Gioco
Filma le clienti in camerino con la telecamera nascosta
L’uomo, 38 anni, è stato indagato dai carabinieri: aveva sistemato una GoPro con la scheda di memoria nell’attaccapanni del negozio H&M di via Grande
LIVORNO. Si deve essere messo in testa, forse solo per gioco, di filmare a tutti i costi i clienti del negozio H&M di via Grande mentre si spogliavano per provarsi i vestiti. E per farlo ha costruito un marchingegno diabolico con un combinato di tecnologia e ingegno: dentro a un attaccapanni ha inserito una videocamera GoPro equipaggiata di una scheda di memoria dove pensava di poter salvare tutto il materiale registrato per poi andarla a recuperare.
Per fortuna questo piano che appartiene alla nuova frontiera nel voyeurismo cibernetico è stato scoperto in tempi abbastanza rapidi dagli addetti alla sicurezza del grande marchio di abbigliamento. Due - confermano gli investigatori - le donne che sono state filmate all’interno del camerino unisex del negozio di via Grande prima che gli addetti trovassero la telecamera nascosta e interrompessero le riprese illegali.
Ad insospettire la security che si occupa della bonifica della struttura, la forma e il modello dell’attaccapanni che era stato sistemato dentro al camerino. Tutti gli arredi della catena, infatti, sono uguali e appartengono alla stessa linea, quello invece era totalmente diverso. A quel punto, è bastato poco per trovare la videocamera tra un pomello e l’altro.
Da questo momento in poi, siamo nella primavera scorsa, la palla è passata ai carabinieri del nucleo investigativo. È toccato a loro cercare di risalire a chi avesse sistemato la videocamera nel camerino. E involontariamente è stato lo stesso autore ad aiutare i carabinieri. L’uomo, un militare di 38 anni, nella scheda di memoria inserita nella GoPro lasciata da H&M si è infatti scordato di cancellare le proprie fotografie.
Così è stato un gioco da ragazzi per gli investigatori risalire al nome e al cognome del responsabile. Su di lui e soprattutto sui suoi strumenti informatici: telefoni e pc sono state fatte degli accertamenti per verificare se si trattasse di un ladro di immagini private seriale. Ma in nessuno dei suoi supporti sono state trovate immagini oppure video compromettenti.
Ora l’uomo è stato indagato dal pubblico ministero Antonio Di Bugno. Davanti al giudice dovrà rispondere di interferenza illecite nella vita privata. Un reato legato all’acquisizione di video o registrazioni filmate indebite nei confronti di terze persone. Un reato punito da un minimo di sei mesi fino a un massimo di quattro anni di reclusione.
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