Il Tirreno

Livorno

«Maestra indesiderata», all’asilo arriva la polizia

di Francesca Suggi
«Maestra indesiderata», all’asilo arriva la polizia

Livorno, i genitori chiedono di incontrare la preside: lei, invece, chiama gli agenti: siamo amareggiati, chiedevamo civilmente di vederla per aggiornamenti e invece

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LIVORNO. Volevano incontrare la dirigente per capire eventuali novità rispetto a quell’insegnante di asilo a loro non gradita. Sono giorni, infatti, che 15 famiglie su una classe di 25 non mandano i propri figli alla materna: la maestra è legata a presunti maltrattamenti verbali su un piccolo di 3 anni e loro non la vogliono. «Ci siamo recati a scuola, eravamo in cinque genitori e volevamo parlare con la preside, eravamo senza appuntamento ma tranquilli e civili: di tutta risposta ci siamo visti arrivare due pattuglie della polizia», comincia così il racconto di un babbo. E’ uno dei quattro genitori più una nonna, una mini-delegazione, che ieri mattina si è presentata alla materna del centro in questione (non citiamo il nome per tutelare i minori che lo frequentano) chiedendo un confronto con la dirigente scolastica.

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CHIEDEVANO AGGIORNAMENTI

«Volevamo sapere se c’erano aggiornamenti rispetto alle richieste che abbiamo avanzato, a tutela dei nostri bambini, anche all’interno del nostro esposto - continua - Aspettavamo nell’androne, il personale della scuola ci ha detto di prendere un appuntamento». A questo punto i genitori insistono, pacificamente, come confermano anche le forze dell’ordine poi intervenute (non ci sono state denunce) Le famiglie non si fidano di quella maestra. Chiedono garanzie di idoneità, certificate, che la donna possa stare a contatto con piccoli di 3 anni. Tra i genitori c’è chi segnala, anche, che le finestre dell’aula nel ciclone dove fanno lezione i piccoli, sono state tappate con alcuni cartelloni in modo tale da non poter guardare dentro. «Abbiamo sottolineato la straordinarietà del caso, giustificando la così la nostra presenza senza preavviso - va avanti - Abbiamo pure insistito sul fatto che sarebbero serviti solo 5 minuti di confronto. Alla fine l’addetta ci ha fatto capire di aspettare, noi speravamo per il meglio, invece sono arrivati per loro alcuni poliziotti».

GENITORI DELUSI

Sorpresa, amarezza, delusione: i genitori si presentano subito agli agenti e sono loro, i poliziotti, a fare da ponte. Tra loro e la dirigente scolastica. «E’ un trattamento che ci ha lasciato tanta amarezza - dice lui a nome degli altri - Ci dà la misura di quanta poca volontà ci sia da parte della scuola di mediare con serenità e trovare una soluzione e, certo, la burocrazia non aiuta». Le famiglie, giorni fa, hanno presentato un esposto ufficiale inviato all’Ufficio scolastico provinciale, all’Ufficio scolastico regionale, alla dirigente scolastica, al sindaco Filippo Nogarin e al ministero dell’Istruzione. «Ogni giorno che passa per noi genitori è un problema - spiega - In base a quello che ci viene detto dalla scuola, ed è per questo che cerchiamo informazioni che non arrivano, decideremo se cambiare scuola ai nostri bambini». Il babbo racconta, comunque, che alcuni genitori stanno già valutando altre materne private per i propri figli. «Noi crediamo nella scuola pubblica e ritrovarsi dover optare per una scuola privata è una sconfitta».

GLI AGENTI FANNO DA MEDIATORI

Non è possibile rintracciare per telefono la dirigente scolastica. La mini-delegazione, quindi, invece di incontrare la dirigente scolastica si ritrova a confrontarsi con gli agenti. «Abbiamo informato loro delle cose che volevamo sapere dalla preside i poliziotti hanno fatto, in soldoni, da mediatori», chiude il babbo a nome delle 15 famiglie che da giorni non mandano i propri figli alla materna del centro.

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