Il Tirreno

Livorno

Autorità portuale tre nomi sul ring, il ministro: a giorni gli atti

di Mauro Zucchelli
Autorità portuale tre nomi sul ring, il ministro: a giorni gli atti

Livorno, nel duello Onorato-Grimaldi il patron di Moby ora si allea con il colosso Msc il cui avvocato è in lizza nel toto-nomina. Battaglia nel Pd fra Livorno e Piombino

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LIVORNO. «Ancora pochi giorni e avrete i nomi, io comunque la lista l'ho fatta e l'ho inviata a Cantone». È riassumibile così quanto ha detto il ministro Graziano Delrio, assediato da cronisti e addetti ai lavori all’assemblea di Confitarma: da mesi è a bagnomaria la concretizzazione della riforma della portualità post-accorpamenti.

L'Autorità anti-corruzione dell'ex pm Raffaele Cantone è diventata una sorta di super-Cassazione preventiva: al di là della prevenzione delle “mazzette”, finisce per includere anche la “qualità” procedurale delle scelte che fa la politica. Livorno l’ha già assaggiata, e proprio sulle banchine: su esposto del sindaco Filippo Nogarin ha impallinato Massimo Provinciali, numero due dell'Authority, al quale erano state affidate tutte le deleghe come presidente della Porto 2000 in via di privatizzazione.

A quanto è dato sapere, i nomi restano quelli di cui abbiamo già dato anticipazione: Luca Becce, savonese, amministratore delegato di Tdt, il principale terminal contenitori dello scalo labronico (in mano al gruppo genovese di Luigi Negri, alleato di Piero Neri, e con i portuali soci di minoranza); Alberto Rossi, genovese, avvocato di fiducia del gigante napoletano-ginevrino Msc, fra le tre flotte più grandi del mondo; Luciano Guerrieri, piombinese, da oltre undici anni al timone del porto della sua città (dopo esserne stato sindaco per otto). Già da dieci giorni è sulla graticola il nome di. Risulta che sul suo nome vi sia l'intesa fra ministro e governatore, eppure in extremis è arrivata una frenata. Colpa solo del fatto che il ministro attende l'ok da Cantone a tutto il pacchetto di nomine?

In realtà, forse il giro è un po' più ampio e comprende anche la scrivania del premier a Palazzo Chigi o quantomeno quella del suo fidatissimo braccio destro Luca Lotti. Ma a ingarbugliare gli scenari è soprattutto il sovrapporsi di differenti terreni di scontro: l'uno economico e l'altro politico.

Non è un segreto che il ministero voglia puntare su figure legate più al mondo delle imprese che a quello della politica, meglio se manager. Nella terna indicata c'è un giudizio positivo su quanto fatto da Guerrieri ma l'identikit cercato è più simile a quelli di Becce e Rossi. Troppo vicini alle imprese per non suscitare timori di conflitto d'interesse? Però se si cercano competenze forti l'unica alternativa a chi sta nella trincea dei porti è solo il ricorso a prof universitari: ma gli accademici hanno dato prova di muoversi meglio tra i libri che fra le banchine.

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Nell'estate ha tenuto banco lo scontro fra due big dei traghetti come Manuel Grimaldi e Vincenzo Onorato: un duello durissimo a livello nazionale ma con il porto di Livorno come luogo della battaglia. Uno: a dare fuoco alle polveri è stato il nuovo collegamento di Grimaldi fra Livorno e Olbia. Due: Moby (Onorato) ha sparato a zero anche contro l'Authority labronica perché, cancellando il parcheggio Azzini, ha imbarcato i traghetti di Grimaldi in una commistione di auto e camion.

Ora a questo si somma lo scontro fra Gianluca Aponte (Msc) e Luigi Negri (Gip): in lizza con due candidati l’un contro l’altro e presenti su due banchine contrapposte in Darsena Toscana. Msc non ha fatto mistero di tenere gli occhi su Livorno: sul fronte crociere ma anche con l’acquisizione di quote nel terminal di Enio Lorenzini e nella Savino Del Bene. Finora ha comunque continuato a far capo al terminal Tdt per una parte dei propri container: potrebbero lasciare Tdt per andare nel terminal di cui Msc ha una quota, resta da capire cosa accadrà all’altra metà dei contenitori di tale linea in tandem con altri operatori come Hapag.

Ma c’è anche il lato politico di questa vicenda: riguarda il Pd. Spaccato in due? Sì, ma stavolta forse la divisione è principalmente territoriale (anche se il quadro reale è effettivamente più complicato di così): buona parte del Pd livornese sembra vedere di buon occhio la figura di Luca Becce; i “dem” piombinesi invece sponsorizzano Alberto Rossi per tirare la volata a Luciano Guerrieri quantomeno come segretario generale dell’Authority di sistema che aggrega Piombino a Livorno.

Il motivo è presto detto. Piombino ha temuto che l’ascesa di Becce rischiasse di tagliar fuori Guerrieri: a quel punto – come se si trattasse del tackle in scivolata per fermare il centravanti avversario che s’invola verso il gol – è stata portata al tavolo del governo la contro-candidatura di Alberto Rossi che pure ha alle spalle la forza di un colosso come Msc. Guai a sottovalutare la forza dello schieramento piombinese, non foss’altro perché viene da quelle zona il più alto esponente all’interno della squadra del premier Renzi: la sottosegretaria all’ambiente Silvia Velo.

Sullo sfondo c’è il sindaco M5s Nogarin: cogliendo al balzo la decisione di Cantone contro Provinciali, manda segnali di attenzione al ministro Delrio. Anziché le solite bastonate contro il ministro Pd, ecco l’invito amichevole a una scelta innovativa. Prova a fare l’apripista d’un nuovo nome...

Non è dunque solo sulle linee dei traghetti in partenza da Livorno che si consuma lo scontro. L’altra metà del duello è dentro la stanza dei bottoni: riguarda la “poltronissima” dio presidente della nuova Authority. Con gli schieramenti contrapposti che stringono alleanze e si sfidano a mosse e contromosse. L’ultimo atto di queste grandi manovre è l’alleanza fra Msc e Onorato. Il numero uno di Moby e Tirrenia annuncia il patto con Gnv e Snav. Ma anche in questo caso si erano viste a Livorno le prove generali di questo nuovo fronte: nella privatizzazione della Porto 2000, Aponte (tramite Marinvest) è in campo nella cordata di Onorato (in lizza con Sinergest) e Ltm.

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