Gioco
I negozianti spiegano come usare il Tallero: ecco come spenderlo nei nostri negozi
Livorno, piazza Venti Settembre aspetta la banconota complementare: un modo per rilanciare le attività di quartiere, noi ci crediamo
LIVORNO. «Il Tallero è una bella opportunità per rilanciare il nostro settore, ognuno di noi esporrà in vetrina la percentuale di sconto che praticherà ai clienti», è carica di entusiasmo Elisa Andorlini, dietro al bancone del suo negozio di abbigliamento di piazza Venti Settembre. Il lancio della nuova moneta complementare all’euro, infiamma la piazza e non solo. La commerciante di Twenty Place sta mostrando una delle nuove banconote di carta verde, simil-dollaro, ad una cliente. Di fatto, per ora. è un buono sconto: entreranno in vigore dal 6 novembre. «Sono tante le persone che si fermano e fanno domande su come spendere i Talleri», racconta. Proprio mentre parla, entra nel negozio una signora sulla sessantina per chiedere informazioni sull’iniziativa, che partirà in occasione della festa di piazza. Una “prima” per la città, sfornata dal centro commerciale naturale di "Piazza XX", fortemente voluta dall’amministrazione, che ha l’ambizione di allargarsi a tutti i centri commerciali naturali.
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Un modo per reagire alla crisi. «Con il Tallero cambierà il modo di fare acquisti a Livorno - aggiunge Massimo Andorlini - Questa iniziativa parte da "Piazza XX" ma intende allargarsi a tutti i ccn perché i commercianti devono capire che il centro ha bisogno di vivere, non di piangersi addosso, con iniziative per la gente».
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Come funziona il Tallero. Ogni Tallero rappresenta un buono sconto (i tagli saranno tre: 1, 5 e 10 talleri). Ogni negozio del ccn (una trentina in tutto tra piazza XX, via Gazzarrini, via Oberdan e via Bosi) esporrà una vetrofania con la percentuale di sconto che praticherà ai clienti. Un esempio? Se Roberta Del Guerra scrive sulla vetrina del suo negozio di abbigliamento Ostrich “10%”, significa che su una spesa di 80 euro, il cliente pagherà 72 euro più 8 talleri. Secondo lo stesso principio, se il ribasso deciso dall’esercente è del 5%, su un acquisto sempre di 80 euro, serviranno 76 euro e 4 talleri. «Vediamo come va, sicuramente è un modo per reagire alla crisi», continua Del Guerra. «Ciascuna attività sceglie liberamente il ribasso da fare, con un massimo del 10% e lo scrive sulla vetrofania legata all’iniziativa. E’ fondamentale far girare i Talleri tra la gente», chiarisce Emanuele Banchieri, al timone di “Materassi e Tende” di via Gazzarrini all’ennesima persona che, incuriosita, fa domande.
E’ la riscossa dei piccolo commercio. L’attesa tra banconi, scaffali e merce esposta è tanta. Sono ben 20mila i Talleri stampati che saranno distribuiti gratuitamente. «Io ho grandi aspettative - dice la sua Mila Frivoli, del Ferramenta di via Bosi - diventeremo un modello da esportare anche agli altri centri commerciali. Spero in un graduale ripresa dei consumi e ad una fidelizzazione dei clienti». Inizialmente i Talleri potranno essere spesi solo nelle attività aderenti al ccn di piazza Venti Settembre. Quindi la nuova banconota alimenterà un circuito chiuso. «Tanti clienti mi chiedono informazioni - continua sull’onda dell’entusiasmo Elisabetta Pizzorni, dello studio di tatuaggi - Speriamo di essere di stimolo anche ai colleghi di altre zone, vediamo come va, ma siamo ottimisti». Bar, norcini, abbigliamento, scarpe, ferramenta: i negozianti sono carichi. «Essere riuniti in centro commerciale naturale ci dà la forza di organizzare e muoverci - aggiunge Stefano Ciurli, dal ’74 in piazza con il negozio Play Boy - Grazie al ccn è andato a colmarsi il vuoto di iniziative lasciato dallo spostamento del mercatino americano».
E se l’iniziativa fa flop? Se da un lato le aspettative sono tante e sonore, dall’altro i negozianti mettono anche in conto che la nuova moneta complementare possa fare flop. Ma la risposta è pronta, e la dà, simbolicamente, il presidente del Ccn, Roberto Tani: «Parto dal presupposto che in questa situazione di crisi dei consumi non possiamo stare fermi - e chiude - Uno prova a muoversi, a fare qualcosa, se non dovesse andare bene torneremo, al massimo, nella stessa situazione di partenza».
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