Italia
I primi 135 anni dell’Accademia navale
Al comando c’è l’ammiraglio (labronico) Ribuffo: «Tornare a Livorno per un ufficiale di Marina è un po’ come tornare a casa»
LIVORNO. Oggi è un giorno importante per la “nostra” Accademia. Sono 135 anni dal giorno in cui venne inaugurata in quelli che erano i due lazzaretti: quello di San Jacopo e di San Leopoldo. Ancora oggi a distanza di tanti anni c'è ancora il vecchio cancello (il primo per chi viene dalla Rotonda, però è sempre chiuso) e il secondo “reperto” si trova all'interno: una fontanella nel giardinetto tra la “nuova” costruzione del Palazzo Studi.
Un ricordo particolarmente sentito (anche da… buon livornese), è quello del comandante dell'Accademia ammiraglio Pierpaolo Ribuffo: «Dal 1881 l'istituto rappresenta la fucina dove la Marina italiana forgia i suoi futuri comandanti. Una scelta, quella di Livorno, che si è rivelata negli anni particolarmente lungimirante e felice. La vicinanza al prestigioso ateneo di Pisa e l'agevole accesso al mare, favorito dal clima e dalla conformazione della costa hanno sempre rappresentato uno straordinario valore aggiunto. Ma un aspetto determinante è il rapporto speciale che lega l'Accademia ed i suoi allievi alla città e ai livornesi: un rapporto ruvido e al tempo stesso affettuoso che è fatto di poche parole e di reciproca stima e rispetto, come usa tra gli uomini di mare. E anche per questo che i nostri allievi, una volta divenuti ufficiali e destinati altrove, conservano sempre vivo il ricordo degli anni trascorsi a Livorno. Tornare a Livorno, per un ufficiale di Marina, è un po' tornare a casa. La città rappresenta per tutti noi un riferimento indelebile della nostra esperienza di marinai e di uomini».
Fin dai primi giorni si stabilirono solidi legami fra il nuovo istituto e la città: legami che si sono consolidati nel tempo ed ancora oggi i “cadetti” e gli allievi, specie con il loro “spadino” con l'impugnatura di madreperla, sono il “fiore all'occhiello” della città.
Nel 1868 veniva ripresentato alle Camere il progetto per la costruzione di un nuovo istituto in posizione centrale e cioè in Toscana, sede di un importante porto. Di sua iniziativa Cavour aveva preso contatti con il municipio di Livorno per far sorgere, intanto, in questa città una scuola di studi preparatori per l'ammissione all'Accademia Navale. Fu soltanto nel marzo 1878 che il Parlamento ne approvò la costruzione al lazzaretto di San Jacopo in Acquaviva. Merito di questa decisione deve essere riconosciuto a Benedetto Brin, ministro della Marina, oltre all'entusiastica partecipazione del Comune di Livorno che sin dal 1867 aveva stanziato la cospicua somma di 50mila lire per concorrere alle spese dell'erigenda Accademia.
Il 6 novembre 1881 ad inaugurare l'Accademia, che trasse origine dalle due Scuole di Marina di Genova e di Napoli, ereditate dall'unificazione dell'Italia, fu il principe Tommaso di Savoia, duca di Genova (Capitano di Vascello). Il 7 novembre poterono iniziare regolarmente i corsi.
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