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Livorno

la denuncia del garante solimano

Mensa ko e niente acqua calda scoppia la protesta dei detenuti

Mensa ko e niente acqua calda scoppia la protesta dei detenuti

LIVORNO. Rifiuto del carrello, accompagnato da lunghi colpi sul metallo delle sbarre delle celle. Colpi che lunedì hanno riecheggiato nei corridoi del carcere di Livorno fino a tarda sera. Gli oltre...

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LIVORNO. Rifiuto del carrello, accompagnato da lunghi colpi sul metallo delle sbarre delle celle. Colpi che lunedì hanno riecheggiato nei corridoi del carcere di Livorno fino a tarda sera. Gli oltre cento detenuti che vivono nel padiglione dell’alta sicurezza sono in stato di agitazione: da due giorni protestano per la mensa nuova ma mai aperta e per l’acqua calda che, a quanto risulta, in questa ala del carcere manca da più di una settimana.

A riferirlo è il garante dei detenuti, Marco Solimano, che ieri mattina ha raggiunto la struttura. «Da lunedì - conferma - i detenuti dell’alta sicurezza sono in stato di agitazione. Protestano per alcune cose che per loro sono fondamentali, a partire dal vitto». «La nuova cucina - spiega Solimano - non è mai stata aperta: era già attrezzata quando fu inaugurato il nuovo padiglione, circa due anni fa. Per lungo tempo ci è stato detto che era rimasta chiusa per questioni burocratiche, ora scopriamo che il problema potrebbe essere ben più importante, di carattere strutturale». I riflettori sono puntati sui lavori eseguiti, sullo spessore delle colonne, su cui il garante chiede di fare chiarezza.

Ma intanto resta il problema della qualità della mensa. «È una questione di sicurezza - sottolinea Solimano -: la nuova cucina, che è attrezzata come un albergo a cinque stelle, non viene utilizzata e viene utilizzata una cucina vecchissima, che avrebbe dovuto essere chiusa da tempo. I detenuti stanno facendo il rifiuto del carrello, accompagnato da battiture di un’ora sui ferri delle loro celle. Se la situazione non sarà risolta, faranno lo sciopero della spesa e passeranno allo sciopero della fame a oltranza».

Ad esasperare la situazione è stato anche un problema che si è presentato negli ultimi giorni. «Si è rotta una pompa - spiega il garante - e da otto giorni, mentre è arrivato il freddo, sono senza acqua calda. La pompa è già stata ordinata, sta per arrivare, ho avuto rassicurazioni dalla direzione e spero che a breve la situazione possa essere risolta. Perché in un clima già teso, è fonte di grande nervosismo». Questa è la prima richiesta, guardando all’immediato. Poi c’è la mensa: «Chiedo che le questioni poste dai detenuti, che hanno a che fare con la dimensione igienico-sanitaria, vengano immediatamente superate. Se mancano attrezzature idonee, si prendano dalla cucina mai utilizzata: se la nuova area è chiusa, mettiamo almeno quella vecchia in condizione di funzionare bene. Perché a questo punto abbiamo capito tutti che non si tratta più di una fase transitoria». In più viene chiesto che ci sia un «turnover tra i detenuti della media e dell’alta sicurezza che lavorano nella mensa, perché ritengono che anche con il poco che viene messo loro a disposizione, possa essere migliorata la qualità del cibo».

(j.g.)

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