Toscana
Spray al peperoncino ai vigili: «Ecco come mettiamo ko i cattivi»
Via alla dotazione della bomboletta urticante agli agenti Pedini: «Un deterrente per scoraggiare chi è aggressivo»
LIVORNO. C’era una volta il vigile urbano di una volta, in giro con il blocchetto delle multe in mano o alla scrivania, pronto a fare un accertamento amministrativo. Ed eccolo oggi, ancora impegnato tra sanzioni e verifiche, ma sempre più alle prese con aggressioni, risse, tensioni sociali, ordine pubblico. Spesso oggetto degli sfoghi della gente, e non solo verbali. E coinvolto, con ritmo crescente, in episodi di microcriminalità, come scippi, furti e rapine, dove è necessario difendere il più debole.
È da questa esigenza di sicurezza, per i cittadini e per se stessi, che nasce l’iniziativa di dotare gli agenti dello spray urticante al peperoncino. Strumento – «di difesa e non offensivo», come ricorda Michela Pedini, responsabile della sezione Sicurezza, mobilità e territorio – che da pochissimi giorni fa parte a tutti gli effetti della dotazione degli agenti.
Una bomboletta a base di peperoncino, in grado di mettere ko - con una sostanza naturale, che va via con un semplice risciacquo - malintenzionati e riottosi. Basta afferrare lo spray dal cinturone, posizionato accanto all’arma, in modo da poter essere preso al volo, e spruzzarne un po’ sul volto della persona nel mirino, puntando agli occhi. E assicurandosi di non colpire i colleghi e se stessi.
«L’indicazione è quella di utilizzare lo spray in caso di pericolo, quando si presenta un problema di sicurezza o di fronte a una persona che fa resistenza o che si manifesta aggressiva verso di noi o nei confronti di altri - spiega Andrea Prini, 46 anni, da nove nella polizia municipale - Per evitare di essere contaminati, va fatta molta attenzione e una occhiata va sempre lanciato al collega, per proteggerlo. In questi primissimi giorni non è capitato di usarlo, ma non mi stupirei se succedesse a breve».
Prini spiega che nel passato più volte ha pensato che sarebbe stato utile avere lo spray con sé. «Ricordo un episodio, di qualche anno fa: ero in servizio di vigilanza qui, in piazza del Municipio, quando arrivò un uomo che brandiva una siringa infetta. Fu un intervento molto critico, lui era fuori controllo e gestirlo non fu facile - racconta Prini - Altre volte mi sono trovato in difficoltà durante i controllo contro l’abusivismo commerciale: lo spray in quei casi potrebbe essere un ottimo deterrente per scoraggiare venditori violenti o malintenzionati. In caso di risse, invece, è sconsigliabile usarlo perché si potrebbero colpire persone sbagliate».
Ma come si è evoluta la professione del vigile negli ultimi anni? «Siamo in linea con il cambiamento della società - riflette Prini - Ci sono sempre più interventi legati alla sicurezza: anche se non siamo forze dell’ordine nel senso tradizionale, la gente da noi si aspetta protezione, perché indossiamo una divisa. È ormai da una decina di anni che le cose sono cambiate: interveniamo sempre di più su risse, violenze, controlli in aree degradate o a rischio, sfratti critici e così via. E noi rispondiamo positivamente al cambiamento: siamo qui, sempre a disposizione».
Più dinamica e più vicina al cittadino: così la municipale si vede nel futuro. E non è un caso che al comando stiano per arrivare le nuove divise cosiddette “tattiche”, che prevedono ampie tasche, che rendono più agili i movimenti, baschi e stivaletto basso, comodo e leggero. Abiti quindi più sportivi, simili a quelli della polizia provinciale e della finanza. Utili nei servizi più difficili, ad esempio contro il degrado, e nell’ordine pubblico. Lo scopo è avere una municipale moderna e operativa. E lo spray al peperoncino va esattamente in questa direzione, come spiega Michela Pedini: «La scelta di adottare questo strumento non ha valore offensivo, ma ha lo scopo di tutelare i cittadini e gli agenti, che sempre più spesso sono coinvolti in situazioni ad alto rischio. Tutti i vigili sono stati per questo formati da professionisti che hanno spiegato loro dove deve essere portato lo spray, e come e quando deve essere usato. Può essere diffuso anche in spazi chiusi, ma è meglio impiegarlo in luoghi aperti per evitare la contaminazione dell’operatore e dei suoi colleghi. Essendo a basso impatto, va usato da vicino perché non ha una gettata forte. Provoca un bruciore agli occhi che serve per disorientare la persona solo per quei pochi minuti necessari agli agenti per mettersi in sicurezza». Due regole fondamentali: mai spruzzarlo controvento, e sempre dopo aver avvisato la persona che si ha davanti.
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