Il Tirreno

Livorno

Casa Zizzi non decolla il presidente lancia l’sos

di Francesca Suggi
Casa Zizzi non decolla il presidente lancia l’sos

Il progetto, approvato nel 2010, prevede una centro di recupero per giovani disagiati ma la struttura di Coteto è fatiscente. Ripoli: «Mancano i soldi per finanziarlo»

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LIVORNO. Da pericoloso scheletro fatiscente nel cuore del quartiere di Coteto ad una maxi struttura per l'accoglienza. Il progetto di Casa Zizzi, con i suoi 2 piani destinati a bambini e ragazzi a rischio di disagio sociale, c'è. E' stato approvato anche dalla giunta comunale nel 2010, con tanto di convenzione tra Comune e associazione. Quello che manca sono i soldi per realizzarlo: ben 5 milioni di euro. «Nonostante la valenza sociale del progetto, le istituzioni non ci aiutiamo e quindi non riusciamo a riqualificare quell'area che oggi, oggettivamente, è nel degrado più totale. Sono anni ormai che siamo dietro a questo progetto ed è un peccato vedere che niente si muove», a spiegare la situazione è Riccardo Ripoli, colonna portante dell'associazione Amici della Zizzi onlus, nata a Livorno nel 1987 e da anni opera nel campo del recupero di bambini con problematiche familiari e sociali, occupandosi principalmente di affido. Persino le telecamere di Rai 3, nel 2011 si occuparono del progetto, con uno speciale per la trasmissione "Dieci minuti di…" realizzata da Rai Parlamento.

Due strutture per l'accoglienza, un centro diurno, palestra e teatro. In totale sono circa 2500 i metri quadri a disposizione, di proprietà dell'associazione, oggi nel degrado più totale, lungo via Piemonte. Dopo il rogo del 2010, i tre edifici fatiscenti e abbandonati, sono ancora là, tra le continue proteste degli abitanti del rione. Il progetto è da tempo ultimato: si tratta di due strutture residenziali, l'una dedicata all'ospitalità di 12 minori con gravi problemi familiari (due sono i posti di pronta accoglienza che gestirà il Comune) l'altra destinata a 4 ragazzi tra i 18 ed i 21 anni (si tratta di giovani che escono dalle case famiglia) Sarà, inoltre, realizzato un centro diurno di circa 200 metri quadri, con varie stanze da adibire a doposcuola, laboratori didattici e attività ludiche. «In totale si tratterebbe di una quarantina di ragazzi», continua il presidente e fondatore dell'associazione che, ad oggi, accudisce giovani in difficoltà tra casa famiglia e centro diurno. In più nella maxi struttura troverebbero posto una palestra e un teatro. «Si tratta di locali destinati ai bambini e ai ragazzi di Casa Zizzi, ma usufruibili anche dalla città e dalle scuole limitrofe», aggiunge Ripoli. Nel sottosuolo si prevedono i locali dove l'associazione organizzerebbe iniziative e mercatini di autofinanziamento.

Una struttura da 25 posti di lavoro. Oltre ai beneficiari diretti, ovvero minori e giovani con problemi sociali e familiari e ragazzi a rischio devianza, Casa Zizzi porterebbe con sé anche posti di lavoro. Sul progetto di legge circa 25 persone da mettere al lavoro. «Avremo bisogno almeno di sei o sette educatori per la comunità educativa - fa il punto Ripoli - Poi c'è l'altra casa, il centro diurno, la palestra, il verde. Tra tutto avremo bisogno non meno di 25 persone». Ripoli è amareggiato. Sicuramente non vuol mollare. «Per cominciare avremo bisogno di 1 milione di euro e invece le istituzioni non ci danno neppure 1 euro per un progetto con una valenza del genere. Anche con l’attuale amministrazione tutto è fermo».

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