Gioco
Parco di Villa Regina, ancora nessuna pulizia alla grotta delle siringhe
Livorno, ad una settimana dal nostro viaggio in Borgo Cappuccini niente è cambiato. Preservativi, spazzatura, resti di bivacchi e cocci di bottiglie sono sempre là
LIVORNO. A distanza di una settimana nessun intervento. Nè di pulizia, né di interdizione. La grotta del degrado di Villa Regina è ancora là, con tutto il suo inferno di preservativi e siringhe usate con aghi scoperti, sia nascoste dalle tante foglie secche, sia in bella vista. Ricettacolo di tossici e sbandati, quel “rifugio” nel verde è pure vicino ai giochi per i bambini (danneggiati pure quelli). Inoltre è accessibile a tutti quella grottina, ma poco importa.
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Niente è cambiato rispetto allo scorso giovedì. Rispetto alla vergognosa istantanea raccontata da Caffè Tirreno grazie agli abitanti di Borgo Cappuccini. Quel ponticello che conduce alla terra di nessuno ha addirittura un che di romantico e invitante. Un pericoloso contrasto. Soprattutto uno spreco tenerlo in quelle condizioni, con resti di sedie e spazzatura. Le zone rosse sono tante all’interno di quello che avrebbe tutte le potenzialità di essere uno dei parchi cittadini più belli.
I due torrini restaurati nel 2013, di fatto, danno il benvenuto, oggi, in un parco dimenticato. Il lungo viale che lo attraversa (sgarrupato pure quello) porta ad un’area giochi. A pochi passi anche quelle transenne sono ancora là, per impedire alle persone di finire nei rovi cresciuti all’interno di un piccolo edificio diroccato (spazio per passare e farsi male, comunque c’è). Che dire, poi, di quel “giardino delle farfalle” (gestito dal Wwf dal 2003), come si legge in un cartello sciupato: a vedere dalle condizioni è rimasto ben poco. Anche gli alunni del Sacro Cuore lo scorso giugno hanno contribuito, con un percorso didattico.
Nonostante i buoni propositi e la partecipazione dei bambini, c’è un gran lavoro da sbrigare per ridare dignità a quel parco che getta le sue radici alla fine del Settecento. Avviandosi, poi, verso l’uscita ecco un’altra brutta sorpresa. Ovvero una perdita importante di acqua che sgorga sul terreno da un vecchio bagno chimico. Chiuso. Lasciato là chissà da quanto tempo.
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