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Livorno

Nogarin a Palazzo Rosciano ma il comitato portuale salta

Nogarin a Palazzo Rosciano ma il comitato portuale salta

Si doveva discutere sul molo Italia a Lucarelli ma non solo per le navi Tirrenia Dietro il forfait anche le incertezze su chi fa cosa in attesa della riforma

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LIVORNO. «È sconcertante che, in un momento delicato e determinante per il futuro del porto come questo, i principali soggetti istituzionali decidano di non presentarsi al comitato portuale, facendo mancare il numero legale e facendo saltare una seduta strategica». Non l’ha presa bene il sindaco Filippo Nogarin che, dopo aver ottenuto lo slittamento della seduta da venerdì scorso a ieri per via di impegni istituzionali, si è ritrovato quasi in solitudine a Palazzo Rosciano, dove pure era annunciata la riunione del “parlamentino”.

Oggi all'ordine del giorno c'era la vertenza del terminal di Cristiano Lucarelli. «Evidentemente però, – sbotta Nogarin – il futuro degli oltre 50 lavoratori di questa azienda non interessa alle altre istituzioni locali come invece interessa al Comune di Livorno e a questa amministrazione, che non ne può più di vedere imprese che chiudono».

In ballo non c’era una delibera bensì un round di discussione all’interno del comitato portuale. Occhi puntati sul molo Italia lato nord: l’azienda dell’ex bomber amaranto ha ottenuto in via provvisoria di potervi operare ma è un via libera inutile se, com’è attualmente, il permesso resta circoscritto alle sole navi Tirrena perché sono passate ad altro operatore. Lucarelli – che chiede anche il posizionamento e la possibilità di tuilizzo del pontone – vuole poter lavorare anche per altre flotte: solo così si concretizzerà il lavoro che conta di ottenere da altri armatori. Grimaldi? Ma è lo stesso per il quale chiede di avere l’ok anche Scotto-Neri.

Difficile credere che i forfait siano stati solo per sviste o disattenzione. In realtà, dietro c’è anche un orientamento di una buona parte del comitato portuale che ritiene di fatto sospesa l’attività di questo organismo dell’Authority in virtù di una circolare ministeriale che ha invitato le istituzioni portuali territoriali a mettere nel frigo scelte che potrebbero condizionare gli assetti, proprio adesso che la riforma della portualità è ormai alle porte.

Secondo questa interpretazione – fatta propria soprattutto da esponenti imprenditoriali – eventuali provveditmenti nel solco dell’ordinaria amministrazione dovrebbero esser presi da Giuliano Gallanti in qualità di commissario.

Va detto però che da Roma arrivano anche segnali di tipo opposto: a cominciare dal fatto che il bilancio previsionale 2017 dell’ente – da adottare entro metà novembre – sarà varato proprio dal comitato uscente per evitare impasse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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