Il Tirreno

Livorno

Mense, Livorno è la più cara d’Italia

di Francesca Suggi

Lo dice un’indagine di Cittadinanzattiva. Sorgente: «È vero, ma queste tariffe le abbiamo ereditate e da 3 anni sono ferme

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LIVORNO. «E’ vero, le tariffe della ristorazione scolastica sono mediamente alte: è una situazione che abbiamo ereditato e da 3 anni non abbiamo mai fatto rincari», la vicesindaca Stella Sorgente non nega l’evidenza di un caro-mensa tutto livornese che vede la città sul podio nazionale dei costi della refezione scolastica. Con 128.10 euro al mese le famiglie dei bambini delle materne e delle elementari all’ombra dei Quattro Mori si ritrovano a sborsare la cifra più alta d’Italia, insieme a Ferrara. I centri più economici, al contrario, risultato Barletta con 32 euro, Reggio Calabria con 40 euro. Così dice l’indagine di Cittadinanzattiva, presentata ieri a Roma, prendendo come parametro un nucleo di tre persone (genitori e figlio) con reddito annuo lordo di 44.200 che utilizza il servizio (a domanda) mensa 5 giorni a settimana.

Tante agevolazioni per andare incontro a chi ha bisogno. «Ci teniamo a sottolineare che la scelta politica di questo Comune è quella di far pagare di più il servizio a chi se lo può permettere, garantendo comunque 12 fasce di agevolazioni fiscali per proteggere chi ha bisogno», continua Sorgente. L’amministratrice ha molto a cuore la questione, anche perché insieme alla giunta stanno cercando di trovare il modo di abbassare la tariffazione della ristorazione scolastica con la caccia ai morosi e quella ai furbetti dell’esenzione totale.

Da 42.60 a 134.30 euro al mese. E’ proprio lei a ricordare che a chi paga 128.10 euro al mese corrisponde un Isee che va dai 19.400 ai 21.500 euro, con un reddito lordo annuo intorno ai 44mila euro. Scorrendo le fasce di contribuzione pubblicate sul sito del Comune, addirittura spunta che a Livorno c’è anche uno scaglione di famiglie che paga di più, ovvero 134.30 euro al mese, quelli che presentano un Isee sopra i 21.500 euro. Alla contribuzione più alta fa eco quella più bassa: si tratta di famiglie livornesi che presentano un Isee inferiore a 5mila euro che pagano 42.60 euro al mese. Con un Isee fino a 6.200 euro, invece, si paga una tariffa di 63 euro. «Questo per dire - continua la vicesindaca con delega all’Istruzione - che abbiamo istituito tante fasce di agevolazione proprio per andare incontro a quelle persone che hanno meno possibilità». Sorgente riporta pure il costo medio, a persona, del sistema ristorazione scolastica livornese. «L’ultimo dato aggiornato è quello che si riferisce allo scorso anno scolastico: si tratta di 98 euro».

Obiettivo ribassare le tariffe. Secondo l’amministrazione i due bacini dove pescare risorse per abbattere i costi della mensa sono, da un lato il recupero crediti verso i morosi del servizio, dall’altro quello di stringere sulle esenzioni totali del servizio, solo a quelle persone che veramente hanno i requisiti. «Lo stiamo facendo - ribadisce l’assessora - L’obiettivo è andare in questa direzione, con la nuova gara di appalto dell’intero servizio abbiamo risparmiato 300mila euro che abbiamo investito in altri settori della scuola». La premessa a qualsiasi ragionamento è sempre la stessa: «La situazione, con un bilancio così risicato, è difficile: la coperta è sempre corta».

Settemila pasti al giorno di prima qualità. Sono circa 7mila i pasti al giorno sfornati alle mense scolastiche cittadine. Il sistema costa al Comune 7 milioni e 900mila euro, mentre le entrate ammontano a 6 milioni e 619mila euro. «Tra costi e ricavi c’è una copertura del servizio intorno all’80%», continuano dal Comune. Non mancano di ricordare la qualità dei cibi serviti, dal biologico al Dop, con attenzione a diete speciali per motivi di salute, oppure per ragioni religiose, etiche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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