Il Tirreno

Livorno

Caffè Tirreno alle Sorgenti

L'appello di negozianti e residenti: siamo sigillati, finite i lavori del sottopasso

L'appello di negozianti e residenti: siamo sigillati, finite i lavori del sottopasso

Livorno, dal rione si lancia anche un sos allagamenti di strade e cantine

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LIVORNO. «Siamo sigillati da mesi, dalla Cigna non arrivano più i clienti, non possono: dovrebbero fare il giro del mondo...». Con chi ce l’hanno i commercianti (e non solo) delle Sorgenti? Con i lavori ancora in corso per realizzare il sottopasso ferroviario in fondo a via delle Sorgenti, al confine con la Cigna, dove ormai da tempo si può uscire dal quartiere, ma non entrare. È questo uno dei principali problemi segnalati ieri al Caffè Tirreno, che ha fatto tappa alle Sorgenti: le giornaliste e i giornalisti hanno incontrato residenti e commercianti al bar Biondi, davanti ai cappuccini cremosi di Armando, e al bar Le Sorgenti, con l’aperitivo di Leilei. Un viaggio grazie al quale abbiamo anche scoperto un tesoro musicale del rione, quei 500 metri quadri dedicati al mondo delle sette note "Percorsi musicali" vicino al passaggio a livello.

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«Riaprite quella strada». Gianluca Giubilei è il presidente del centro commerciale naturale che riunisce gli esercenti della zona. «Tra la primavera e l’estate del 2014 - racconta - sono iniziati i lavori per il sottopasso in fondo a via delle Sorgenti. Speravamo che finissero presto, invece sono passati più di due anni: per i commercianti è un grande disagio, perché di fatto l’ingresso al quartiere dalla Cigna è chiuso». Le auto, infatti, possono attraversare il passaggio a livello in direzione La Cigna, ma non viceversa. «Siamo sigillati, da via della Livornina non arriva più nessuno», gli fa eco Ivo Raffaelli, fotografo dello storico Az. «Chiediamo che finiscano i lavori il prima possibile e che riaprano la strada», è quindi l’appello del presidente.

«Vogliamo il bus 7». A proposito di collegamenti con La Cigna, anche alle Sorgenti - come era accaduto la scorsa settimana alla Rosa - i residenti hanno lanciato un appello sul fronte dei bus. Al centro c’è la linea 7, che è stata sostituita dal Comune e dal Ctt con un servizio di taxi a chiamata. Ma non è la stessa cosa, sottolineano i residenti. «Senza quell’autobus che passava dalla Cigna - ripete Flavia Castellaro, che vive alle Sorgenti da cinquant’anni - gli anziani che non guidano non possono più andare a Porta a Terra. Io prendevo il 2 in via delle Sorgenti e poi il 7 in via Masi. Ora il collegamento non c’è più, non posso andare a piedi. Chiediamo che rimettano il 7 ogni cinquanta minuti, come prima».

Sos buche. Dai bus alle strade il passo è breve. In via Donnini, all’altezza del civico 33, Massimo Fabbrini ci mostra una maxi buca in mezzo alla carreggiata: «Avevamo segnalato il problema, sono venuti a tapparla, ma dopo appena otto mesi si è riaperta», racconta. Mentre Gianfranco Nocchi riaccende i riflettori su un problema che da queste parti è un evergreen: la corsa a ostacoli tra le buche di via Foscolo. «Sono pericolose, soprattutto se sei in motorino. Qualche tempo fa hanno rifatto un pezzetto della strada, lato stazione, poi si sono fermati». Anche in via Perini ci sono le transenne a segnalare una buca profonda sull’asfalto.

Via Modigliani: così si allagano le cantine. È sempre Nocchi ad accompagnarci in via Modigliani, dove vive con la moglie Bruna Roventini, che con lui ieri ha festeggiato 48 anni di matrimonio. C’è anche Emilio Santoro, un altro residente. Lungo la via le case sono in parte di Casalp in parte private. «Quando piove - ripetono in coro - si allagano la strada, i portoni e le cantine». Proprio così, provare per credere. «Quando hanno rifatto la strada - spiegano - la situazione è anche peggiorata: c’è un grosso problema di pendenza e di fogne». I residenti mostrano i tombini già allagati anche sotto al palazzo, nelle cantine, dove hanno dovuto addirittura installare delle pompe e attrezzarsi con scaffali per non tenere le loro cose per terra. «Andiamo sott’acqua ogni volta che piove. Anni fa dall’Aamps e da Asa ci dissero che sarebbero venuti a controllare con una sonda, ma niente. Chiediamo al Comune di controllare e intervenire». Quando piove si presenta anche un altro problema curioso: «I fili dell’elettricità in via delle Sorgenti, all’altezza della macelleria, quando piove a vento fanno la fiammata e vanno in cortocircuito. Ogni volta restiamo tutti senza corrente. L’Enel viene e ripara il guasto, ma poi siamo punto e a capo».

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Qui Villaggio Donnini. Il problema degli allagamenti viene segnalato anche da Roberto Solari, al Villaggio Donnini. «È un problema che si ripete ogni anno - sottolinea - il Villaggio Donnini si allaga perché l’acqua piovana non defluisce nelle fognature. Ci ritroviamo con le cantine e le strade allagate. Due anni fa abbiamo chiamato il Comune: ci hanno risposto che nessuno poteva venire, ma che ci avrebbero rimborsato la fattura della ditta non convenzionata che avremmo chiamato. Sto ancora aspettando il rimborso».

Occhio alle strisce pedonali sull’Aurelia. Un appello finale arriva da Mauro Cecconi, che sposta l’attenzione ai confini delle Sorgenti, sui «giusti lavori che stanno facendo per l’impianto semaforico sull’Aurelia, tra via Zola e via Capponi: le reti coprono le strisce pedonali e non sono stati previsti attraversamenti provvisori. È pericoloso, per attraversare questa “autostrada” non ci sono altre strisce per almeno 500 metri».

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di Redazione web