Gioco
Lo scippo del 6 ottobre: «Urlavo ma la gente prendeva l’aperitivo»
LIVORNO. «Più che lo scippo, ciò che mi ha ferito di più, è stata l’indifferenza della gente. Dopo essere stata derubata mi sono messa a urlare come una pazza, chiedevo aiuto, cercavo di attirare l’attenzione della gente perché inseguissero quello scooter. E invece tutti hanno continuato a fare tranquillamente aperitivo nei due bar che ci sono all’incrocio tra via Roma e via Cambini. Tutti ad eccezione di un ragazzo di 17 anni che mi ha lanciato il suo cellulare per chiamare la polizia e poi si è messo a inseguire il ladro».
Il nome di Cinzia Antonelli è l’unico che facciamo su espressa richiesta dell’interessata che desidera fare un appello pubblico. «Dentro alla borsa - dice - oltre ai documenti e ai soldi c’erano anche le foto di mio padre e di mio figlio a cui tengo molto. Ecco perché chiedo a chiunque le avesse trovate di restituirmele».
Poi la donna torna alla sera del furto. «Stavo tornando a casa dal lavoro, ho preso via Roma in controsenso come faccio sempre proprio per evitare di essere scippata. Ho percorso un centinaio di metri e uno scooter scuro si è affiancato. Il ladro è stato una scheggia: mi ha raggiunta ha sfilato la borsa ed è fuggito. L’identikit? Un uomo magro con il volto emaciato che è scappato su uno scooter scuro». (f.l.)
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