Il Tirreno

Livorno

La replica del vigile condannato: «La lite c’è stata, ma nessuna violenza»

La replica del vigile condannato: «La lite c’è stata, ma nessuna violenza»

Livorno, l'avvocato Massimo Gambacciani dopo la sentenza annuncia ricorso in appello. L'imputato: "Minacciava di venire a casa mia o al Comando per mettermi in cattiva luce"

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LIVORNO. «La lite c’è stata, non l’ho mai negato, ma la violenza sessuale assolutamente no». Si difende così Vincenzo Cristiano, noto e apprezzato ispettore della polizia municipale, dalle accuse di lesioni e violenza sessuale mosse dalla sua ex. Il tribunale ha emesso una sentenza di condanna nei suoi confronti, ma lui non si arrende, mentre il suo avvocato, Massimo Gambacciani, annuncia il ricorso in appello.

«All’epoca ero in crisi con mia moglie, si parlava di separazione, ma io indugiavo perché abbiamo due figlie e la situazione era delicata - racconta Cristiano - Ed è stato allora che conobbi lei: era inizio 2010 e abbiamo avuto una storia di un anno, a cui poi io stesso ho messo fine perché mi sono riavvicinato a mia moglie». Tuttavia, secondo la versione del vigile, la donna non si arrende alla fine della relazione. «Lei continuava a cercarmi con grande insistenza - dice Cristiano - Io ho cercato di mantenere un rapporto di amicizia, e la aiutavo per quello che potevo, accompagnandola alle visite mediche e dandole una mano con suo figlio. Ma a lei non bastava: minacciava di venire a casa mia o al Comando per mettermi in cattiva luce. Oltretutto, ha continuato a cercarmi anche dopo avermi querelato, peraltro senza dirmelo».

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Cristiano sostiene che quel giorno, il 22 dicembre 2011, lui si recò a casa sua per un chiarimento: «Lei insisteva affinché io facessi rimuovere un’auto abbandonata nel cortile del suo palazzo, ma io non potevo perché quella era un’area privata - dice il vigile - Così andai a casa sua per parlare: lei aprì, mi fece entrare, ma poi mi si avventò contro. Io le presi i polsi per bloccarla, poi andai via e lei mi disse: “Questa me la paghi”. Mi sono solo difeso e se lei in quel frangente s’è fatta male, io non me ne sono accorto. Non ho mai abusato di lei: per me questa accusa è infamante e mi ferisce al livello morale».

Sorpreso dalla sentenza anche l’avvocato Gambacciani: «Mi aspettavo l’assoluzione per la violenza sessuale, come del resto aveva chiesto anche il pm, e una eventuale condanna per le lesioni, ma qualificate come colpose». Legale e cliente ora aspettano le motivazioni dei giudici: «Il mio avvocato - conclude Cristiano - mi ha tranquillizzato: dobbiamo capire come sono stati interpretati i fatti e perché è stato creduto alla sua versione e non alla mia. Ma ho fiducia che in appello le cose si chiariranno».

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