Il Tirreno

Livorno

Spara al vicino nell’auto: arrestato

di Lara Loreti
Spara al vicino nell’auto: arrestato

L’aggressione nella notte in località Badia. Prima il colpo col fucile, poi la minaccia: «Hai infastidito la mia famiglia, ti uccido»

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COLLESALVETTI. L’ha aspettato alla fine del vialetto che dall’abitazione conduce alla strada principale. E quando il muso della Mercedes grigia, su cui viaggiava il vicino, è sbucato con i suoi fari nella notte, lui ha aperto il fuoco. Un colligiano di 65 anni, Antonio Laronzi, ieri notte ha sparato con un fucile contro il vicino, un 48enne livornese che ha casa a Colle, che stava uscendo a bordo della sua auto. Un colpo con tre pallini, che ha fatto altrettanti fori da 10 millimetri l’uno sul cofano della vettura, accanto al faro. Un’intimidazione che per fortuna non ha avuto conseguenze per il 48enne, che se l’è cavata con un enorme spavento, ma senza ferite. Il 65enne, invece, è stato arrestato poco dopo dai carabinieri. Come stabilito dalla pm di turno, Antonella Tenerani, le accuse nei suoi confronti sono minacce aggravate, danneggiamento e detenzione irregolare di armi: in casa i militari hanno trovato quattro fucili, ma senza alcuna autorizzazione. L’arresto di Laronzi è stato convalidato ieri pomeriggio dal giudice, che ha stabilito per lui gli arresti domiciliari in ospedale, presso la psichiatria, dove sarà fatta una perizia.

Ma cerchiamo di capire più da vicino cosa è successo l’altra notte nella quiete notturna di Collesalvetti. Siamo nella località La Badia, nella campagna alla periferia del paese. Lì vivono due vicini di casa: Laronzi, ex camionista, che abita da solo, separato con un figlio, e il 48enne, impiegato, che si divide tra quella casa di campagna colligiana e un appartamento in città. Martedì sera il 48enne va a Colle per fare delle commissioni; poi, verso mezzanotte, riprende la sua Mercedes, in sosta nel cortile, per tornare verso Livorno. Ma le cose non vanno lisce come ci si aspetterebbe.

Come emerso dalle indagini dei carabinieri, sulla strada ad aspettarlo c’è il 65enne, che è armato. Questi esce di casa, forse perché ha sentito che il vicino sta uscendo. Fatto sta che, all’improvviso si sentono degli spari. Il 48enne sul momento non si rende conto di cosa stia succedendo. Il suo sospetto, come poi lui stesso ha raccontato ai militari, è che sia scoppiata una gomma della ruota. Ma quando scende dall’auto per controllare, in realtà si trova davanti il vicino armato. Il 65enne lo affronta faccia a faccia e, come la stessa vittima ha riferito ai militari, lo minaccia: «Hai infastidito la mia famiglia: basta, ti ammazzo», gli grida contro.

Seguono attimi di panico, poi scatta l’allarme ai carabinieri. In pochi minuti sul posto accorrono i militari della stazione di Collesalvetti, coordinati dal comandante Francesco Relli e dal suo vice Massimo Nucci, e i colleghi del comando provinciale, guidati dal maggiore Marco Vatore, capo della Compagnia di Livorno.

Per prima cosa, i militari fermano l’aggressore, che è ancora sul posto, poi fanno una perquisizione a casa dell’uomo, che è già conosciuto alle forze dell’ordine. Nella sua abitazione i carabinieri trovano diverse armi irregolari, quattro in tutto, compreso il fucile utilizzato nella sparatoria. A quel punto scattano le manette nei confronti del 65enne, che viene portato in caserma in città, in viale Fabbricotti, per essere interrogato. Ascoltato anche il 48enne.

Dopo tutti gli accertamenti, viene fissata per il pomeriggio l’udienza di convalida in tribunale: rappresentato dall’avvocato Massimo Gambacciani, davanti al giudice, Laronzi ammette le sue responsabilità: «Volevo colpire l’auto, non il conducente», dice. Quindi viene portato dai carabinieri in ospedale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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