Gioco
Oggi in San Jacopo l’ultimo abbraccio a Pasquale Guzzini
Ex alto ufficiale di Marina, poi assessore Ppi: nei guai nel 2003 per l’inchiesta su Salviano 2, dopo 8 anni gli fu restituito l’onore
LIVORNO. Oggi alle 15,30 gli amici e i parenti daranno l'ultimo abbraccio a Pasquale Guzzini, ex assessore morto a 67 anni dopo esser stato ricoverato in ospedale nelle ultime settimane: l'appuntamento con il funerale è alle 15,30 nella parrocchia di San Jacopo. Il Pd gli rende omaggio con una breve e-mail: esprime «le più sentite condoglianze» e descrive Guzzini come «persona attenta ed apprezzata per l'impegno politico e amministrativo profuso negli anni e per la sua continua disponibilità al confronto».
Guzzini veniva da Recanati. Con radici cattoliche ma anche pragmatismo marchigiano (da coniugare con il diploma di geometra ottenuto sui banchi dell’istituto tecnico) e in più una certa idea di essere cittadino del mondo: almeno da quando mentre il Sessantotto incendiava il mondo lui entrava in Accademia navale e Livorno incrociava per la prima volta la sua vita: quella Livorno dove ha vissuto negli ultimi quarant’anni.
In Accademia Navale era arrivato nel '72 al grado di guardiamarina e ne aveva frequentato l'Istituto di Guerra marittima.
Nel mondo delle "stellette" resterà per altri vent'anni, prima di decidersi a buttarsi nell'avventura di un altro tipo di mare, quello dei servizi finanziari iscrivendosi nel '93 all'Albo dei promotori. Ma in Marina non era stato a guardare: si era misurato con la responsabilità di essere un alto ufficiale in missione nel Golfo Persico proprio mentre quella zona del mappamondo prendeva fuoco per il primo attacco a Saddam, era stato al comando della prima nave italiana in zona di operazioni.
Era stato forse quest'idea dell'assumersi le responsabilità, imparata in plancia di comando (ma non solo), che l'aveva spinto fuori dal recinto strettamente militare: prima con i referendari di Segni, poi nelle file del centrodestra moderato con targa Cdu. Fino a fare il salto e diventare uomo di governo: un salto che in realtà è stato meno traumatico di quel che appariva dall'esterno. Non è un segreto che la sua opposizione fosse sempre misurata nei toni e argomentata sulle questioni: il Ppi combattivo di quegli anni gli era sembrato forse in linea con la sua idea di misurarsi con responsabilità di governo.
D'altronde, l'ex alto ufficiale di Marina non si rimangiava affatto l'importanza di quell'intervento militare nel Golfo così come quello in Afghanistan ma, al tempo stesso, non aveva remore nel dire no alla dottrina Bush della "guerra preventiva" che gli sembrava in rotta di collisione anche con quella imparata in tanti anni sotto dentro la Nato.
Erano gli inizi del '98 e il consiglio comunale vide un doppio cambio di casacca: il capogruppo dei Popolari Renzo Ciacchini se ne andava a guidare la lista Dini e nel frattempo dai banchi del centrodestra arrivava Pasquale Guzzini lasciando il Cdu per entrare nel Ppi e diventarne il punto di riferimento in consiglio comunale, passando dunque, come detto, dall'opposizione alla maggioranza. Quasi uno shock in quegli anni: mai fino a quel momento, quantomeno dall'introduzione del maggioritario, era accaduto qualcosa del genere. Ma al di là della vicenda individuale c'era l'aspetto politico complessivo: era la contromossa del Ppi per evitare di finire nell'angolo in un centrosinistra completamente dominato dai Ds.
Le elezioni bussano alle porte: è il '99 e Pasquale Guzzini entra, con Gianfranco Lamberti alla guida di Palazzo Civico, nella squadra di giunta del Ppi insieme a Roberto Pini. Gli affidano deleghe mica da poco: edilizia privata (in tandem con la presidenza della commissione edilizia) e lo sportello unico. Non dev'essere facile, visto che è una fase in cui l'alleanza Ds-Ppi è piena di gomitate: non è un segreto che il leader Mannelli si è duramente scontrato con il Pds di Lamberti, pur senza far saltare la maggioranza.
Ma il suo nome resta legato al ciclone giudiziario che ne travolge l'ascesa politica. E' l'estate di 13 anni fa quando nell'inchiesta sulle presunte mazzette per l'operazione urbanistica Salviano 2 lo porta alle dimissioni. Ci vorranno otto anni per arrivare alla sentenza che gli restituisce la dignità. "Sentenza annullata senza rinvio alla corte d'appello", la Corte di Cassazione così ha messo parola fine nel 2011 alla vicenda giudiziaria di Guzzini (e di Cecio), assolti così dopo la condanna della Corte d'Appello di Firenze. Tre anni più tardi era stata la Corte dei Conti a dire che era da respingere anche l'ipotesi di far pagare a Guzzini (e Cecio) i danni di immagine patiti dal Comune: niente poteva essergli contestato neanche su quel fronte.
Mauro Zucchelli
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