Toscana
Smantellamento dell'ippodromo Caprilli, il sindacato chiede un dibattito pubblico
Livorno, Luongo: sarebbe l'occasione per capire anche il destino degli otto lavoratori in ballo
LIVORNO. "Chiediamo un dibattito pubblico con tutta la città sulla morte del Caprilli e dell'ippica a Livorno". Lo reclamano a gran voce dalla Slc Cgil che esprimono, in una nota, tutta la loro indignazione rispetto a quella che chiamano "cronaca di un lutto annunciato". "Voci insistenti - spiegano - sostengono che sono state dismesse anche le ultime attrezzature utili per svolgere le corse all'interno del Caprilli".
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Ritirate le dotazioni minime. “Per effetto delle scelte operate dall'amministrazione del Comune – commenta Beppe Luongo, segretario generale Slc di Livorno - proprietario dell'ippodromo Caprilli e della fu Labronica corse cavalli - in questa data, con il ritiro delle dotazioni minime indispensabili a poter eventualmente svolgere addirittura le corse in un Ippodromo storico e unico nel panorama nazionale, che a tal fine fu donato alla Città di Livorno, si è arrivati davvero e purtroppo alla fine di una storia che legava la passione di molti livornesi alla cultura del cavallo e alle occasioni di lavoro, anche precario ma ricorrente di stagione in stagione, per molti giovani che di quel lavoro, anche precario, avevano bisogno".
Di chi sono le responsabilità? Il sindacalista si fa domanda. “Di chi sono le responsabilità ? Chi ha compiuto le scelte che hanno portato prima al fallimento della Labronica e poi, il 27.10 al sequestro/vendita, per una manciata di euro, l'attrezzatura per fare le corse al Caprilli ? Chi se ne vanta ??! - chiede Luongo e prosegue - sarebbe interessante sapere che fine faranno, davvero, i cavalli egli Operatori. Sarebbe interessante avere la possibilità di un vero confronto pubblico sul merito, ma ci vorrebbe un coraggio, paritetico e uguale, tra i vari soggetti che hanno determinato la situazione attuale”.
Pretendiamo un dibattito pubblico. La Slc, di fronte a una situazione che sta precipitando rapidamente e inesorabilmente, pretende un dibattito pubblico sul Caprilli, per la tradizione che rappresenta e per il bacino di occupazione che è stato perso “Lanciamo la nostra sfida in modo trasparente a tutti gli attori che hanno avuto una parte in questa partita a perdere, a cominciare dal sindaco Filippo Nogarin e da chi lo ha sostenuto e lo sostiene!Ma senza voler trascurare nessuno – tuona la categoria - Noi lo proponiamo e ci siamo: vedremo nei prossimi giorni chi dispone di determinazione pari alla nostra per realizzarlo”. Un pubblico dibattito sull'ippodromo e sulla sua fine sarà, secondo la Slc, l'occasione per chiedere anche del destino degli otto Lavoratori a cui tutti "vogliono bene", ma che sono e restano tutt'oggi, disoccupati aggiunti alla crisi livornese, senza prospettive concrete di soluzione “Sarà l'occasione per chiedere chiarimenti circa gli approfondimenti- solennemente promessi nell'ambito della commissione tre del Comune, circa la mobilità tra le partecipate in ambito regionale – chiarisce Luongo e conclude - Sarà, soprattutto, l'occasione per chiedere, ancora una volta, cosa si intende fare di quest'area della Città di Livorno - Fu Ippodromo di Livorno e Ceschina- sottratta ai livornesi, ma per farlo bisogna avere un'idea concreta ed una volontà di trasparenza vera per il governo della città. Non basta mettersi le dita negli occhi con l'opposizione."
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