Gioco
«Si sparano». Ma è un’esercitazione dei paracadutisti
Una operazione degli incursori all’ex ospedale del Calambrone ha fatto pensare al peggio, ma per fortuna non era nulla di pericoloso
CALAMBRONE. Spari, e poi grida, colpi, i suoni di un blitz, la scena di un’incursione. «Tutti fermi, uscite con le mani in alto». Le volanti della polizia e le auto dei vigili urbani fuori dall’ex ospedale ortopedico sul viale del Tirreno, gli agenti con le pistole spianate e dietro la sbarra chissà: ladri, spacciatori, trafficanti? Perché le volanti? Perché le pistole? È il dubbio che lunedì primo novembre, intorno alle 11.30, ha tenuto con il fiato sospeso alcuni abitanti del Calambrone.
L’allarme è scattato quando dal litorale si sente arrivare l’eco di alcune esplosioni. Spari. Dalle case qualcuno chiama spaventato la polizia, chiedendo di intervenire perché è in corso una sparatoria.Sul posto giungono due volanti e una squadra dei vigili del litorale, ma alla fine si scopre che dietro le strutture dell’ex ospedale del Calambrone è in corso un’esercitazione.Si stanno addestrando gli uomini del nono Col Moschin, il battaglione d’assalto di Livorno. Nulla di pericoloso, solo che quella degli incursori dei paracadutisti - stando a quanto riportato dalle forze dell’ordine - era stata una esercitazione improvvisata, non segnalata alle autorità.
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