Il Tirreno

Livorno

Telefonate moleste

Il Senato si mobilita contro il telemarketing

di Ilaria Bonouccelli
Il Senato si mobilita contro il telemarketing

I Riformisti oggi lanciano a Palazzo Madama la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare. Obiettivo: difendersi meglio dalle chiamate indesiderate

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ROMA. Una legge di iniziativa popolare per stoppare il telemarketing molesto. E consentire pure ai cellulari di difendersi dalle chiamate insistenti. La petizione on line de Il Tirreno contro le telefonate indesiderate raccoglie oltre 100mila sottoscrizioni in due settimane e i senatori riformisti (CoR) lanciano la proposta: raccogliere 500mila firma a sostegno di un disegno di legge di iniziativa popolare per cambiare il Registro delle Opposizioni.

TANTE PROPOSTE PER CAMBIARE

IL REGISTRO DELLE OPPOSIZIONI

Il Pd, invece, si affida alla senatrice toscana Manuela Granaiola e al suo disegno di legge (fresco di presentazione) per migliorare il Registro delle Opposizioni. La campagna de Il Tirreno sul telemarketing aggressivo stimola l’attività legislativa di destra e di sinistra a Palazzo Madama dove il 6 ottobre inizia anche la discussione sul ddl Concorrenza, con una serie di emendamenti già depositati per garantire una migliore difesa agli abbonati dai call center troppo insistenti.

DIFESA PER TUTTI

Il rimedio suggerito (in prevalenza, sia da Pd che centrodestra) è consentire a tutte le numerazioni (non solo quelle pubblicate negli elenchi telefonici) di iscriversi al Registro delle Opposizioni, secondo il suggerimento del Garante della Privacy. Così, scatterebbe sia il divieto di ricevere chiamate commerciali, sia la cancellazione di precedenti autorizzazioni a ricevere queste chiamate.

LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

Questa soluzione è quella che viene suggerita anche con il disegno di legge di iniziativa popolare che oggi alle 16,30 illustra (nella sala Caduti di Nassirya) la senatrice dei riformisti Anna Bonfrisco, già firmataria di un ddl con questo contenuto. A sostenere la senatrice, il senatore Altero Matteoli (Fi), presidente dalla commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni, alla quale la materia (e relativi dddl) è stata assegnata il 14 settembre. Matteoli, fra l’altro, è stato fra i primi firmatari della petizione del Tirreno, insieme a Marco Filippi, capogruppo del Pd in commissione Trasporti al Senato, e ad Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente alla Camera. A lanciare la raccolta di firme per il disegno di legge di iniziativa popolare, infine, ci saranno pure il senatore Lucio Malan (Fi), ideatore del Registro delle Opposizioni, il senatore Luigi Perrone (Cor).

LA PROPOSTA DEL PD

Intanto la senatrice Granaiola, sulla scia delle indicazioni del Garante della Privacy, rilancia l’iscrizione al Registro delle Opposizioni di tutti i numeri di telefono - fissi e cellulari - anche se non sono pubblicati negli elenchi. Perciò il suo ddl punta a modificare sia il Codice della Privacy del 1996, sia il Dpr del 2010 che istituisce il Registro delle Opposizioni. Tuttavia la senatrice si dichiara disponibile a trasformare il disegno di legge «in un emendamento al ddl Concorrenza. Di questa possibilità discuterò con i colleghi, in particolare con il senatore Filippi. Esiste già una proposta di legge della senatrice Bonfrisco, ma la questione è di così vasto interesse che il Pd non può non interessarsene. Tutti noi, purtroppo, siamo stati oggetto di molestie telefoniche. Neppure io sono sfuggita: addirittura mi sono ritrovata abbonata a un servizio che non avevo richiesto. Sono riuscita a far annullare il contratto, ma non a tutti riesce».

DIRITTO DI OPPOSIZIONE

Per la senatrice, invece, è necessario garantire a tutti la stessa tutela. Quindi presenta la proposta di legge «anche a sostegno dell'iniziativa de Il Tirreno». Se approvata, la legge stabilirebbe che «il trattamento dei dati personali (per fini commerciali) mediante l'impiego del telefono e della posta cartacea non è consentito nei confronti di chi abbia esercitato il diritto di opposizione, con modalità semplificate o in via telematica, attraverso l'iscrizione della numerazione fissa o mobile in un Registro pubblico delle Opposizioni». L'iscrizione - prosegue la proposta - «comporta la cancellazione automatica di tutti i consenti dati precedentemente per le telefonate commerciali, anche se il consenso è stato espresso con strumenti diversi dall'iscrizione negli elenchi telefonici». Ad esempio, con l'autorizzazione al trattamento dei dati sottoscrivendo la tessera fedeltà per il supermercato.

 

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