Il Tirreno

Livorno

Le associazioni si mobilitano «Così salveremo le terme»

di Matteo Scardigli

La vicesindaca: a caccia di 2 milioni dal governo con il progetto delle periferie

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LIVORNO. Le associazioni livornesi rispondono alla chiamata del Comune per salvare il complesso delle Terme del Corallo, monumento della città di Livorno. E così nel salone della sede del Tirreno in viale Alfieri la rete del volontariato si schiera al fianco di Reset e Terme del Corallo onlus per restituire lo stabilimento Acque della Salute alla città.

Sono tante. Ci sono i volontari della Croce Rossa e quelli di Svs, c’è la Pro loco Livorno e quella montenerese, c’è un gruppo della Livornina e ci sono le Guide Storiche, ci sono Effetto Collaterale, Dietro il Sipario, Atam, Wwf, Occhi sulle Colline, Scoglio della Regina Fai Sentire la tua voce, Toscana Arte, Fiab, un team di prof della scuola Mazzini. E poi: il mondo di Nonno Point, di React, di Livornesi nel Mondo, di Esay Way, di Comunico e molti altri. Oltre, ovviamente, a Reset e Terme del Corallo onlus, protagonisti della giornata.

La vicesindaca Stella Sorgente dà la carica: «Partiamo subito». C’è da sostenere la candidatura per i “Luoghi del cuore” Fai ma soprattutto, c’è da sperare di vincere il bando governativo da oltre 2 milioni di euro (per il restauro totale ne servono una decina) per le periferie urbane, e ci sono da trovare le idee. La buona volontà le associazioni ce la mettono tutta, così come le braccia e il tempo dei loro volontari.

In campo, in questa partita, anche Il Tirreno. È l’amministratore delegato Raffaele Serrao ad introdurre l’incontro: «Sono rimasto piacevolmente colpito dalla lettera della vicesindaca e lieto di vedere che ad un progetto così ambizioso corrisponda un coinvolgimento che attraversa tutta Livorno». Nel salone gremito campeggia il dipinto su tela che ritrae le Terme, realizzato dalla giovane artista livornese Sara Spolverini «come omaggio alla mia amata Livorno» e divenuto simbolo di questa impresa; sulle pareti le pagine di cronaca di oltre trent’anni. «Mai come oggi l’interesse nostro e della città per le Terme è stato così forte», sottolinea il capocronista Alessandro Guarducci , portando i saluti del direttore Roberto Bernabò (impegnato a Roma) per poi procedere in un excursus della storia del complesso, dall’incendio del 1968 all’abbandono, all’arrivo della Coca-Cola, ai tentativi di far rientrare il complesso nel patrimonio comunale.

E dalla straordinaria giornata di pulizie di maggio le luci sul Corallo sono state riaccese, in più di un senso. «Adesso serve l’apertura ad una nuova alleanza, l’obiettivo è l’amministrazione condivisa del bene comune», spiega Sorgente. Poi aggiunge: «Il Comune ha lavorato a pieno regime, le tappe del percorso sono chiare e vanno raggiunte insieme». Dunque, la manifestazione di interesse per l’“adozione” del bene è a un passo dall’essere definita.

Nel frattempo però nella classifica del Fai le Terme sono precipitate dal settimo al 37° posto. «Coinvolgiamo anche i pisani» scherza l’assessore alla cultura Francesco Belais lanciando un appello alla condivisione: «L’ambiente è collegato al benessere di chi ci vive, e il Corallo in queste condizioni è una spina nel fianco di tutti. Riappropriamoci del nostro passato per il nostro futuro». Per l’assessore Andrea Morini l’occasione è irripetibile: «Le associazioni hanno fatto tanto e continueranno a fare promozione, non possiamo permetterci di dimenticare il nostro patrimonio». L’apertura è dunque sancita, e Silvia Menicagli vi pone il sigillo di Terme del Corallo onlus: «Questo recupero è il coronamento di un grandissimo lavoro, ma la struttura non può più aspettare». La bussola del lucernario, notizia di questi giorni, si è fratturata. «Organizziamo iniziative a pagamento per sostenere il restauro» aggiunge ancora Menicagli: «Se in questi nove anni a venire noi assegnatari ricevessimo l’interessamento di un esterno non ci tireremmo indietro».

Anche Giuseppe Pera, presidente di Reset, insiste sull’urgenza: «Non vediamo l’ora di rimboccarci di nuovo le maniche, partiremo non appena ci sarà il patto con le associazioni». La burocrazia per fortuna passa in secondo piano però, quando si parla delle Acque della Salute.

Gli esponenti delle associazioni, l’uno dopo l’altro, mettono in campo le adesioni. Intanto Daria Faggi (Osservatorio Trasformazioni Urbane) invita a non sottovalutare l’impegno: «È un restauro delicato, servono grandi professionisti». Ursula Pareti (Guide Storiche) vorrebbe il “gran tour della Livorno ottocentesca” mentre Raffaele Rossini (React) propone di coinvolgere atleti ed artisti locali e nazionali. Mario Lupi a nome della Pro Loco lanronica auspica il ritorno ad un confronto politico costruttivo senza steccati, ed anche Claudio De Simoni (La Livornina) nel suo piccolo offre supporto, così come la Croce Rossa (che ha la sede proprio lì davanti). E c’è anche l’ok della Fondazione Goldoni con il direttore Marco Leone. E parlando d’acqua Asa si prepara - dice Emilio Rossini - a riattivare la fontanella nella sala della Mescita, mentre Marco Bedini (Atam) è pronto a rimettere in strada i suoi veicoli storici per portare i turisti al Corallo. Anche i prof delle scuole Mazzini come Rossella Panti immaginano di portare alle terme i saggi degli alunni del corso musicale e Letizia Biacchi (Comunico) si offre per rendere le visite alla struttura fruibili anche dai disabili.

«Sconfiggiamo la diffidenza e l’indifferenza» esorta Vanda Pampana (Nonno Point), per far arrivare la gente alle Terme. In bici come propone Fiab (con Graziella Rossini), o a dipingere e ad esporre come vorrebbe Toscana Arte (con Biagio Chiesi). Ci sono tutte le intenzioni, ora c’è da tradurlo in operatività. «Definiamo una prima fase per i prossimi sei mesi - conclude Sorgente - «Non c’è tempo da perdere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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