Gioco
Viabilità, sotto l'assedio dei lavori in corso: la mappa e le alternative
Livorno, odissea tra Aurelia interrotta, S. Trinita in tilt, Fi-Pi-Li ko e da lunedì 17 ottobre chiude metà di uno svincolo sulla Variante
LIVORNO. Guai se i lavori stradali venissero trascurati o cancellati, eppure sono un impiccio per qualunque guidatore: soprattutto se, come adesso, si concentrano nello stesso momento sullo stesso quadrante (nord) della geografia del traffico.
La riprova di quel che accade se i tempi sono proprio sbagliati, l'abbiamo avuta l'estate scorsa sulla Variante Aurelia: all'altezza della Porta a Terra e, prima ancora, nella zona di Cecina. Lì il caos cronico per l'afflusso di vacanzieri domenicali da mezza Toscana a caccia di uno scampolo di spiaggia ha dovuto fare i conti con il dimezzamento della carreggiata per lunghi tratti. Talvolta con effetti assurdi: alle code interminabili sulla Variante in zona Cecina si aggiungevano quelle, altrettanto abituali, sulla superstrada Fi-Pi-Li.
E adesso? La situazione è, se vogliamo, ancor più complicata dall'accavallarsi dei lavori.
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Non c'è dubbio che il cantiere più grosso sia quello per il rifacimento della campata del cavalcaferrovia sulla statale Aurelia in direzione Pisa, appena a nord del rettilineo della base Usa di Camp Darby. L'arteria principale fra Livorno e Pisa resterà interrotta, secondo la tabella di marcia dei lavori, fin quasi a Natale: e in entrambe le direzioni senza deroghe (anche perché manca il ponte, va rifatto daccapo).
Bel grattacapo per il fiume di pendolari livornesi che ogni giorno vanno a Pisa perché studiano (o lavorano) all'università oppure perché vanno a fare visite e a trovare parenti e amici (o, di nuovo, a lavorare) all'ospedale di Cisanello.
Negli anni scorsi la stima di un'equipe di studiosi parlava di 5mila auto ogni mattina da Livorno verso Pisa. Come si è pensato di far fronte a questa esigenza quotidiana di collegamento? Intanto, nelle riunioni ufficiali degli enti pisani, competenti per territorio perché siamo in provincia di Pisa, non risulta che vi sia stata partecipazione delle istituzioni livornesi, la cui popolazione è pure pesantemente coinvolta. Fatto sta che agli automobilisti è stato suggerito di scegliere l'autostrada (ma l'andirivieni quotidiano per un lavoratore che va a Pisa cinque volte alla settimana il costo dei pedaggi sarebbe alla fine una sorta di "sovrattassa" di quasi 190 euro). O in alternativa dopo Stagno deviare sull'Arnaccio per poi entrare a Pisa passando da Ospedaletto, cioè dalla ex ss 206 Emilia: un'odissea di ingorghi già prima che fosse obbligatorio passarvi da quando non si può più fare l'Aurelia…
In realtà, questa è una scelta utile – benché trafficatissima – solo per chi deve andare nella metà est di Pisa, tipo Cisanello e dintorni. Non è così per gli studenti di ingegneria che hanno la facoltà a Pisa ovest o per i livornesi che lavorano negli stabilimenti di Tombolo di Gas & Heat o di Continental: meglio girare via Tirrenia e poi da via di Mezzaspiaggia costeggiando Camp Darby fino a incrociare il vialone per San Piero a Grado e eventualmente reimmettersi sull'Aurelia o tirar di lungo fino al viale che collega il litorale a Pisa.
Ma c'è un "ma" (e qui scatta il combinato disposto degli intoppi generati dagli altri cantieri stradali in contemporanea): in via Leonardo Da Vinci è in corso da lunedì 26 settembre la ristrutturazione del tratto stradale in corrispondenza del binario di raccordo ferroviario all'altezza dello stabilimento Grandi Molini. Tradotto: l'impresa appaltatrice ha giurato che farà di tutto per anticipare i tempi di ultimazione, però al presente resta l'ordinanza per cui fino «alle 20 di lunedì 31 ottobre sarà in vigore il senso unico alternato» con tanto di semaforo, una strozzatura di 60 metri che basta a creare code. E' per questo che, quando ci si è accorti delle conseguenze, il sindaco, l'Authority e l'impresa realizzatrice si sono messi attorno a un tavolo per cercare di limitare i guai. Come? Ad esempio, prevedendo un "verde" più lungo ai semafori per smaltire più velocemente il traffico lato città (ma ancheposizionando cartelli gialli all'uscita del varco passeggeri della stazione marittima per indicare autostrade e Fi-Pi-Li via Ponte Genova). Ora ingorgati anch’essi.
Ma per i livornesi che abita nella fascia di lungomare o comunque a ridosso del Cantiere c'è anche un altro intoppo: i lavori per la nuova rotatoria fra il Palazzo dei portuali e il ponte di Santa Trinita. Ovvio, visto che la rotatoria è per definizione in mezzo all'incrocio. Con un "effetto domino" su un vasto intorno: figurarsi che si è provato a deviare il traffico fin da piazza della Repubblica, e il contraccolpo peggiore è su via Grande perennemente ko in direzione porto mediceo.
Ok, evitiamo di passare di lì. E la Variante Aurelia? Solo da mercoledì scorso non c’è più l’intoppo che, per via della riasfaltatura, dimezzava la carreggiata in direzione nord nel tratto vicino allo svincolo di Pian di Rota, parzialmente sbarrato.
Ma da lunedì 17, è completamente tabù, per chi viene da sud, l’uscita di Livorno Centro, quella alle spalle della stazione Fs (però non date retta al Comune che parla della Fi-Pi-Li nel comunicato ufficiale: stiamo parlando della Variante). Motivo: c’è da risistemare radicalmente il manto stradale della rotatoria a est della Variante (insomma, non quella ai piedi della torre bensì quella lato Cisternino). I lavori andranno avanti fino a venerdì 21. Per dirigersi in centro, si potrà «uscire a Porta a Terra, o utilizzare una delle uscite successive». Si potrù invece dalla rotatoria della Cigna proseguire verso il Cisternino. Chi viene da Colle invece sarà deviato verso Pian di Rota. Da aggiungere: accesso consentito ai residenti fino a via di Tramontana e via di Querciolaia, i bus della linea 105 saranno deviati su via Pian di Rota.
Potrebbe bastare qui? Sì, anche perché il dimezzamento della carreggiata per quasi tutta la lunghezza del tunnel di Montenero in entrambe le gallerie è più a sud, il restringimento di viale Ippolito Nievo è stato risolto e i lavori sulla curva poco prima del varco Galvani sono una bega solo per i camionisti che entrano in porto. Quanto al cantiere mai aperto attorno alla maxi-voragine sulla superstrada Fi-Pi-Li alla base della sopraelevata per la Darsena Toscana, ormai ci siamo abituati. Le strisce gialle della segnaletica provvisoria sono lì da più di otto anni. La Regione assicura: lavori entro la primavera 2018 e collaudo prima dell'autunno successivo. Speriamo: anche perché la soluzione del problema l'aveva già annunciata la Provincia nel gennaio dello scorso anno e finora l'unica cosa che si è vista è la crescita delle sterpaglie dentro la buca kolossal.
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