La protesta
Imprenditore portuale muore due settimane dopo il figlio
S’è spento a 91 anni Raul Favilli, una vita di lavoro nel porto fra trasporti e attività immobiliari. Il figlio era scomparso per malattia
LIVORNO. È deceduto quindici giorni dopo la morte del figlio: Raul Favilli, imprenditore portuale, è scomparso a 91 anni. Suo figlio Paolo se n’era andato per una grave malattia. E lui, che aveva già diversi acciacchi, non ha retto al dolore. Un doppio lutto che ha colpito una famiglia nota in città non solo per gli affari nel mondo dei trasporto all’interno del porto, ma anche per attività immobiliari e di deposito all’Interporto. Il cuore di Favilli ha smesso di battere domenica nella clinica di San Rossore, a Pisa, dove era ricoverato da qualche giorno. E in tanti martedì mattina si sono accalcati al cimitero dei Lupi per dargli l’ultimo saluto, nella cerimonia a cura del servizio funebre della Svs. Il 17 settembre, invece, se n’era andato il figlio, che era ricoverato per un grave male alle Cure Palliative in città.
Residente con la famiglia in via Ravizza, Favilli aveva dedicato tutta la sua vita all’imprenditoria all’interno del porto per poi lasciare le sue attività in mano ai figli, Paolo e Fabrizio, e quindi ai nipoti. Tuttora era consigliere dell’Euroterminal Containers Ici spa e presidente del consiglio di amministrazione della Mar Cost srl.
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La sua scomparsa lascia un vuoto in chi lo conosceva nell’ambito portuale. Commosso il ricordo di Giuseppe Parziale, agente marittimo della Uasc, rappresentante della Finsea: «Lo conoscevo da tanti anni, una persona che stimavo molto e a cui volevo bene. Era un uomo combattivo, come lui stesso amava definirsi. Aveva una dignità umana e professionale senza pari e una personalità forte. In porto era noto proprio per la sua determinazione. Ed è anche grazie al suo impegno se negli anni Settanta e Ottanta il porto di Livorno è cresciuto». (l.l.)
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