Italia
«Sogniamo più cura per il parco di Colline»
Viale Risorgimento, l’area verde ha bisogno di manutenzione
LIVORNO. «Io abito qui da cinquant’anni e questo parco prima era un amore. C'era un signore che lo sorvegliava e ne innaffiava l'erba. Ma ora, purtroppo, è trascurato. È colpa anche nostra: una volta ho rimproverato un ragazzino perché aveva buttato una carta per terra e suo padre, anziché fare altrettanto, se l'è presa con me. Incredibile».
Maria Esposito è seduta su una panchina. Siamo nel giardino pubblico davanti ai Salesiani, nel quartiere di Colline. Molti cittadini – dopo che eravamo stati al bar Veloce di via di Salviano e da Vad Formaggi in piazza Damiano Chiesa per il sesto appuntamento del Caffè Tirreno – ci hanno seguito anche qui.
Il parco è frequentatissimo, soprattutto dopo che i bambini escono da scuola. Alle 15.30 ci sono solo due famiglie, poi si moltiplicano.
Fulvio Mazzantini e Carla Bargelli hanno appena accompagnato i nipotini. «Qui giocano volentieri – afferma il nonno – ma a volte è un po' sporco. Ci vorrebbe più pulizia». Secondo la signora Rosi, che incontriamo appena arrivati, «è colpa soprattutto degli stranieri che consumano in mezzo all'erba e sulle panchine il pranzo preparato loro dalle suore». Persone povere, che riescono a recuperare un pasto grazie alla generosità della Chiesa.
«Diamo la colpa agli extracomunitari – ribatte Carla Bargelli – ma se loro hanno una colpa, è assolutamente minima. Siamo noi che lo frequentiamo tutti i giorni a sporcarlo. Se non insegniamo ai bambini a buttare le cartacce nel cestino, temo che non cambierà nulla».
Anche Maria Esposito sposa la sua tesi. «Quando fanno merenda gettano le confezioni per terra – racconta seduta su una panchina la signora – ma senz'altro ci vorrebbe anche più pulizia».
Circa una settimana fa, secondo quanto ricostruisce la donna, le piante sono state potate. Anche una grossa palma, evidentemente ammalata, ne ha fatto le spese. Ma i rami di alcuni ulivi sono ancora lì, all'ingresso del parco lato viale del Risorgimento. «Non li hanno ancora tolti», si lamenta la signora. Sono circondati dal classico nastro bianco e rosso che si usa quando ci sono dei lavori in corso. Ma i bambini si avvicinano curiosi.
Altri ragazzini, invece, giocano nel campetto di pallacanestro. La recinzione è sfasciata: da un punto si può entrare quasi come se ci fosse un ingresso alternativo. E i cestini, intorno cadono a pezzi o si sono addirittura staccati dal sostegno. «Ne servirebbero altri di plastica – protesta Fulvio Mazzantini – questi sono inutili e anche più difficili da svuotare».
Secondo i genitori servono anche più giochi per i propri figli. Che in effetti sono tantissimi, mentre le attrezzature scarseggiano.
Di giochi, cestini e pulizia parlano anche due mamme, Silvia Cosimi e Roberta Savoia, mentre seguono con lo sguardo i figli di quattro anni che giocano nel parco. «Serve maggiore pulizia - ripetono - i cestini sono rotti e sempre pieni». «E visto che c’è tanto spazio - sottolineano - ci starebbero bene nuovi giochi, qui ogni pomeriggio dopo la scuola arrivano tantissimi bambini».
Nonni e genitori che frequentano il parco hanno segnalato anche la presenza di persone che di notte si accampano nell’area e hanno chiesto il ritorno dei “nonni vigile”.
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