Gioco
«Consiglio comunale aperto sulla sanità»
Il Fials critica l’amministrazione M5S: «È chiusa all’ascolto Livorno perde posti letto e interventi, ma il sindaco tace»
LIVORNO. Un consiglio comunale aperto. In cui giunta e consiglieri possano ascoltare tutti gli operatori della sanità e aprire con loro un confronto, sia sul tema dell’ospedale nuovo o della ristrutturazione di viale Alfieri, sia soprattutto su come è necessario riorganizzare il servizio sanitario in città.
Lo ha chiesto, usando toni molto duri verso l’amministrazione-Nogarin, Massimo Ferrucci, segretario del Fials, il sindacato più rappresentativo in ospedale con oltre mille iscritti, che in passato non aveva mai nascosto il suo appoggio all’attuale sindaco, in primis per il deciso no al nuovo ospedale.
Alla richiesta di Ferrucci hanno dato il loro supporto immediato i consiglieri fuoriusciti dai 5 Stelle Grillotti, Mazzacca e Pecoretti, Marco Bruciati di Buongiorno Livorno e il gruppo Futuro (quello di Raspanti e Cepparello), presenti all’incontro pubblico organizzato ieri mattina dal Fials in viale Alfieri. Gli altri rappresentanti delle opposizioni (Pd, Città Diversa e Forza Italia) e i consiglieri del M5s invece hanno disertato l’invito. «Evidentemente non vogliono confrontarsi», ha commentato Ferrucci.
«E invece - ha aggiunto - in questo momento ci sarebbe estremo bisogno di ascoltare le istanze e le problematiche che vengono da chi opera tutti i giorni nella sanità e i disagi dei cittadini: sappiamo di livornesi che hanno atteso 20 ore al pronto soccorso perché mancano i posti per i ricoveri».
Ferrucci - che in passato aveva contestato duramente le amministrazioni Pd - arriva a rimpiangere gli ex sindaci Gianfranco Lamberti e Alessandro Cosimi: «Non certo per le scelte di politica sanitaria, ma per il metodo - dice -. Lamberti veniva qui e si confrontava con tutti. Se in un dibattito pubblico c’erano 300 persone, ne voleva 400. Con Cosimi eravamo su linee diverse ma abbiamo discusso sempre. Con Nogarin invece è impossibile anche incontrarsi. Eppure chi come lui rappresenta Livorno nella conferenza dei sindaci sulla sanità, dovrebbe portare le istanze della città. Ma lui neanche le conosce perché non ascolta chi lavora e vive in ospedale».
L’attacco all’amministrazione si intreccia con quello alla direzione generale dell’Asl: «La De Lauretis è una matrigna verso i lavoratori livornesi, anche se la sua comunicazione la fa apparire come un’eroina - continua Ferrucci -: sul giornale ha lasciato chiaramente intendere che visto che Lucca ha più sale operatorie e alcune sono inutilizzate, vi porterà attività che oggi sono da noi. Ma Livorno non vuole essere scippata. Il dg ha anche il coraggio di definire come cosa imminente la progettazione del poliambulatorio, su cui ancora non è stato mosso un sasso. Ma non ci dice, né lei né il sindaco, dove nasceranno le case della salute oltre a quelle di Ardenza e Levante. Parliamo dei posti letto: a Livorno ce ne sono 2,19 ogni mille abitanti, il rapporto più basso della Toscana, dove il parametro minimo è 3,15. Sono stati tagliati 40 posti di medicina generale, chiudendo medicina d’urgenza. Del muro caduto in via della Meridiana, dei pavimenti sconnessi in mezzo ospedale De Lauretis dice che non si può intervenire perché non si sa se si farà l’ospedale nuovo o no. A Livorno c’è un operatore della sanità ogni 153 abitanti, a Massa ogni 135, a Livorno a medicina ci sono 15 infermieri per 38 letti, a Viareggio 36 per 46 posti. Ai lavoratori di Livorno si danno fasce economiche ben più basse degli altri e le assunzioni qui sono assai meno».
E’ su questi temi che il Fials richiama l’attenzione della giunta. «E’ evidente che per Nogarin questi sono non-problemi - continua Ferrucci insieme alla sua vice Daniela Boem -. In due anni e mezzo di governo non hanno detto una parola contro questa gestione e a favore dei diritti dei cittadini. Abbiamo chiesto al sindaco di prendere posizione, ma non ha fatto nulla. Abbiamo però assistito all’endorsment dell’assessore alla sanità Dhimgjini verso la direzione Asl. La domanda che facciamo è questa: è giusto che un utente a Livorno debba avere livelli di assistenza più bassi rispetto agli altri capoluoghi?».
I consiglieri presenti hanno appoggiato i la posizione del Fials. «La frustrazione del sindacato è la stessa che abbiamo noi - hanno detto Grillotti, Mazzacca e Pecoretti -. Quando eravamo in maggioranza non siamo mai riusciti a incidere. Ci accontenteremmo di un confronto su liste d’attesa e servizi, ma dubitiamo che il gruppo 5S conosca la situazione, loro silenti seguono il sindaco senza chiedere». Marco Bruciati insiste invece per le dimissioni della Dhimgjini: «Le chiediamo da un anno - dice - almeno per le deleghe sanitarie. Serve qualcuno che sia in grado di far pesare il ruolo dell’amministrazione nei rapporti con l’Asl e con la Regione e costruisca un metodo di lavoro diverso col coinvolgimento di tutti i soggetti. La sanità non può essere terreno di scontro. La maggioranza deve farsi sentire e imporsi: se ritengono l’assessore inadeguato spingano, sennò vuol dire che sono d’accordo».
Sulla stessa linea Futuro: «Il problema è il rapporto tra Comune e Regione - ha sottolineato Stefano Taddei -. Lo scontro Pd-M5s non può andare a discapito dei cittadini e dei servizi sanitari».
Giulio Corsi
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