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Unicoop Firenze si lancia nella ricerca di eccellenze toscane

Unicoop Firenze si lancia nella ricerca di eccellenze toscane

Obiettivo, il "reclutamento" di nuovi produttori di qualità. La presidente Mori: "Ma dovranno fare investimenti"

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FIRENZE. Unicoop Firenze vuole fare ulteriormente da volano ai prodotti made in Toscana e si mette a caccia delle eccellenze agroalimentari. Assieme alle Camere di Commercio, la Regione e le associazioni di categoria ha stilato un elenco di mille produttori di qualità, quasi tutte piccole imprese familiari. Per convincerne almeno 500 a diventare loro fornitori. Venerdì prossimo il primo giro di incontri. Ma ad una condizione. Le aziende che accetterano di vendere i loro prodotti tramite Unicoop Firenze dovranno impegnarsi a investire a loro spese in nuovi macchinari e igiene dei luoghi di lavoro. In cambio Unicoop metterà a disposizione la sua fitta rete di supermercati distribuita su sette province toscane. Spiega la presidente del Consiglio di sorveglianza Daniela Mori: «Dalle imprese cerchiamo un prodotto sicuro e di qualità, loro si devono impegnare a fare investimenti. Funzionerà? È un processo lungo. Se poi c'è l'interesse reciproco, porteremo avanti la collaborazione. Una cosa deve essere chiara, noi vogliamo avere una maggiore profondità di assortimento nei supermercati delle eccellenze toscane».

Il made in Toscana a Unicoop Firenze. Comunque già ora i prodotti toscani hanno un’incidenza quasi doppia sugli scaffali dei supermercati Unicoop Firenze rispetto a Esselunga e Conad. Lo dice un'indagine dell’Irpet, presentata ieri al Teatro della Pergola, che mette in evidenza il ruolo importante di Unicoop Firenze nella promozione dei prodotti Made in Toscana. Oltre alla ricaduta positiva su tutta la filiera agricola regionale. Il posizionamento dei prezzi Unicoop Firenze, mediamente più basso dell’8% della media della grande distribuzione italiana, genera un risparmio delle famiglie pari a 200 milioni di euro annui. Sommando i risultati dell’attività commerciale, della filiera e del contenimento prezzi, emerge che l’impatto complessivo di Unicoop Firenze in Toscana ammonta a 1.646 milioni di euro di Pil e 28.330 posti di lavoro full time (gli addetti diretti Unicoop Firenze sono 8mila). Con la distribuzione degli utili netti che per il 25% vanno nell'integrazione allo stipendio dei dipendenti. E a fine anno è prevista una crescita del fatturato dello 0,8 per cento. È lo stesso presidente della Regione Enrico Rossi, presente ieri alla Pergola, a lodare Unicoop Firenze come modello. «Investire, investire, investire – ha ripetuto all'infinito Rossi - perché è così che si può uscire dalla crisi. Investire come ha fatto Unicoop».

L’identikit del toscano. L’Associazione nazionale cooperative di consumo ha disegnato anche l'identikit del toscano. E' un cittadino soddisfatto, a cui piace la buona tavola, buon consumatore culturale. Oltre 8 toscani su 10 sono soddisfatti della propria vita grazie alla qualità del tempo libero, dell’economia, della salute e a una grande fiducia interpersonale. L'attenzione al cibo prima di tutto. Spendiamo tanto per pane, carne, frutta e caffè; la nostra colazione è ricca, usiamo tanto olio di oliva per la cottura. Ma ci diamo da fare anche nei consumi extra-alimentari spendendo 3mila euro in più l'anno rispetto alla famiglia italiana. Non badiamo a spese per il parrucchiere, i saponi, libri e biciclette. La solidarietà è nel nostro dna. Un toscano su cinque contribuisce finanziariamente a un’associazione (+4,4% rispetto alla media italiana) e uno su dieci fa volontariato. E all'allontamento dalla politica ha preso il posto ad una grande attenzione alle amicizie: quasi la metà dei toscani frequenta gli amici nel tempo libero una o più volte a settimana. Samuele Bartolini

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