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Sessanta educatrici di nuovo in balia del Tar La vicesindaca: «L’udienza va anticipata»
Di nuovo nelle mani del Tar il destino delle educatrici del servizio nidi e scuole d'infanzia del Comune di Livorno. L'amministrazione ha depositato ieri l’istanza di anticipazione dell’udienza di...
Di nuovo nelle mani del Tar il destino delle educatrici del servizio nidi e scuole d'infanzia del Comune di Livorno. L'amministrazione ha depositato ieri l’istanza di anticipazione dell’udienza di merito, inizialmente fissata per il 25 gennaio prossimo, e che dovrà dirimere la controversia tra Obiettivo Lavoro e Tempor sulla gara per l’affidamento del servizi.
Come il Tirreno ha raccontato nel giornale di ieri, il Tar di Firenze ha emesso una nuova sospensiva dell'appalto che quindi dovrà tornare a Obiettivo Lavoro, la società che aveva perso la gara a settembre. Cosa che il Comune ha subito fatto riaffidandole il servizio in via temporanea, fino al 23 dicembre, salvo l’anticipata risoluzione nel caso in cui il Tar emettesse anticipatamente la sentenza. Stiamo parlando di circa 60 lavoratrici interinali che da settembre continuano a cambiare "casacca" da una società all'altra a colpi di licenziamenti e assunzione, 22 delle quali erano persino a tempo indeterminato. A quanto abbiamo potuto accertare, lunedì le educatrici andranno a lavoro ancora come Tempor e entro la mattina dovrebero far loro sapere se Obiettivo Lavoro farà loro contratto a 36 ore settimanali. Poi assemblea in Cgil e dimissioni da Tempor per nuova assunzione con Obiettivo Lavoro. Non sono tuttavia esclusi al momento scioperi nei prosismi giorni.
«Questa estenuante partita a ping pong tra Obiettivo Lavoro, la Tempor e il Tar si sta giocando sulla pelle di tre soggetti: i bambini, le educatrici e il Comune - ha detto la vicesindaco Stella Sorgente - I primi scontano lo stato d’animo di tensione delle seconde, che nell'ultimo mese e mezzo hanno dovuto cambiare contratto e datore di lavoro ben tre volte. Il Comune invece, il cui obiettivo è quello di rinunciare il prima possibile all’istituto della somministrazione che tanti danni sta causando a questo servizio essenziale, è costretto a spendere molte più risorse del previsto per affidare l’incarico in via temporanea non al vincitore della gara indetta a luglio ma al secondo classificato».
«Tutto questo - ha aggiunto - nonostante l’amministrazione sia certa della correttezza dell’operato degli uffici che hanno espletato la procedura di gara. Una situazione insostenibile. Il nostro auspicio è che il Tar si pronunci quanto prima nel merito, in modo da porre fine a questo stallo che pesa sulla vita di decine di professioniste sul percorso educativo di centinaia di bambini». Si esprimono anche i sindacati Nidi, Funzione Pubblica, Cgil, Uiltemp, Uil Fpl e Uil : «Le somministrate di fatto sopperiscono a una carenza strutturale di organico e le problematiche nell'assegnazione dell'appalto, non fanno altro che rendere maggiormente evidente tale criticità, mettendo a rischio la stessa erogazione del servizio».
Alessandro Farulli
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