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Spaccio di droga e furti in porto, al processo prosciolti in sette, cinque assoluzioni
Livorno, risolte 32 posizioni sui 33 indagati nel processo "Pony Drug". Resta da chiarire il futuro processuale di Michele Trifoglio, 46 anni, rinviata la decisione del giudice per un impedimento dell'avvocato
LIVORNO. Cinque assoluzione e sette prosciogliementi «per non aver commesso il fatto». Sono dodici le persone uscite pulite dal maxi processo “Pony Drug” in cui erano indagati in 33 . Le posizioni più delicate erano quelle che riguardavano gli indagati accusati di associazione per delinquere. In totale erano quattordici le persone coinvolte e nove di queste sono uscite pulite dal processo. Ma le strade per venirne a capo sono state diverse.
RINVIO A GIUDIZIO. Sei degli indagati, attraverso i loro avvocati difensori, hanno scelto di non chiedere riti alternativi ma di difendersi dalla richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pubblico ministero Massimo Mannucci. E al termine della lunghissima camera di consiglio hanno avuto ragione. Si tratta di Adriano Marchetti, viareggino di 34 anni, Serena Bonuccelli, 38, anche lei residente a Viareggio, Radosina Isporska Metodieva, 44 anni, residente a Vinci, nel fiorentino, Angelo Costanzone, 52, originario di Licata, ma residente da anni a Montecatini, e Fabrizio Paci, 55 anni, livornese.
Tra i prosciolti dopo la richiesta di rinvio a giudizio c’è anche il nome di Mostafa Jarmouni, detto Samir, marocchino, 25 anni, indagato per detenzione ai fini di spaccio. Liberato dopo essere stato arrestato nell’inchiesta della Procura livornese, è stato arrestato di nuovo nell’agosto scorso e successivamente espulso dal territorio italiano e dunque non processabile.
ASSOLUZIONI. La strada per arrivare alla fine di un inferno giudiziario durato quasi un anno, per altri cinque imputati è passato dalla scelta di chiedere il rito abbreviato e di essere dunque giudicati sulla base delle prove che gli investigatori avevano raccolto fino alla chiusura delle indagini. Bene. La scelta ha dato ragione ad altri cinque indagati ai quali veniva contestata l’accusa di associazione per delinquere nell’ambito dell’organizzazione di una serie di furti nel porto di Livorno per rubare auto di grossa cilindrata. Il giudice Ottavio Mosti ha assolto «per non aver commesso il fatto» Salvatore di Fraia, difeso dall’avvocato Luciano Picchi; Lidia Mangani, 38 anni, difesa da Massimo Gambacciani, Fabio Giommi, 58 anni, rappresentato da Fabio Ungaretti e Massimo Tuticci, Mirco Lischi, 55 anni, difeso da Riccardo Biagoni, e Simone Sardi, 39 anni, difeso da Riccardo Melani e Sergio Marchetiello.
IN SOSPESO. Su trentatré imputati sono state chiarite trentadue posizioni. L’ultima riguarda Michele Trifoglio, 46 anni, originario di Nettuno ma residente a Tirrenia. Accusato di detenzione ai fini di spaccio nell’udienza di venerdì la sua posizione è rimasta in sospeso a causa dell’impedimento del suo avvocato difensore e sarà trattata in un’udienza successiva.
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