Gioco
Col Tirreno c'è Livorno di notte, la città da scoprire in 24 foto
Livorno, la presentazione della nuova iniziativa: la nostra città guardata con occhi appassionati
LIVORNO. Vi abbiamo accompagnato alla scoperta del fascino discreto della nostra città prima dal cielo e poi dal mare. Adesso proviamo a farlo proponendovi un altro sguardo fuori dal consueto: la Livorno di notte.Non è un caso se il sottotitolo recita: “La grande bellezza”. Queste immagini vogliono mostrare quel che la città può essere se la guardiamo con occhio da innamorati, con la passione di chi sa andare al di là delle rughe, del degrado e degli acciacchi. Non per far finta di niente ma per cogliere l’anima di una città che merita di essere riscoperta daccapo: la sua storia non ha uguali, sarebbe uno sbaglio ignorarla o nasconderla...
In una sequenza di 24 grandi foto scattate da Fabio Muzzi si racconta un volto trasfigurato e poetico della nostra Livorno: con il buio che fa sparire tutto quel bailamme di dettagli, tutto quel frastuono di fondo che spesso ci impedisce di accorgerci di quel che abbiamo sotto i nostri occhi. Ad esempio, il Cisternone qui a fianco, vi sembra lo stesso che vediamo di giorno sotto l’assedio di auto, camion, smog e rumori?
È un racconto per immagini che, accompagnato dalle storie narrate nei testi sul retro, i nostri lettori avranno in regalo con Il Tirreno a partire da sabato 29: quel giorno troverete gratis in edicola, insieme al nostro giornale, la prima foto e il raccoglitore. Le altre seguiranno nei giorni successivi: dal lunedì al sabato.
A presentare la nuova iniziativa del Tirreno nel salone del nostro giornale (viale Alfieri 9, ingresso libero) saranno il direttore Luigi Vicinanza e il capocronista Alessandro Guarducci insieme a Fabio Muzzi, che ha firmato le immagini, e a Mauro Zucchelli, che ha curato i testi.
Capita spesso che le pagine della cronaca raccontino il volto notturno della vita cittadina: un po’ di movida ma soprattutto guai, episodi di violenza, liti e incuria. Però – ce lo insegnano Bobo Rondelli e Piero Ciampi, la tradizione della canzone d’autore con targa labronica – la notte toglie tanti alibi e obbliga a fuoriuscire dai troppi clichè: eccoci alle prese con la Terrazza Mascagni finalmente liberata dall’arrembaggio del flusso infinito di persone che la affollano.
Eccoci davanti al monumento a Luigi Orlando davanti allo storico ingresso del Cantiere che quest’anno compie 150 anni. Eccoci a guardare Castel Boccale da lontano con una luce che dalla città spunta alle spalle dell’edificio. Eccoci ai piedi della torre di Calafuria o davanti ai Casini di Ardenza oppure anche di fronte al teatro Goldoni. Eccoci a rimirare le terme liberty del Corallo (che hanno mobilitato una folla di cittadini) o le singolari geometrie d’una piazza Grande (che si squaderna sotto i nostri occhi dal sagrato del duomo). Eccoci a scrutare il belvedere illuminatissimo che domina il parco di villa Letizia: anzi, di villa Poniatowski dal nome del nobile polacco che aveva sfidato il Papa con la propria storia d’amore...
Ciascuna di queste 24 immagini ha una storia da mettere in vetrina: con la forza dell’impatto visivo in grado di calamitare lo sguardo per proporre un’altra idea di città; con la suggestione delle parole capaci di mettere in mostra o di richiamare alla memoria i tasselli di un puzzle di storie che la nostra città nasconde. Dentro a queste immagini c’è molto del nostro passato: da riscoprire finalmente per capire quanto siano straordinarie le radici di quel che siamo stati. Ma c’è anche molto del nostro futuro: passa da qui, dalla valorizzazione di questo “giacimento” che vale più dell’oro nero.
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