Il Tirreno

Livorno

Colline mugugna per il porta a porta «Rifiuti, così no»

Colline mugugna per il porta a porta «Rifiuti, così no»

Abitanti e negozianti protestano: non funziona E al Caffè Tirreno c’è chi si lamenta della sosta blu

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LIVORNO. Estate 2016. Per abitanti e commercianti dello storico quartiere di Colline è lo spartiacque: segna l’arrivo del porta a porta. «La spazzatura è ovunque, nonostante la nuova modalità di raccolta. La mettono fuori, guardate, – e indica un cumulo di spazzatura – una signora l’altro giorno è inciampata in un sacchetto», Mario Morucci abita in via di Salviano e indica tutta una serie di bidoni stracolmi. Al Caffè Tirreno sono tante le persone che si sfogano tra rabbia e rassegnazione: al bar Veloce, prima tappa del nostro viaggio, e poi dalla rivendita di Formaggi Vad, in piazza Damiano Chiesa. L’avvio della raccolta rifiuti “porta a porta” di luglio, secondo loro, ha peggiorato la qualità della vita di quel quartiere ricco di negozi storici e di qualità, dove per tanto tempo ha vissuto anche il grande tenore Galliano Masini, di cui ricorre quest’anno il 120° anniversario della nascita.

Altro argomento dibattuto lungo le strade del quartiere compreso tra l’ospedale, i rioni della stazione, Salviano e Coteto è quello della sosta a pagamento avviata, di fatto, lo scorso maggio tra via di Salviano e piazza Damiano Chiesa. «Questa è una zona fatta di negozi di qualità e commercialmente importante», sottolinea Michele Simonini di Vad.

Noi sommersi dai rifiuti. Sono Laura Giachetti, del bar Veloce, e Elisabetta Tonarini, residente, a spiegare che ci sono regole differenti per il servizio porta a porta per negozianti e residenti. «Per i commercianti l’Aamps che si occupa del ritiro dei rifiuti passa più spesso, l’organico ad esempio viene ritirato una volta al giorno», dice la barista. Il problema maggiore è per gli abitanti: «L’organico ad esempio viene ritirato due volte a settimana, il lunedì e il venerdì dalle 11 alle 12 e dalle 12 alle 16: vuol dire che gli altri giorni, i residenti che non hanno spazi esterni, devono tenersi la spazzatura in casa».

Tonarini sdrammatizza: «Si deve programmare quando mangiare il pesce». E aggiunge: «Chi magari esce la mattina lascia i bidoncini sul marciapiede di via di Salviano che si riempie di rifiuti, fino a che non passano a ritirarli». Basta un occhio lungo la via per toccare con mano, con bidoncini e cartoni vari in attesa di essere raccolti. «Io nel mio negozio di biciclette accumulo quintali di cartoni e non so mai dove metterli, perché non sempre Aamps passa: quando protesto vengono», dice la sua David Arcuri, storico negozio di biciclette di via Lorenzini, alla sua terza generazione. Ed è proprio da via Lorenzini, dove alcuni condomini popolari da tempo sono circondati da transenne per caduta di calcinacci (sono partiti i lavori di ripristino), che piovono altre lamentele sul porta a porta. «Spesso usciamo di casa e vediamo sacchetti di spazzatura appoggiati agli alberi - continua Sergio Lauretti - Il problema è che servirebbero molti più bidoni l’indifferenziata e la plastica: quelli della carta e del vetro avanzano».

Il quartiere rimpiange i vecchi cassonetti. «Quando si fanno dei cambiamenti, come quello del porta a porta, poi chi di dovere dovrebbe controllarne la riuscita o meno, ed eventualmente tornare indietro», chiosa Umberto Cerrai, che abita nel quartiere dal 1961.

Strisce blu, si amano o si odiano. Divide la decisione del Comune di dare un ordine ai proverbiali ingorghi di auto in doppia fila in via di Salviano con la sosta a pagamento lungo la strada e in piazza Damiano Chiesa. Quei trenta centesimi la prima mezz’ora (e 1 euro l’ora successiva) per qualcuno hanno ammazzato il commercio del rione. «I parcheggi a pagamento hanno rovinato noi commercianti, i clienti non accettano l’idea di venire, fare la spesa e pagare il parcheggio», dice la sua Paolo Mantellassi, dietro al bancone della storica macelleria che esiste in piazza Damiano Chiesa dal 1935. L’attività è in vendita. E alcuni clienti della zona confermano che il parcheggio a pagamento incoraggia i livornesi ad andare a fare la spesa altrove. Oppure a parcheggiare nelle vie limitrofe a via di Salviano (per non pagare) riducendo i posti dei residenti. «Io vengo in auto da via Emilio Zola - rincara il concetto Sonia Caroti - e credo che pagare il parcheggio per andare a fare la spesa sia poco accettabile». Ancora lamentele da Marco Manganesi, commerciante di materiale elettrico e impiantistica: «Le strisce blu hanno portato solo problemi, la gente non si ferma più in via di Salviano: poi i vigili passano con lo street control che fa le multe e le persone hanno paura di prendersi una sanzione e vanno altrove». Al negoziante fa eco un’altra residente, Barbara Bernardi: «I parcheggi a pagamento hanno messo in crisi il commercio di via di Salviano, prima la gente si fermava anche solo per un caffè o fare acquisti, ora meno. C’è meno passaggio». Se c’è chi odia il provvedimento, tanti, invece lo amano. «A noi la sosta a pagamento non ci ha creato alcun problema - ci tiene a sottolinea Andrea Dell’Omodarme, al timone de Il Punto Panino di piazza Damiano Chiesa - C’è sempre posto, il caos che c’era prima è stato ordinato, e poi tutti i giorni dalle 13 alle 15 il posteggio è gratuito, dopo le 20 uguale e pure la domenica non si paga». Anche Barbara Assilli, commerciante dello storico negozio Universo Casa non imputa alcuna colpa ai posti blu: «Se vendiamo meno è perché c’è un calo dei consumi, ci sono meno soldi e la gente compra in maniera ridotta e diversa. Noi comunque non ci piangiamo addosso».

Quel semaforo che dura pochi secondi. Nonna Annina Rossi ci vuole incontrare per raccontare il cruccio suo e di tanti anziani del quartiere. Lei abita nel palazzo all’inizio di via Gramsci, sopra il bar Vignali. «Per attraversare sulle strisce e andare in piazza Damiano Chiesa a fare la spesa c’è un semaforo, quello che attraversa l’Aurelia, che dura pochi secondo e noi anziani non ce la facciamo a passare senza correre il pericolo di essere travolti». Lancia l’sos all’amministrazione: «Fatelo per noi tanti anziani che abitano nel quartiere: allungate il tempo del verde del semaforo e fateci attraversare la strada tranquilli».

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di Redazione web