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Tagli ai bus, la domenica sparisce il 6 Gli abitanti: non lasciateci a piedi
LIVORNO. Da metà settembre La Rosa è rimasta senza bus nei giorni festivi. I mezzi pubblici continuano a passare e a fermarsi lungo l’Aurelia, ma non all’interno del quartiere, dove da metà settembre,...
LIVORNO. Da metà settembre La Rosa è rimasta senza bus nei giorni festivi. I mezzi pubblici continuano a passare e a fermarsi lungo l’Aurelia, ma non all’interno del quartiere, dove da metà settembre, improvvisamente, la domenica il 6 è stato completamente soppresso. Contro questa decisione è scoppiata la protesta dei residenti che ieri hanno chiesto aiuto al Tirreno e lanciato una raccolta firme per chiedere al Comune, prima ancora che al Ctt (ex Atl), di ripensarci. I residenti che hanno partecipato al Caffè Tirreno nelle postazioni allestite al bar La Rosa e ai giardini pubblici di via Montessori, hanno chiesto non solo di ripristinare la linea 6 appena soppressa la domenica, ma anzi di potenziare il servizio pubblico all’interno del rione anche in tutti gli altri giorni della settimana.
«Abbiamo lanciato una petizione indirizzata all’assessore Vece per riavere il bus 6 la domenica, ce l’hanno tolto a settembre», ripete in mattinata Daniela Poli mostrando il foglio con decine di firme. «Abito in fondo a via Machiavelli - le fa eco Diana Poli - ora mi tocca venire fino all’Aurelia per prendere il 2. Come facciamo? Lo sanno che in questo quartiere vivono tantissimi anziani che magari camminano male?». Parole simili a quelle che pronuncia Annamaria Ferrini, che chiede anche di avvicinare le strisce pedonali alla fermata del bus, in via dell’Ardenza.
Ai grandi giardini stretti nel triangolo via Montessori-via Muratori-via Martin Luther King nel pomeriggio non si parla d’altro. Al Caffè Tirreno si fermano, tra le altre, Anna Maria Pallavicini, Romana Marcucci, Giuseppa Ceccarini e Piera De Fusco: chi abita in via Villari, chi in via Tommaseo, chi nella strade intorno a via Muratori. Chi da trent’anni, chi da più di quaranta. «Una volta da queste parti - raccontano a turno - passavano un sacco di autobus, c’erano il 20, il 5, il 4. Poi le corse sono state dirottate tutte sull’Aurelia, dove c’è il ponte, o in via Machiavelli e molti anziani non riescono più a camminare fino alle fermate. Ma il colpo di grazia ce l’hanno dato la domenica: La Rosa, tutta la parte interna, ora è senza bus. Non ci lascino a piedi: prevedano meno corse, anche due o tre, ma non ci lascino completamente senza il 6».
Abbiamo contattato il Ctt per capire il motivo di questa scelta e cosa è possibile fare. «Il 14 settembre - ha confermato il dirigente Bruno Bastogi - il 6 festivo è stato soppresso. Noi siamo gli esecutori materiali, la decisione è stata presa dal Comune al quale spettano eventuali scelte diverse». «È un problema di risorse - chiosano dal Ctt - se si investe in alcuni servizi si toglie da altri. Non è comunque venuta meno la copertura, i bus continuano a passare dall’Aurelia». Che però è distante da molti punti del quartiere. Dove accanto alla protesta per i bus fioccano anche altre segnalazioni.
Una su tutte arriva da via Muratori e via Romagnosi, dove le radici dei pini hanno distrutto alcuni marciapiedi e tratti di carreggiata. Roberto Sainati mostra il vialetto di dune di cemento che porta al vicino asilo: «Guardate com’è messo, poco tempo fa è caduta un’altra donna». Poi indica un tratto in via Romagnosi: «Le radici dei pini hanno sfondato tutto e qui minacciano anche la tubazione del gas che corre sotto l’asfalto a pochi centimetri. È pericoloso, chiediamo che sia fatto un lavoro di ripristino quanto prima, sono anni che viviamo in queste situazioni».
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