Il Tirreno

Livorno

È allarme cardiopatie congenite nei neonati a Livorno

Giulio Corsi
È allarme cardiopatie congenite nei neonati a Livorno

Uno studio del ministero evidenzia che a Livorno sono il 50% in più rispetto al dato regionale. Nel mirino porto e raffineria

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LIVORNO. Nella città di Livorno le cardiopatie congenite sono il 50% in più rispetto al dato regionale. Lo rivela il rapporto conclusivo dell’ultimo studio della filiera Sentieri, lo studio epidemiologico - finanziato dal Ministero della salute - dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento, che da anni prende in esame le ricadute sulla salute delle popolazioni residenti in prossimità di una serie di grandi centri industriali attivi o dismessi che presentano un quadro di contaminazione ambientale e di rischio sanitario tale da avere determinato il riconoscimento di “siti di interesse nazionale per le bonifiche”, i famosi Sin.

L’ultimo rapporto, intitolato Riscripro, uscito poco tempo fa - e i cui risultati sono stati appena pubblicati dall’Espresso - ha valutato i rischi per la salute riproduttiva all’interno di 18 siti contaminati di interesse nazionale, tra il 2004 e il 2013. Dal rapporto emergono notizie preoccupanti sulla salute riproduttiva in diverse aree italiane: chi vive in certe zone ha maggiori probabilità di avere un figlio con malformazioni congenite. Nel Sin di Taranto, ad esempio, i ricercatori hanno osservato nel periodo in studio complessivamente 531 casi di malformazioni congenite, 238 per 10mila nuovi nati, numero molto più alto rispetto alla media regionale. Nella città pugliese le malformazioni più frequenti colpiscono arti e sistema nervoso. A Massa Carrara - Sin che ospitava fino alla fine degli anni ’80 impianti industriali chimici a ridosso della costa - invece il rischio di nascere con una malformazione dell’apparato digerente è del 66% più alto della media regionale, a Manfredonia e Mantova addirittura di oltre l’80%.

In questo quadro drammatico c’è anche Livorno: nelle aree portuali - si legge nel rapporto - sorgono raffinerie e altre industrie; le cardiopatie congenite sono il 50% in più rispetto al dato regionale, così come nella vicina Piombino. Il dato è in linea con un precedente e allarmante studio Sentieri - datato 2011 - che evidenziava come a Livorno la mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori è risultata in eccesso in entrambi i generi. Specificando che per le cause di morte per le quali vi è a priori un’evidenza sufficiente o limitata di associazione con le fonti di esposizioni ambientali del Sin si osserva in entrambi i generi un eccesso per il tumore del polmone e per il tumore della pleura.

Lo stesso studio a proposito degli effetti sui feti a Livorno sottolineava che “per le condizioni morbose perinatali è ipotizzabile il ruolo eziologico (cioé la causa, ndr) delle esposizioni ambientali presenti nel Sin, in particolare per le esposizioni a inquinanti prodotti dalla raffineria”. Proprio la conduzione di uno studio sui dipendenti della raffineria e di alcuni comparti portuali con un’analisi di mortalità e di incidenza contribuirebbe a dimensionare la causa della componente professionale sul tumore al polmone e su quello pleurico.

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