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Romboli (Bl) contro il 4 novembre «Festa poco civile»
Il 4 novembre è «una festa poco civile», parola di Stefano Romboli, vicepresidente di Buongiorno Livorno. Lo dice per segnalare che «dovremo sopportare tutta la retorica militarista della Giornata...
Il 4 novembre è «una festa poco civile», parola di Stefano Romboli, vicepresidente di Buongiorno Livorno. Lo dice per segnalare che «dovremo sopportare tutta la retorica militarista della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate». Si tratta – afferma – dell'unica «festa nazionale che abbia attraversato le età dell'Italia liberale, fascista e repubblicana». E, indicando le nuove armi iper-tecnologiche, mostra dubbi sulla possibilità di festeggiare chi «armandosi ci disarma di fronte alle vere e concrete minacce che assediano la nostra vita civile: la povertà (raddoppiata negli ultimi 5 anni), la disoccupazione (oltre il 40 % dei giovani italiani), la precarietà sociale, le mafie, le devastazioni ambientali, l'analfabetismo dilagante».
Per Romboli «se le feste civili servono a formare la coscienza dei cittadini, il 4 novembre è proprio una cattiva maestra. Ed è anzi vergognoso che in molte parti d'Italia le scuole siano state sollecitate a far partecipare i bambini alle parate militari o a visitare le caserme». Al contrario, propone in ricordo della fine della Grande Guerra, propone semmai «una Festa del Disarmo, monito permanente contro tutte le guerre».
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