Gioco
Sua maestà il Brunello seduce tutti
Ridolfi 2011 è il più conveniente Vola Bolgheri, sale Carmignano
di LARA LORETI
Beviamo, perché aspettare le lucerne? I versi di Alceo, la compagnia giusta e la guida dell’Espresso “I vini d’Italia 2017” in tasca. Basta poco per essere felici. Per gli amanti del nettare di Bacco, oggi è il giorno in cui prendere appunti: la guida dei vini dell’Espresso è in edicola e nelle librerie. Trecento bottiglie da studiare, provare, sognare, e un terzo sono toscane. Sfogliare le pagine e viaggiare tra le campagne calde del Chianti, tra le brezze della costa livornese, nel verde senza fine del Senese, sui massicci del Monte Amiata risalendo fino alle Apuane. E farsi sedurre da etichette, profumi e sapori che meglio di ogni altra forma espressiva sanno descrivere e valorizzare i territori unici e variegati della nostra regione. I vini toscani si impongono in tutte e tre le classifiche presenti nella guida, quest’anno rinnovata nella forma così come nella sostanza: 100 vini da bere subito, 100 da comprare e 100 da conservare. Le tre top cento aprono la guida, che poi si sviluppa nell’analisi delle etichette divise per regione.
A fare la parte del leone, re indiscusso nella foresta dei tannini, è il Brunello, in tutte le sue forme. E che sorpresa scoprire che nella guida a ottenere il primato di miglior vino d’Italia nel rapporto qualità/prezzo, è proprio un Brunello di Montalcino, Ridolfi 2011. “Una piccola grande novità, da bere (e raccontare) prima che diventi una star”, scrivono i degustatori dell’Espresso, che parlano anche di “sentori di frutti rossi e a pasta gialla. Affumicato e tostato su palato rilassante ”. Ma la rivoluzione sta nel prezzo: 32 euro. Una vera particolarità, se si pensa che il Sangiovese, proprio nelle terre di Siena, raggiunge il top di intensità e ricercatezza, ben visibili anche nel prezzo. Tant’è che – con le dovute differenze – sempre Brunello è il vino toscano più costoso delle classifiche degli esperti dell’Espresso, cioè il Biondi Santi Riserva 2010.
Troneggia poi il Bolgheri, . arbiter elegantiae, di calici e stile. Tra i vini da conservare figurano l’immancabile Sassicaia 2013, il Masseto, sempre 2013, e il Tignanello, ancora 2013; tra quelli da bere subito, Scrio 2013 Le Macchiole e Bolgheri Rosso superiore Podere Ritorti 2013. E fa la sua figura anche il Chianti, essenza della tradizione: si va dal Chianti Classico, Riserva 2013 Val delle Corti, alla Riserva Il Poggio 2011 di Castello di Monsanto, fino alla Riserva 2010 Castell’in Villa, tutti da conservare. Senza dimenticare i Vin Santo: 5 i preferiti della guida.
In ascesa la Val di Cornia e il Carmignano. E per gli amanti delle “chicche”, da non perdere la sezione finale di ciascuna regione, in cui vengono descritti gli “Altri vini consigliati”. Tra queste, provare, magari direttamente nella fattoria sulle alture di Capoliveri, l’elbano Rosso delle Ripalte 2012 (12 euro).
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