Il Tirreno

Livorno

Quattro scippi in centro in sei giorni: «Siamo sulle tracce del rapinatore»

di Federico Lazzotti
Quattro scippi in centro in sei giorni: «Siamo sulle tracce del rapinatore»

Livorno, lunedì nuovo colpo dello "scippatore della sera": in piazza Roma derubata della borsa un’altra donna in bicicletta. L'idetikit di polizia e carabinieri: giovane con problemi di droga 

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LIVORNO. Lo scippatore della sera non si ferma. Anzi: rilancia la sfida nonostante gli sforzi degli investigatori per fermarlo e colpisce di nuovo. Sempre in pieno centro, stavolta in piazza Roma (Matteotti per la toponomastica ufficiale), sempre alla stessa ora: le 18,30. E prendendo di mira, come aveva fatto sabato scorso tra via Ebat e via Montebello, una donna che stava tornando a casa in bicicletta, affiancandola a bordo del maxi scooter sul quale si sposta e rubandole la borsa che la vittima teneva nel cestino anteriore, bottino 170 euro. «Ho visto soltanto un’ombra che si avvicinava, poi con una mossa velocissima mi ha portato via la borsa ed è fuggito in motorino», ha raccontato la donna.

Sulle tracce dello scippatore seriale che ha messo a segno quattro colpi in sei giorni (tecnicamente e penalmente si tratta di due scippi e altrettanti furti con destrezza) ci sono sia i carabinieri del nucleo radiomobile che gli agenti della squadra mobile. Entrambi le forse di polizia hanno tratteggiato sia l’identikit del ricercato attraverso le testimonianze delle donne derubate, sia un profilo psicologico della persona. Per quello che riguarda l’aspetto fisico, gli investigatori, che anche martedì 11 ottobre stavano setacciando le telecamere posizionate in direzione dell’ultimo colpo, cercano un uomo tra i 25 i 35 anni «alto, magro, con i capelli ricci castani», che si muove su uno scooter con «le ruote alte» e indossa «un casco sempre di colore scuro».

Ma è sul profilo psicologico dello scippatore che in questi ultimi giorni si sono fatti i passi in avanti più concreti. Per prima cosa gli investigatori sono abbastanza convinti che si tratti di una persona con problemi di tossicodipendenza: deruba le sue vittime solo ed esclusivamente per prendere i soldi in contanti che hanno nella borsa e abbandona sia le carte di credito che le chiavi, segno che non ha nessuna intenzione né di provare a prelevare denaro, né tantomeno di compiere furti in casa.

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Inoltre questo bisogno di denaro è pressoché quotidiano, proprio come accade a chi fa uso di sostanze stupefacenti ed è disposto a tutto, anche al rischio di essere arrestato, pur di avere a disposizione i soldi che gli servono. Un capitolo a parte lo merita poi il mezzo sul quale vengono messi a segno scippi e furti. Per adesso non sembra che gli investigatori siano riusciti a risalire alla targa, ma è molto probabile che si tratti di uno scooter rubato oppure di un mezzo pulito, forse preso in prestito da qualche familiare o da un amico. Una mano all’indagine potrebbero darla le immagine acquisite venerdì dalla polizia che riguardano le registrazioni effettuate in via Mayer intorno alle 20,30.

La speranza è quella che all’interno di quei fotogrammi sia rimasta impressa la targa dello scooter a bordo del quale l’uomo è poi scappato in direzione di via Ernesto Rossi. Anche perché sia per quello che riguarda il primo scippo in via Brigata Garibaldi, che per quello di sabato scorso all’incrocio tra via Montebello e via Mayer, non sarebbero emerse altre testimonianze ad eccezione delle stesse vittime. Chiarito che cosa lo spinga a delinquere, gli investigatori stanno anche cercando di capire perché abbia scelto come zona di caccia il perimetro di città che va da Fabbricotti a piazza Attias, passando per via Montebello e via Roma.

Possibile che il responsabile viva in questa zona e dunque abbia nelle vicinanze un nascondiglio sicuro, oppure abiti altrove e si sposti in centro perché è sicuro di avere un numero maggiore di vie di fughe e meno possibilità di essere riconosciuto? Un dubbio che molto probabilmente gli investigatori hanno chiarito ma su cui preferiscono non fornire particolari. «Stiamo facendo degli accertamenti - spiegano - speriamo di poter risolvere il caso nel più breve tempo possibile».

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