i sindacati sono contenti solo a metà. «Meglio che nulla – dice Maurizio Strazzullo, leader Cgil – però contavamo che l’accompagnamento verso nuove opportunità di lavoro non fosse così limitato: bastano tre mesi per veder arrivare il rilancio? Non credo. Anche perché il ministro Poletti aveva messo sul tavolo un provvedimento da 500 euro al mese per un anno, poi di punto in bianco tutto è sparito».
Il dirigente sindacale livornese ricorda che il ministro aveva parlato di un problema momentaneo: insomma,– aggiunge – avrebbe messo questo provvedimento nella legge di stabilità. «Sarebbe stato un segnale importante: avrebbe coperto il 2017. Ma non so se sono io ad aver preso gli occhiali sbagliati, però non ne ho visto traccia». Strazzullo lo dice chiaro e tondo: «Con 33mila disoccupati nella nostra provincia e più di 2mila persone a rischio di restare senza nessuna tutela, possibile che basti questo provvedimentino-tampone? Ci aspettevamo di più: con Cisl e Uil siamo d’accordo, non molliamo davvero».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
