Gioco
«Dissequestrato il bacino, adesso la gara può riprendere»
LIVORNO. «Siamo in ritardo di un anno nel bando per l’affidamento dei bacini? Sì, dal punto di vista del calendario ma bisognerebbe anche ricordarsi che in mezzo c’è stato un grave incidente sul...
LIVORNO. «Siamo in ritardo di un anno nel bando per l’affidamento dei bacini? Sì, dal punto di vista del calendario ma bisognerebbe anche ricordarsi che in mezzo c’è stato un grave incidente sul lavoro costato la vita a un operaio». Il commissario Giuliano Gallanti non ci sta a farsi crocifiggere dalle accuse di non aver fatto camminare l’iter relativo al bando dei bacini ex Cantiere: «La nave Urania era precipitata giù in quell’incidente, e dunque c’era una inchiesta giudiziaria per accertare le responsabilità di quella tragedia sul lavoro: era tutto sotto sequestro, ora non più. Finalmente adesso è stato possibile rimuoverla: e direi, con tempi veloci rispetto a quel che accade in casi di questo genere, ce l’abbiamo fatta a risolvere l’impasse. Adesso si riparte».
Il numero uno di Palazzo Rosciano, quartier generale dell’istituzione portuale, ribadisce che «il bacino è stato rimesso in galleggiamento». Poi promette: «Ci metteremo poco tempo per verificare l’entità dei lavori da fare per riparare i danni causati da quell’incidente. I periti nominati dalla Procura sono tuttora al lavoro. Credo sia questione ancora di pochi giorni, poi potremo fare le nostre valutazioni tecniche per rimettere completamente a posto il bacino galleggiante danneggiato».
È a questo punto che, secondo quanto annuncia il commissario, «la gara per l’affidamento può riprendere là dove l’avevamo sospesa». Si apriranno le buste: anche se Gallanti per ora non fa date precise. «In ritardo sulla tabella di marcia? Ovvio, ma mi sembra che chiunque possa capire con poco sforzo che se capita un incidente di tal gravità non si può mica far finta che non sia accaduto nulla».
Resta però l’incognita che pesa anche sul resto della portualità made in Italy, nel limbo da mesi visto che la riforma è nero su bianco ma resta parcheggiata in frigo aspettandone l’attuazione. E nel frattempo? Figurarsi che a Genova, primo porto del Bel Paese, hanno risolto l’enigma sostanzialmente mettendo in freezer qualsiasi scelta: un’ipoteca non da poco in una situazione che si protrae da troppo tempo. Del resto, come abbiamo detto, il ministero ha inviato una circolare in cui di fatto invita le Autorità portuali a non fare scelte che possano predeterminare assetti: il solito giochino di nomine e provvedimenti in extremis per pagare tutte le cambiali politiche con questo e con quello, prima di andarsene. Non sarebbe affatto una novità, anzi è l’andazzo un po’ ovunque: ecco la ragione dell’altolà da parte del ministero. Solo che, in concreto, questo si traduce in un boomerang in un porto come Livorno che è in mezzo al guado di una sfilza di scelte importanti: l’alleanza pubblico-privata per realizzare la Darsena Europa; la privatizzazione della società che gestisce il terminal per crociere e traghetti; la sfida per ottenere l’affidamento dei bacini; i trasferimenti dei terminal per dare attuazione alla nuova zonizzazione prevista dal Prg.(m.z.)
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