Il Tirreno

Livorno

Altra sospensiva del Tar educatrici di nuovo nel caos

di Alessandro Farulli
Altra sospensiva del Tar educatrici di nuovo nel caos

La somministrazione nei servizi educativi del Comune torna a Obiettivo lavoro I sindacati: «È una situazione paradossale che stritola le lavoratrici precarie»

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LIVORNO. Dopo la beffa e la controbeffa. Ieri è andata in scena la farsa con la seconda sospensiva arrivata dal Tar di Firenze che affida nuovamente il servizio di somministrazione delle educatrici a Obiettivo Lavoro fino al 25 gennaio 2017. Ma c'è da star sicuri che non finirà qui. Stiamo parlando del servizio educativo del Comune (nidi e scuole infanzia) che da settembre sta passando come in una partita di tennis da una società all'altra. I due contendenti sono Obiettivo Lavoro, che aveva l'appalto fino allo scorso anno, e Tempor, che lo ha vinto per quest'anno. Giudice il Tar. Nel giro di un mese e poco più siamo già al quarto cambio di casacca per le oltre sessanta lavoratrici e con le 22 ormai famose ex e poi non più ex lavoratrici a tempo indeterminato.

E la luce in fondo al tunnel pare alle spalle e non davanti. «Ci risiamo - commentano in una nota i sindacati Nidil, Funzione Pubblica, Cgil, Uiltemp, Uil Fpl e Uil - il Tar emette una nuova sospensiva e nel servizio educativo del comune di Livorno torna a regnare il caos». «Una diatriba tra aziende in cui rimangono stritolate le educatrici precarie – aggiungono – e non sappiamo ancora come e quando, ma le educatrici probabilmente dovranno subire un ulteriore passaggio da un’agenzia a un’altra e ci troveremo a una nuova trattativa per le assunzioni con Obiettivo Lavoro, da cui le lavoratrici si sono già dimesse, nonostante alcune avessero contratti a tempo indeterminato, pur di continuare a operare nelle scuole dove insegnano da anni». Una situazione scioccante e paradossale. Le educatrici sono sconvolte – proseguono le due sigle confederali della provincia di Livorno di concerto con le categorie – non è possibile per loro continuare a lavorare in questo modo, è ora di dire basta».

«Questa situazione è determinata da un peccato originale – sottolineano i sindacati – l’abuso della somministrazione nel servizio scolastico. A questo si aggiunge il grave ritardo nell’assegnazione dell’appalto, arrivata alle porte dell’anno scolastico». Nelle scuole di competenza del Comune, ricordano i sindacati, circa una maestra su tre è interinale: «Le somministrate di fatto sopperiscono a una carenza strutturale di organico e le problematiche nell’assegnazione dell’appalto non fanno altro che rendere maggiormente evidente tale criticità, mettendo a rischio la stessa erogazione del servizio: se le lavoratrici, in questo ping pong di ricorsi, si trovassero impossibilitate a lavorare per ragioni burocratiche, quante scuole rimarrebbero chiuse?».

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