Il Tirreno

Livorno

«Deve darmi dei soldi...» Ma l’anziana non ci casca

di Lara Loreti
«Deve darmi dei soldi...» Ma l’anziana non ci casca

Si sono spacciati al telefono per avvocato e per carabiniere, ma due signore di via Donnini hanno sventato le truffe minacciando di chiamare il 113

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LIVORNO. Truffa agli anziani? “No grazie, chiamo la polizia”. Due colpi sventati da altrettante donne che, di fronte alle richieste di soldi da parte di malviventi “travestiti” da avvocato e carabiniere, si sono insospettite e hanno chiamato il 113. Costringendo così i truffatori a restare a mani vuote. Esempi da seguire: la prontezza di riflessi delle due anziane è paradigmatica e rappresenta esattamente cosa va fatto di fronte a richieste di denaro da parte di sconosciuti. Non esistono avvocati o forze dell’ordine veri, che chiedono soldi con varie scuse, di persona o per telefono.

Ma vediamo nel dettaglio cosa è accaduto mercoledì mattina quando, nel giro di poche ore, ci sono stati due interventi in via Donnini alle Sorgenti. Tutti e due i truffatori si sono fatti vivi per telefono, uno alle 10.10 e l’altro alle 13.25. Il sospetto della polizia è che ad agire sia stata sempre la stessa persona, in particolare un uomo. Questi ha contattato al telefono le vittime, spacciandosi prima per tale avvocato De Rossi e poi per un carabiniere. “Suo figlio ha fatto un incidente - ha detto la voce al telefono - La responsabilità è sua, quindi deve pagare un risarcimento. Mi ha detto di rivolgermi a lei”. Dopo questa premessa, il malvivente ha chiesto alle malcapitate il versamento di 2500 euro in un caso e di 4000 euro nell’altro.

In quest’ultimo episodio, il truffatore, di fronte alla resistenza della anziana che diceva di non avere tutti quei contanti a disposizione, ha aggiunto di potersi “accontentare” della somma che la donna aveva in casa, cioè “solo” di 2000 euro. Cifra che lei avrebbe dovuto dare ad un uomo inviato ad hoc fuori della sua abitazione, per riscuotere. Ma la vittima, davanti a quella richiesta, non è caduta nel tranello, anzi, dimostrandosi sveglia e attenta, ha detto che prima di qualsiasi versamento avrebbe chiamato la polizia. A quel punto – guarda il caso – è caduta la linea e la telefonata è stata interrotta.

Stesso epilogo anche per l’altra truffa: la vittima minaccia di chiamare il 113 e il presunto avvocato sparisce.

La polizia rivolge un plauso particolare a chi, come le due donne prese di mira mercoledì alle Sorgenti, raccogliendo i suggerimenti forniti dalle forze dell’ordine, nell’ambito delle campagne di sensibilizzazione contro le truffe, spesso telefoniche e subìte dalle fasce di persone più deboli, non asseconda le richieste dei truffatori, ma anzi richiede un immediato intervento della polizia sul posto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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