Gioco
Altra sospensiva del Tar educatrici di nuovo nel caos
La somministrazione nei servizi educativi del Comune torna a Obiettivo lavoro I sindacati: «È una situazione paradossale che stritola le lavoratrici precarie»
LIVORNO. Dopo la beffa e la controbeffa. Ieri è andata in scena la farsa con la seconda sospensiva arrivata dal Tar di Firenze che affida nuovamente il servizio di somministrazione delle educatrici a Obiettivo Lavoro fino al 25 gennaio 2017. Ma c'è da star sicuri che non finirà qui. Stiamo parlando del servizio educativo del Comune (nidi e scuole infanzia) che da settembre sta passando come in una partita di tennis da una società all'altra. I due contendenti sono Obiettivo Lavoro, che aveva l'appalto fino allo scorso anno, e Tempor, che lo ha vinto per quest'anno. Giudice il Tar. Nel giro di un mese e poco più siamo già al quarto cambio di casacca per le oltre sessanta lavoratrici e con le 22 ormai famose ex e poi non più ex lavoratrici a tempo indeterminato.
E la luce in fondo al tunnel pare alle spalle e non davanti. «Ci risiamo - commentano in una nota i sindacati Nidil, Funzione Pubblica, Cgil, Uiltemp, Uil Fpl e Uil - il Tar emette una nuova sospensiva e nel servizio educativo del comune di Livorno torna a regnare il caos». «Una diatriba tra aziende in cui rimangono stritolate le educatrici precarie – aggiungono – e non sappiamo ancora come e quando, ma le educatrici probabilmente dovranno subire un ulteriore passaggio da un’agenzia a un’altra e ci troveremo a una nuova trattativa per le assunzioni con Obiettivo Lavoro, da cui le lavoratrici si sono già dimesse, nonostante alcune avessero contratti a tempo indeterminato, pur di continuare a operare nelle scuole dove insegnano da anni». Una situazione scioccante e paradossale. Le educatrici sono sconvolte – proseguono le due sigle confederali della provincia di Livorno di concerto con le categorie – non è possibile per loro continuare a lavorare in questo modo, è ora di dire basta».
«Questa situazione è determinata da un peccato originale – sottolineano i sindacati – l’abuso della somministrazione nel servizio scolastico. A questo si aggiunge il grave ritardo nell’assegnazione dell’appalto, arrivata alle porte dell’anno scolastico». Nelle scuole di competenza del Comune, ricordano i sindacati, circa una maestra su tre è interinale: «Le somministrate di fatto sopperiscono a una carenza strutturale di organico e le problematiche nell’assegnazione dell’appalto non fanno altro che rendere maggiormente evidente tale criticità, mettendo a rischio la stessa erogazione del servizio: se le lavoratrici, in questo ping pong di ricorsi, si trovassero impossibilitate a lavorare per ragioni burocratiche, quante scuole rimarrebbero chiuse?».
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