Gioco
Il sindaco a Provinciali «Mai chiesto favori»
La replica dopo la rivelazione del messaggio sulla promozione del dipendente: «Quel nome? Ho soltanto preso atto di quanto mi aveva detto al telefono»
LIVORNO. «Massimo Provinciali è molto astuto: è riuscito a spostare i riflettori da una sua oggettiva incompatibilità, certificata da un ente autorevole e indipendente, a una frase contenuta in un messaggio, la cui interpretazione è tutt'altro che oggettiva». E ancora: «In quel messaggio mi sono limitato a prendere atto di quanto mi era stato comunicato via telefono, e cioè che un dipendente dell'Autorità portuale sarebbe stato presto promosso e inserito in un gruppo di lavoro sul progetto Darsena Europa. Un gruppo, ed ecco la vera sostanza del messaggio, che mi auguravo potesse lavorare in sinergia con gli uffici comunali per modificare il piano presentato dalla Ocean Shipping. È vero, ho utilizzato un linguaggio poco consono, ma non pensavo sarebbe finito sui giornali». Detto questo, «il mio giudizio, resta: quel piano era pessimo e il fatto che l'abbia certificato anche la corte dei conti dell'Unione europea mi rincuora».
Filippo Nogarin reagisce così: ieri ha affidato a una nota inviata dal suo portavoce la replica al numero due dell’Autorità portuale, Massimo Provinciali, che ha letto al Tirreno alcuni dei messaggi che il sindaco gli aveva inviato lo scorso anno. Uno in particolare, ricevuto da Provinciali il 7 agosto, in cui il sindaco faceva riferimento alla promozione di un dipendente di Palazzo Rosciano.
I toni tra i vertici dei due principali enti della città, il Comune e l’Authority che governa il porto, sono iniziati a salire dopo che L’Anac (l’autorità anti-corruzione) ha definito incompatibili gli incarichi ricoperti da Provinciali a Palazzo Rosciano e alla Porto 2000. Nel successivo scambio di battute è venuto fuori il gelo.
Due giorni fa Nogarin ha dichiarato che in vita sua non ha «mai chiesto la promozione di nessuno e certo non l’ho fatto mandando un sms a Provinciali». Questo è il messaggio che aveva inviato il 7 agosto: “Iniziamo a dialogare: il signor X (il nome è stato tenuto al riparo da Provinciali) diventa quadro A, viene inserito nel gruppo di lavoro della Darsena Europa e revisionerà completamente quel cesso di piano presentato da Osc in armonia con gli uffici del Comune”.
Sindaco, questa non è una richiesta di promozione?
«Assolutamente no»
Allora cos’è?
«In quel messaggio prendevo atto di una comunicazione che mi era stata fatta da Massimo. Quello che manca è infatti la telefonata precedente tra me e Provinciali, che mi chiedeva di ricominciare a dialogare, di non prenderci “a sportellate”. Eravamo nella fase del documento Osc, avevo fatto delle dichiarazioni su quelle 200 pagine costate 200.000 euro, una vergogna».
Quel messaggio però può far pensare altro.
«Scusi ma che credibilità ha un sindaco che non ha alcuna autorità in Autorità Portuale, che non viene considerato durante i comitati portuali, che regolarmente ha votato uno contro 23: secondo lei davvero mi posso permettere di chiedere la promozione di qualcuno? Ma dai, sono cose fantasiose. Stiamo togliendo dai riflettori il vero problema: l'incompatibilità di Provinciali sancita dall'Anac. Ora lui sta pensando di far apparire qualcosa di diverso con una campagna del fango. E questo non fa bene alla città. Mi dispiace ma a questo gioco non ci sto: non ho mai chiesto in vita mia un favore per nessuno».
Quel nome da dove è saltato fuori?
«Non è un nome che è uscito da me, era uscito dalla telefonata con Provinciali. Mi era stato fatto un ragionamento complessivo, sarei stato ben contento di mettere gli uffici del Comune a disposizione per revisionare il quadro della Darsena Europa. Il problema, ripeto, non è il nome: è l'incompatibilità di Provinciali, che io avevo già sollevato e che ora sta generando problemi enormi in virtù delle gare in corso».
A proposito di incompatibilità: proprio Provinciali ha sottolineato che lei è presidente della Fondazione Lem, «che deve avere 150mila euro dal Comune».
«Provinciali legga piuttosto cosa ha scritto l'Anac e ci dia una risposta anche su Alp. Perché l'incompatibilità è anche lì, dove ha ricoperto il ruolo di controllore e di controllato. Questo è accaduto nel porto di Livorno».
Ma al Lem lei si tirerà indietro o no?
«No. Se il Comune deve qualcosa lo darà. Oltretutto, a proposito di attenzione al territorio, ricordo che l'Authority è uscita dalla Fondazione Lem e la Porto 2000 ha ridotto la sua quota. Questi sono i fatti, il resto sono chiacchiere».
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google