Il Tirreno

Livorno

Nuove regole per l’edilizia Multe e vincoli, cosa cambia

di Mauro Zucchelli
Nuove regole per l’edilizia Multe e vincoli, cosa cambia

Non servirà più la perizia giurata per calcolare il costo di costruzione (e gli oneri) Incentivi per la bioarchitettura. Sanzioni abbassate e modulate a seconda dei casi

5 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Le 108 pagine pubblicate ieri alla voce “atti dell’ente” sul sito web del Comune di Livorno tengono a battesimo il nuovo regolamento edilizio: entrerà in vigore da mercoledì 8 novembre, dopo aver ottenuto disco verde nel consiglio comunale di mercoledì 19 ottobre.

Un ok con una geografia del voto non del tutto uguale al solito copione: no da Pd, Cannito, Valiani e gli ex “buongior- nini” Raspanti e Cepparello, astenuto Bruciati (Buongiorno), sì dai Cinque Stelle ma anche dai tre ex M5s dissidenti Grillotti, Mazzacca e Pecoretti (dopo l’approvazione di un emendamento sul recupero delle cantine lungo i Fossi).

«Volevamo predisporre un regolamento edilizio – spiega l’assessore Paola Baldari, titolare della delega all’edilizia privata (oltre a quelle al commercio e al turismo) – che puntasse, da un lato, a elaborarlo in forma partecipata in tandem con gli operatori e, dall’altra, a semplificare e snellire le procedure, rendendole prive di ridondanze e di facile applicazione».

NIENTE PERIZIA GIURATA.Come? Dagli uffici di Palazzo Civico mettono l’accento su alcuni aspetti-chiave: 1) sono state «dimezzate le schede (da 32 a meno di 20) per accedere al taglio degli oneri di urbanizzazione»; 2) è stata «ridotta la burocrazia in caso di demolizione e fedele ricostruzione». Ma è sul terzo tassello che insiste Baldari: per determinare la base di calcolo del costo di costruzione (e dunque degli oneri connessi), è stata eliminata la perizia giurata del tecnico e sono stati previsti meccanismi più oggettivi incentrati sui metri quadri di superficie.

VINCOLO MENO RIGIDO.Alla voce snellimenti l’assessore aggiunge anche interventi di limitata entità in aree sottoposte al vincolo paesaggistico (ex legge Galasso). Se finora – avverte – tutto doveva passare sotto gli occhi della Soprintendenza, adesso invece si ritaglia una esenzione per tutta una serie di piccoli lavori come ad esempio spostare una finestra al massimo di 30 centimetri, rifacimento di tetti o sostituzione di infissi (con le stesse caratteristiche), modificare finiture di lastrici solari o terrazze a tasca.

BIOEDILIZIA: INCENTIVI.Fra le semplificazioni l’assessore rivendica all’attivo anche quelle nel campo della bioedilizia («e non è stato facile»): a giudizio di Baldari, il dimezzamento delle schede (da 35 a 18) consentirà di tagliare le lungaggini che contraddistinguevano questo settore. La titolare dell’edilizia privata puntualizza che sono stati riviste le modalità di verifica passando a una sorta di monitoraggio di quel che, in termini di efficienza energetica, avviene dopo i lavori. Dagli uffici di Palazzo Civico arrivano anche un’altra sottolineatura. È stata introdotta una “premialità” del 12,5% sul contributo per il costo di costruzione degli edifici meno energivori (“near zero energy building”): le piccole tipologie – le case sotto i 90 metri quadri – finora pagavano 8%, adesso quest’onere viene portato al 7%.

DESTINAZIONI D’USO. Dal quartier generale dell’amministrazione municipale si insiste su quel che cambierà per le destinazioni d'uso al capitolo V: è in ballo, per dirne una, «la possibilità per le strutture turistico-ricettive quali alberghi, campeggi e villaggi turistici, di svolgere, entro il limite del 25% della superficie complessiva dell’immobile, l’attività congiunta di somministrazione di alimenti e bevande, con estensione al pubblico generico, mantenendo in essere la destinazione ricettiva originale».

GARAGE? NO, POSTI AUTO. Come era emerso in commissione, il Comune vuol dare l’altolà al fatto che in concreto i garage vengono utilizzati spesso come ripostigli: ecco perché saranno realizzati non come box chiusi bensì come posti auto aperti. Obiettivo: non potendoli adoperare come locale in cui stivare di tutto un po’, sarà uno spazio che più facilmente accoglierà un’auto («e perciò ci saranno meno vetture in strada», dice l’assessore).

MULTE: COSA CAMBIA. Vengono modificati i “castighi” per chi viene pizzicato a non rispettare il regolamento: niente più la sanzione unificata da 516 euro. Cala il prezzo da pagare e si sventaglia la tipologia: le multe andranno da 25 a 500 euro e si articoleranno in cinque casi specifici e un sesto generico.

BARRIERE ARCHITETTONICHE. Vengono limitate «le deroghe all’impossibilità di abbattere le barriere architettoniche e la possibilità di concedere incentivi (quali agevolazioni e riduzioni fiscali) nei casi di adeguamento minimo volontario per locali aperti al pubblico». È una strategia che Palazzo Civico intende perseguire anche tramite forme di “moral suasion”: magari con contrassegni e marchi-qualità che premino i locali che spontamentamente si rendono più accessibili a chi è in carrozzina.

IL TESTO DEL 2003. Il regolamento edilizio attuale era stato messo nero su bianco agli inizi del decennio scorso: approvato e poi reso efficace con una doppia delibera del consiglio comunale fra poco prima del Natale 2003 e poco dopo la Befana successiva. Già si era provveduto a metterci mano negli anni dei precedenti mandati amministrativi tanto nel marzo 2009 che nel novembre di tre anni più tardi.

IN GESTAZIONE DA TEMPO. Del resto, fin dai primi passi a Palazzo Civico, l’assessore Baldari aveva lavorato a un dossier che nel febbraio dello scorso anno aveva portato a una decisione di giunta. Ma a richiedere un aggiornamento – che però l’assessore definisce «una sostanziale riscrittura» – sono state anche le modifiche della cornice di riferimento entro la quale ci si muove: partendo dal livello nazionale (con il testo unico varato quindici anni fa) per arrivare a quello regionale (con il regolamento varato nel novembre 2013 che doveva dare le gambe alla legge-novità del 2005 e con la nuova normativa-chiave approvata due anni fa e rivista nel luglio scorso).

INSIEME AGLI OPERATORI. Un anno e mezzo fa era partito il tavolo di confronto con i rappresentanti degli ordini professionali (architetti, ingegneri, geometri, periti, agronomi e geologi), che «in 7 mesi si è riunito per ben 16 volte», come ribadiscono dal Comune. L’assessore annuncia ora che questa modalità di discussione continua con gli addetti ai lavori « proseguirà nel tempo e accompagnerà la traduzione del regolamento edilizio nella concretezza di tutti i giorni». Tradotto: il dialogo diventa permanente «e si istituzionalizza», segnala Baldari. «Avremo un periodo di rodaggio, – rincara – ci rivedremo prima in commissione e poi, probabilmente verso febbraio, ne riparleremo in consiglio per gli eventuali aggiustamenti che si rendessero necessari».

IL LIMITE DEI 45 MQ. Il confronto però non significa che semplicemente si mette in regolamento tutto quel che chiedono gli addetti ai lavori. Uno scontro, ad esempio, si è avuto sul limite minimo della dimensione degli alloggi: gli operatori spingevano per abbassare attorno a 28-30 metri quadri lo standard minimo, alla fin fine invece la giunta ha deciso di lasciare il limite dei 45 metri quadri. È il bis di quel che avvenne a cavallo fra il 2002 e il 2003: anche in quel caso con un pressing per far saltare il limite dei 45 metri quadri.

SOGGIORNI PIÙ GRANDI. Baldari però rileva che qui c’è un elemento in più: «Abbiamo previsto che nelle nuove costruzioni il soggiorno debba essere di almeno 20 metri quadri in nome della nostra idea di buona edilizia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web