Il Tirreno

Livorno

Frontini va in pensione, Collesalvetti saluta il pediatra missionario

Il medico Enrico Fortini
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Il medico Enrico Fortini

Una vita per i bambini tra Uganda, Afghanistan e Livorno Tutto iniziò quando scelse il servizio civile nella savana

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COLLESALVETTI. Dalla prossima settimana entrerà in servizio con ambulatorio a Collesalvetti e Stagno la nuova pediatra Irene Sammartino, che con un incarico temporaneo prenderà il posto di Enrico Frontini andato in pensione dopo aver visitato generazioni e generazioni di bambini, non solo colligiani ma anche livornesi.

Frotini è uno dei medici più noti in città. Ribattezzato come il pediatra missionario per la storia di impegno e coraggio tra interventi umanitari in Ruanda e missioni in Afghanistan, è stato anche medico dell'ambulatorio tropicale dei famosi, i «famosi» dell'Isola di Raidue, nella baia di Samanà, zona nord-est di Santo Domingo. Era il 2003, ma quella fu solo una parentesi nata per caso in una vita al servizio dei bambini divisa tra Collesalvetti e il terzo mondo.

Nato 70 anni fa a Milano, dopo la laurea in medicina Frontini inizia la sua vita di impegno civile nel momento in cui anziché indossare una divisa militare decide per il servizio civile. «A quei tempi fui uno dei primi a fare questa scelta - raccontava in un’intervista di qualche anno fa al Tirreno - anche se c'erano delle difficoltà. Infatti, si doveva sostituire il servizio militare con due anni di volontariato in un paese del Terzo Mondo, dandosi da fare per trovare il luogo dove recarsi. Inizialmente pensavo all'America Latina, ma non trovai nessun contatto, poi conobbi il cappellano dell'Università di Bologna che nel 1973 mi aiutò ad andare nell'Uganda del Nord dove il dottor Piero Corti, in mezzo alla savana, era riuscito a far vivere un ospedale».

Quell’incontro casuale con un prete, quella destinazione alla quale non aveva pensato, hanno segnato tutta la sua vita: «In Uganda conobbi subito Marcheline, che faceva l'allieva infermiera, e dopo tre mesi ci sposammo».

Con la moglie ugandese, Frontini ha condiviso tutte le scelte dedicate alla cura dei bambini, sia in Italia che nel Terzo Mondo. Quel matrimonio all’epoca fu una specie di scandalo, sia per l'Uganda che per l'Italia (Frontini venne anche intervistato in tv da Enzo Biagi), ma il giovane medico non era tipo da arrendersi. Alla fine del servizio civile Enrico e Marcheline vanno in Canada per continuare a specializzarsi in pediatria, dopo due anni ritornano in Uganda, ma le condizioni sono cambiate: l'etnia a cui appartiene la ragazza è perseguitata, e Marcheline è in pericolo nel suo paese. Dunque decidono per l'Italia, ed in particolare per le campagne di Fauglia, terra natale della nonna di Frontini. Fra le colline toscane trovano un vecchio cascinale che ristrutturano con le loro mani e qui decidono di vivere sempre pensando ai bambini.

L'Africa torna a bussare alla porta del destino di Frotini che nell'83 e nell'85 viene mandato dal Ministero degli Esteri in Etiopia come responsabile di un équipe formata da medici italiani e del posto. Da allora i viaggi si sono susseguiti, sia per conto del Ministero sia per conto del Collegio Universitari Aspiranti Medici Missionari e lo hanno portato in Ruanda, Kosovo, Serbia, Afghanistan.

Ma non solo. Fortini ama la professione di pediatra e la svolge con passione nei suoi due mondi diversi: «Fare il medico nei paesi poveri - racconta - ha un senso diverso, ogni giorno si incontra la morte e la si combatte con armi spuntate. In Italia invece mi impegno nella prevenzione, cerco di indirizzare le mamme all'allattamento al seno e a fare un uso corretto e moderato dei farmaci». Una battaglia che ha continuato fino ai 70 quando è arrivata la pensione che non gli impedirà tuttavia di continuare a dedicarsi alla sua passione: la cura dei piccoli.

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di Redazione web