Gioco
«Non si vince con i tweet e smettiamola di farci sgambetti»
LIVORNO. «Non si vince con la tv» o «con un tweet». Per «spostare» davvero l’elettorato «ci vuole il corpo a corpo». Stare tra la gente, far sì che «i migliaia di comitati per il Sì riescano a fare...
LIVORNO. «Non si vince con la tv» o «con un tweet». Per «spostare» davvero l’elettorato «ci vuole il corpo a corpo». Stare tra la gente, far sì che «i migliaia di comitati per il Sì riescano a fare incontri, aperitivi, colloqui». Suonano come un appello alla base, a un mese dal referendum sulla riforma costituzionale, le parole del ministro degli Affari esteri, Paolo Gentiloni, ieri sera all’evento organizzato a San Jacopo dal Pd di Livorno e dal coordinamento Basta un Sì. Sala piena, fanno gli onori di casa il responsabile organizzazione del Pd toscano, Antonio Mazzeo, e il segretario della federazione livornese, Lorenzo Bacci. Il ministro si lascia andare anche a una battuta nella città governata dai 5 stelle: «Noi romani e livornesi potremmo costituire un’associazione delle vittime...». Ma al centro c’è la riforma, che difende partendo da quattro punti: superamento del bicameralismo paritario, diminuzione dei costi della politica, abolizione del Cnel, riduzione del numero dei parlamentari. Di fronte alla base del Pd parla anche ai mal di pancia interni, spingendo su due punti. Il primo: «secondo i sondaggi è una campagna testa a testa», c’è da portare a votare chi tende al sì e da lavorare «anche sull’elettorato moderato incerto di centrodestra». Il secondo: «Non possiamo continuare a farci gli sgambetti quando siamo al governo». Così a chi gli chiede di Bersani risponde: «Se oggi fa campagna contro la “ditta” non è accettabile».(j.g.)
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