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Livorno

Il Comune di Livorno contro le slot machine: bonus a chi le toglie. Come riceverlo

di Matteo Scardigli
Il Comune di Livorno contro le slot machine: bonus a chi le toglie. Come riceverlo

Ecco tutti i luoghi cittadini dove non potranno più essere installate le macchinette mangiasoldi. L’assessora: prevista la riduzione del 10% dell'Irap

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LIVORNO. L’amministrazione comunale dichiara guerra al gioco d’azzardo. Lo ha annunciato l’assessora Paola Baldari nel corso della seduta della terza commissione nella bozza di regolamento, che dovrà essere approvato dal consiglio comunale, è infatti previsto che non sarà possibile installare le macchinette entro 500 metri dai “luoghi sensibili”(per esempio palestre, stabilimenti balneari, parchi pubblici, etc.) e il potere al sindaco di emanare ordinanze ad hoc.

Il Comune ha quindi deciso di stringere le maglie contro la ludopatia, la malattia del gioco. «Vogliamo unire la normativa nazionale con quella regionale, colmando i vuoti della prima e integrando con il sistema di incentivi-disincentivi della seconda» spiega l’assessora al commercio Paola Baldari.

TUTTI I LUOGHI VIETATI

Nella bozza di regolamento vengono quindi elencati i “luoghi sensibili” di cui si accenna nella legge dello Stato, ovvero in linea di massima zone ad alta frequentazione (comprese le facoltà universitarie , gli studi medici, le piazze) e gli sportelli dove ritirare denaro contante (banche e bancomat, poste, compro oro); slot alla larga per almeno 500 metri pena multa fino a 5 mila euro e chiusura del locale. Sempre nella bozza - che ha ottenuto il parere positivo della commissione - si introducono inoltre aggravi Irap per chi continua a tenere le macchinette a fronte di incentivi per chi le toglie, e si dà potere al sindaco di emanare ordinanze per modificare gli orari degli esercizi commerciali.

Per la precisione, «per tutti gli esercizi commerciali che toglieranno dai propri locali questo tipo di videogiochi e applicheranno una vetrofania con la scritta No Slot fuori dal loro negozio sarà prevista una riduzione del 10% dell'Irap»

Buone le intenzioni ma non facciamo i Don Chisciotte» commentano gli esperti convocati in terza commissione, e a l’assessora ammette la possibilità di integrazione al testo. »

Per Raffaele Curcio, presidente dell’associazione nazionale Sapar (Servizi Apparecchi Pubbliche Attrazioni Ricreative), molte cose non vanno: «Il proibizionismo favorisce solo l’illegalità, accanirsi contro le slot non basta. Ci sono anche videolottery e tutti i giochi a premi dello Stato (le ricevitorie non hanno vincoli di distanza), e poi c’è internet. Per sconfiggere la ludopatia – prosegue Curcio – serve che il giocatore sia “visibile”, la persona compulsiva danneggia anche noi».

Per Curcio inoltre ci sono da considerare anche questioni economiche: «Stando a queste direttive, sarebbe impossibile installare apparecchi in intere zone della città danneggiando molti esercenti onesti, il che andrebbe a favorire i monopoli andando contro il principio costituzionale della libera impresa».

Secondo Emiliano Contini dell’associazione San Benedetto e la dottoressa Lucia Mancino del Sert, il Comune dovrebbe dunque impiegare le proprie risorse in un’altra direzione: «In mancanza di analisi approfondite serve più informazione e maggiore sensibilizzazione, specialmente presso gli esercenti. Per affrontare una questione che non riusciamo a comprendere né a misurare bisogna fare rete e aggredire il problema alla radice».

PREVENIRE MEGLIO CHE CURARE

Prevenire è meglio che curare, diceva la pubblicità. «In “Scuola e Città” si fanno i laboratori appositi» spiega la vicesindaca Stella Sorgente, ma per i consiglieri Bruciati (BL) e Valiani (gruppo misto) occorre fare di più, e Baldari applaude al suggerimento delle associazioni: «Il Comune può intervenire solo sulle licenze per le slot, le altre fanno capo alla Questura, sapendo bene che si tratta di una goccia nel mare. Buona l’idea di obbligare gli esercenti a fare corsi di formazione, è opportuno discuterne prima del prossimo Consiglio Comunale ad un tavolo con tutti i soggetti interessati». Nella stessa commissione approvato anche il nuovo regolamento per estetisti, acconciatori, tatuatori e piercingatori, riuniti in un'unica disciplina per la tutela di salute e igiene.

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