Gioco
Boom di vendite giudiziarie: mai così tante
Più di 400 beni immobiliari (soprattutto piccole proprietà) cercano un acquirente tramite il tribunale
LIVORNO. Mai nella nostra provincia si erano contate così tante proprietà immobiliari in vendita tramite asta giudiziaria come in queste ultime settimane: adesso sono 413 negli annunci pubblicati da astegiudiziarie.it, sito (livornese) specializzato a livello nazionale in questo specifico settore. E nel mese scorso si era superata addirittura quota 460. Complessivamente stiamo parlando di un valore che, se prendiamo come riferimento la base d’asta di ciascun lotto, rappresenta una montagna di soldi: qualcosda come 90 milioni di euro.
Tanto per avere un raffronto: nell’ottobre di tre anni fa si arrivava a malapena a superare la soglia delle 300 proprietà all’asta. Non basta: già allora eravamo su standard doppi rispetto a quanto accadeva agli inizi della crisi internazionale dei subprime e di Lehman Brothers nell’autunno 2008. Adesso siamo su livelli pressoché tripli.
Vanno all’asta grandi complessi come la torre della Cigna: un colosso di 19 piani, ex quartier generale dell’Agenzia delle Entrate (dopo il trasferimento dall’ex Palazzo di Vetro in zona Cisternone), inizialmente valutato dalla proprietà attorno ai 32 milioni di euro, con una base d’asta che in tutti questi anni è precipitata dai 20 milioni iniziali fino ai 3,5 attuali.
In realtà, in testa alla classifica della proprietà più cara c’è un albergo da 50 camere in Capraia e un fabbricato industriale riconvertito ad usi commerciali ai margini di Shangai: l’uno e l’altro con un prezzo di riferimento nell’ordine dei 5 milioni di euro.
Ma il grosso dei tentativi di vendita per via giudiziaria è dato non da queste grandi realtà immobiliari bensì da una sfilza di piccole proprietà. Basti dire che solo in sette casi (su 413) si parte da una base d’asta al di sopra del milione di euro e, se allarghiamo lo sguardo anche alla fascia fra 500mila euro e un milione, si arriva ad aggiungerne tuitt’al più un’altra trentina. Più in dettaglio: in neanche la metà delle aste (184) il prezzo base supera i 100mila euro. Anzi, al contrario per 126 proprietà non arriva neanche a 50mila (in 55 casi resta sotto i 20mila e in 23 lotti è al di sotto perfino della soglia dei 10mila euro).
Tutto questo lascia immaginare che le vendite giudiziarie abbiano “morso” soprattutto una selva di piccoli e piccolissimi proprietari: insomma, a finire nel tritacarne non sono tanto i grandi gruppi messi in difficoltà dalla crisi quanto semmai famiglie costrette a vendere pezzi di quel che avevano accumulato come risparmio e patrimonio, magari nelle generazioni precedenti.
Del resto, le vendite giudiziarie hanno iter lunghi: la “fotografia” dei cento affari maggiori dice che solo in 22 casi la messa a ruolo risale agli ultimi due anni, in poco meno di una circostanza su tre stiamo invece parlando di questioni che risalgono come minimo al 2012 (e, in tre casi, come la torre della Cigna, al decennio precedente).
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