Il Tirreno

Livorno

L'Hotel Palazzo alla società livornese Uappala: si cerca personale

di Giulio Corsi
L'Hotel Palazzo alla società livornese Uappala: si cerca personale

Gli imprenditori prendono la gestione sotto l'insegna del colosso francese Sofitel. E lanciano il progetto dei "ristoranti Mascagni"

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LIVORNO. L'insegna della catena spagnola Nh è già stata smontata dalla facciata dell'Hotel Palazzo. Da martedì primo novembre al suo posto comparirà quella di Sofitel, collezione MGallery, il brand di hotel storici di lusso del gruppo francese Accor, una delle principali società alberghiere del mondo, quotata alla borsa di Parigi, 190mila dipendenti sparsi in 92 paesi, 3900 hotel, 42 milioni di clienti.

Cambia l'insegna e cambia anche la gestione: per la prima volta dopo l'acquisto e la ristrutturazione da parte di Andrea Bulgarella che ha riportato la struttura di viale Italia all'antico splendore, il Palazzo tornerà a parlare livornese. A gestirlo sarà infatti Uappala Hotels, società con quartier generale in via Borra, nel palazzo dell'isolotto che fu sede anche del Pci-Pds e che il gruppo livornese ha acquistato un anno fa e rimesso a nuovo. Oggi Uappala gestisce 19 hotel, la maggiorparte 4 stelle, nelle principali mete turistiche italiane, dando lavoro - tra dipendenti, stagionali e indotto - a oltre 700 persone, ma il debutto al Palazzo rappresenta comunque un momento storico.

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«Siamo contenti», ammette il fondatore e proprietario Mirco Peiani. «Un gruppo internazionale come Accor ci ha dato questa fiducia abbinando il suo marchio più prestigioso, ma puntando allo stesso tempo sulla città di Livorno. E la stessa fiducia ce l’ha data la proprietà, che ci ha affidato una delle strutture alberghiere più belle e ambite d’Europa».

Come il Tirreno raccontò nei mesi scorsi, non era solo Sofitel a voler abbinare il suo marchio al Palazzo. Alla porta di Uappala hanno bussato anche Hilton, che voleva inserire l’hotel livornese nella sua collezione Curio, e un altro colosso del turismo di lusso mondiale: Marriott. Ma Peiani alla fine ha scelto i francesi. «Tra i requisiti che volevano imporci c’era quello di tenere le finestre chiuse, secondo gli standard in vigore negli Stati Uniti - racconta Peiani -. Ci siamo guardati in faccia e ci siamo chiesti: è possibile che un cliente del Palazzo non possa aprire le finestre e inebriarsi dell’aria salmastrosa che ci regala il libeccio?». Ecco, il nuovo hotel Palazzo che dalla mezzanotte di lunedì diventerà Uappala, oltre agli standard altissimi imposti da Sofitel, sarà soprattutto aperto alla città, al vento, al profumo del mare, e ai livornesi.

«La sfida che noi e la proprietà abbiamo preso, è proprio questa - continua Peiani -: aprire l’albergo al turismo internazionale, ma trasformarlo anche in un salotto per la città e della città». La chiave di questa operazione sarà rappresentata da un nuovo progetto lanciato da Uappala nelle sue strutture. Nel nome vi sono incise la città di Livorno e la sua storia: Mascagni Ristorante. «E’ il brand di ristorazione che abbiamo inaugurato il primo ottobre al Tower Plaza di Pisa - racconta il direttore di Uappala, Leonardo Piagneri -. Si tratta di un concept di ristorazione, che punta ad una altissima qualità di cucina. Nel 2017 ci concentreremo non solo ancor più sul made in Italy, ma sulla ristorazione locale e il chilometro zero».

Saranno i due ristoranti, i ponti che collegherannol’Hotel Palazzo a Livorno e apriranno (anzi riapriranno) le porte dei livornesi all’albergo. Quello in terrazza, top di classe per location e cucina, e soprattutto quello al pian terreno: «Si chiamerà Mascagni Bistrot e sarà un bar bistrot aperto dalle 7 la mattina all’una di notte», spiega Piagneri. Nessuna concorrenza ai locali del lungomare. «Non parliamo di aperitivi, per carità - sottolinea il direttore della società livornese -. Qui faremo serate jazz, salotti letterari, incontri culinari. Sarà un salotto, con una gran cantina, a disposizione di chi vuole passare qualche ora tra eleganza e toscanità. Apriremo ai prodotti locali. Pane e dolci saranno di produzione nostra, fatti dai nostri pasticceri come in tutte le strutture Uappala». «Quello che vogliamo evitare - aggiunge Marco Palermi, nuovo direttore city hotel division di Uappala, arrivato sei mesi fa da Hilton - è il senso di soggezione che può trasmettere una struttura come questa, oppure l’idea che in un albergo la cucina sia di un livello inferiore rispetto ad un ristorante classico. Il ristorante Mascagni e il Mascagni bistrot oltre che ai nostri clienti, saranno aperti ai livornesi. La data di partenza in questo caso sarà il primo dicembre, perché subentriamo in corsa e in questo primo mese dovremo prendere in mano la cloche dell’hotel».

Tra Livorno e fuori la società cerca venti addetti (gli interessati possono fare domanda risorseumane@uappala.com).«In questo senso - continua Piagneri - una grande attenzione sarà data anche ai matrimoni, agli eventi. Vogliamo tornare a quando i livornesi festeggiavano le nozze qui, tra queste mura. Per questo accanto ad una direttrice giovane e già molto esperta, Maria Pia De Novellis, che viene dall’Uappala Hotel Cruiser di Pesaro, abbiamo inserito due addetti commerciali che terranno i rapporti con le aziende del territorio e con la città in generale».

Nella nuova vita del Palazzo tuttavia c’è una pecca secondo Mirco Peiani. E’ una pecca storica. «E’ possibile che un albergo di questo livello, a 10 metri dal mare, non abbia un accesso al mare, che non possiamo dare un ombrellone alla nostra clientela? - chiede, rilanciando un tema che sente molto -. Fino al 1900 Livorno era la prima località balneare della Toscana, prima di Viareggio, Forte dei Marmi, Castiglioncello. Significa che le potenzialità ci sono per diventare industria al pari del porto. Ma servirebbe un mare accessibile a tutti, come avviene in Versilia o sull’Adriatico. E’ un problema di questa città. Eppure quando i responsabili di Sofitel, Hilton, Marriott sono venuti a Livorno, sono rimasti sbalorditi dalla bellezza dell’albergo ma anche da tanti angoli della città e dalla sua storia: in Venezia sono rimasti a bocca aperta. Servirebbe solo la volontà e le idee per rilanciarci a livello turistico».

 

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