Gioco
I sindacati: «Ma non sono i Cup il problema dei tempi lunghi»
Il Fials contesta la sperimentazione annunciata dall’Asl: «Così si spinge l’utenza verso il privato» La Cgil lancia l’allarme sulle ricadute occupazionali: «Sul territorio livornese cento posti a rischio»
LIVORNO. «Non è eliminando i Cup o riducendone le funzioni che si risolve l’annoso problema delle liste d’attesa». Dopo l’annuncio del direttore generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis sulla sperimentazione che sarà avviata nel territorio livornese con percorsi dedicati nelle prenotazioni per settori come l’oncologico e il materno-infantile dove gli appuntamenti saranno gestiti direttamente dai reparti, i sindacati rimandano al mittente il progetto.
«Il problema centrale non è costituito dal funzionamento dei Cup, dove operano tra grandi difficoltà per carenze di personale e strutture, i dipendenti della Asl e quelli dei soggetti appaltatori - sottolinea Massimo Ferrucci, segretario del Fials -, ma dalla capacità delle strutture di fornire le prestazioni in tempi ragionevoli ed in linea con le previsioni delle disposizioni regionali. La ricetta fornita dalla Asl per abbattere le liste di attesa è la solita uscita propagandistica che potrà rivelarsi non solo inutile ma addirittura dannosa».
E a Ferrucci fa eco la Cgil. «Open Access, il sistema ideato dall'azienda universitaria di Pisa per azzerare le code è solo un programma e, per quanto sofisticato, non può risolvere i problemi che sono a monte delle code - sottolineano Barbara Celati, della funzione pubblica e Monica Cavallini della Filcams- se un macchinario è guasto, com'è successo di recente a Livorno, il programma non è certo in grado di aggiustarlo. Temiamo che questa sia una logica che sottende la volontà di addossare ai lavoratori alcune inefficienze endemiche del sistema sanitario e questo ci preoccupa. Siamo davanti ad un segnale preoccupante per la sorte del personale cup e call center in quanto, rispetto ai proclama della politica, ai lavoratori e ai loro rappresentanti non è stato fornito alcun dettaglio sulla sorte dell'occupazione».
LE AGENDE GESTITE DAI REPARTI. Secondo Ferrucci le agende gestite dai "reparti" per alcune attività programmate nel rapporto diretto tra servizi interni al sistema possno essere anche una ottima soluzione. «Sempre che - sottolinea però - le strutture siano in grado di fornire risposte rapide, mentre se si verificherà una concentrazione delle altre prenotazioni a livello delle Unità Operative aumenterà il frazionamento dei punti di accesso. In sostanza siamo davanti a ulteriore aggravio delle mansioni amministrative per il personale infermieristico ed un’assenza di controllo sulle dinamiche di precedenza nella assegnazioni degli appuntamenti».
IL RUOLO DEI MEDICI DI BASE. Nella sperimentazione annunciata dalla De Lauretis un ruolo fondamentale è rivestito dai medici di famiglia. «Ma nella fissazione degli appuntamenti per pazienti cronici e diagnostica estemporanea - continua il segretario del Fials - si ravvisano grandi perplessità non solo in ordine alla sua attuazione (a partire dalla dotazione di personale dedicato e dal grande afflusso che si registrerà negli studi medici) ma anche per la tendenza a spostare su altri soggetti la responsabilità della impossibilità di fornire prestazioni in tempi certi».
IL NODO SONO LE CASE DELLA SALUTE. In questa ottica, secondo il Fials solo «una maggiore concentrazione nelle Case della Salute dei medici di medicina generale potrebbe diminuire la dispersione dei punti di prenotazione e ridurre l'impiego di personale». Il fatto, riflette Ferrucci, è che «non ci sono certezze sui tempi della realizzazione delle strutture e della loro attivazione».
UNA SPINTA VERSO IL PRIVATO. E così, secondo il sindacato, «la sostanziale eliminazione dei Cup disperderà la domanda in numerose direzioni con grandi possibilità di essere orientata verso il privato nelle sue varie accezioni e coniugazioni». Mentre invece i Cup dovrebbero essere potenziati e riorganizzati.
«Negli ultimi anni all’Asl 6 non c’è mai stata una vera volontà per attuare una riduzione delle liste di attesa, mentre tutto è stato fatto per perseguire una strategia diversa - è l’attacco del sindacato più rappresentato in ospedale -. Le prenotazioni accordate per effettuare le prestazioni da parte dei cittadini livornesi nella zona Elba o in quella di Piombino entro i termini stabiliti dalla Regione sono stati meri espedienti "beffa" per assolvere un obbligo ma di fatto inducendo l'utente a non fruirne o indurlo a ricorrere al servizio privato».
LA SOLUZIONE DEL FIALS. «La soluzione risiede nella capacità di valutare e selezionare adeguatamente le prestazioni da fornire al cittadino secondo un criterio di appropriatezza e rendere possibile il funzionamento per un numero superiore di ore da quello attuale delle costose apparecchiature in dotazione alla Azienda Sanitaria come Tac e risonanza. Ciò può essere fatto da parte della Asl attraverso una politica delle assunzioni finalizzata a tali obiettivi abbandonando la strada della riduzione sistematica degli organici, una adeguata utilizzazione degli istituti contrattuali per incentivare il personale medico e del comparto, una organizzazione dei modelli organizzativi e degli orari dell'utenza».
CENTO POSTI A RISCHIO. La Cgil punta invece il faro sulle ricadute occupazionali legate al taglio dei Cup. «Già nei mesi scorsi il servizio è stato parzialmente dato in gestione alle farmacie senza alcun confronto con i sindacati per valutare le ricadute di una riorganizzazione che, di fatto, è già in atto - sottolineano Celati e Cavallini -. Sul territorio di Livorno sono circa cento i posti di lavoro a rischio. Ci sono state date rassicurazioni dalla Regione in merito alla salvaguardia dell'occupazione ma, in realtà, nessun dettaglio: si parla in modo generico di riconversione delle professionalità senza entrare nel merito del come e del quando, mentre si applicano protocolli sperimentali a macchia di leopardo qua e là in giro per la Toscana».
Giulio Corsi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
