Il Tirreno

Livorno

Molestie alla ex amante, vigile urbano condannato in primo grado a due anni

di Lara Loreti
Molestie alla ex amante, vigile urbano condannato in primo grado a due anni

Livorno era accusato di aver aggredito la donna con cui ha avuto una relazione La vittima: «Mi ha preso i polsi e poi mi ha gettato sul divano palpeggiandomi»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Due anni di condanna per aver aggredito una donna, con cui aveva avuto una relazione extraconiugale, e averle fatto violenza, nel tentativo di avere un rapporto sessuale. Un agente della polizia municipale, Vincenzo Cristiano, nella mattinata di mercoledì 12 ottobre è stato condannato in primo grado dal tribunale per violenza sessuale e lesioni nei confronti della ex, una cinquantenne livornese, con cui aveva avuto un rapporto di circa un anno, nel 2010, in un momento di crisi con la moglie. Il collegio giudicante, formato da Maria Giuliana Civinini, Marco Sacquegna e Chiara Nardi, ha ritenuto il vigile colpevole dei due reati, riconoscendo l’attenuante della minore gravità per la violenza sessuale.

I giudici hanno così accolto la versione della vittima, rappresentata al livello civile dall’avvocato Francesco Atzeni, secondo la quale Cristiano l’aveva aggredita in casa di lei, allo scopo di avere un rapporto sessuale, contro la volontà della donna. Il pm, invece, per l’imputato aveva chiesto la condanna a due anni e mezzo per il solo reato delle lesioni, e l’assoluzione per la violenza sessuale perché a suo avviso il vigile non aveva commesso quel reato. Al contrario, i giudici hanno creduto alla vittima, condannando Cristiano anche all’interdizione da qualsiasi ufficio attinente alla tutela e all’amministrazione di sostegno, oltre che al pagamento di una provvisionale di 10mila euro come risarcimento civile alla 50enne.

Un caso controverso, quello che coinvolge i due ex, e che ha visto la donna anche multata di 500 euro per non essersi presentata in tribunale, in una delle ultime udienze, per testimoniare di fronte al nuovo collegio giudicante, in quanto aveva un problema in famiglia. Una storia di cui ieri s’è chiuso il capitolo iniziale, quello del giudizio di primo grado: l’avvocato Massimo Gambacciani, che difende Cristiano, ha infatti già annunciato il ricorso in appello.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.14244276:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/10/13/news/la-replica-del-vigile-condannato-la-lite-c-e-stata-ma-nessuna-violenza-1.14244276]]

Tutto comincia nel 2010: la relazione dura circa un anno, ma i contatti tra i due proseguono nel 2011. Ed è alla fine di quell’anno che la situazione precipita. Il 22 dicembre 2011 Cristiano si presenta a casa della donna, in zona ospedale, per un chiarimento. La relazione è già finita da tempo, ma secondo quanto la stessa cinquantenne ha testimoniato in tribunale, i due in qualche modo continuano a sentirsi. «La relazione era stata troncata dalla mia cliente - spiega l’avvocato Atzeni - ma il vigile non si era arreso. E quel giorno si spinse fino a cercare di avere un rapporto sessuale, contro la volontà della mia cliente, come è emerso nel corso del processo. Lei, oltretutto, ha una grave malattia, e non poteva certo difendersi».

Come testimoniato dalla cinquantenne e come emerge anche dal capo di imputazione, l’agente avrebbe «abusato delle condizioni di inferiorità fisica della donna» e con violenza l’avrebbe costretta a subire atti sessuali: secondo l’accusa, il giorno del litigio, l’agente spinse la cinquantenne sul divano di casa, schiacciandola col peso del corpo, poi le toccò più volte il seno e le parti intime, tentando di baciarla. La donna si recò quindi in ospedale per farsi medicare, e i dottori del pronto soccorso le riscontrarono lesioni guaribili in otto giorni: in particolare, le trovarono una distorsione al polso e un problema alla spalla destra.

Una ventina di giorni dopo, è il 12 gennaio 2012, la cinquantenne presenta una denuncia per violenza sessuale e lesioni nei confronti dell’ex. Iniziano le indagini preliminari: Cristiano viene indagato e poi rinviato a giudizio. Lui ha sempre negato le accuse, ma il tribunale ha dato ragione alla donna. Tra settanta giorni saranno rese note le motivazioni che hanno spinto i giudici a questa decisione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web