Il Tirreno

Livorno

Palumbo e Lonzi vogliono il Biscottino supersvalutato

di Giulio Corsi

EcoEtrusca offre 500mila euro e Aamps riduce (senza perizia) il valore dell’impianto Nogarin sigla un atto in cui afferma che Colle è d’accordo sulla cifra, Bacci smentisce

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LIVORNO. Lonzi e Palumbo vogliono acquistare la Piattaforma Biscottino. E’ da loro - tramite la EcoEtrusca srl, partecipata al 90% da Ecoliv, a sua volta di proprietà dei due imprenditori livornesi - che è arrivata l’offerta di acquisto del 37% della Piattaforma detenuto dal Comune di Livorno attraverso Aamps e dell’altro 37% in mano al Comune di Collesalvetti (il restante 25% è già in possesso di EcoEtrusca).

A quanto risulta, Lonzi e Palumbo hanno offerto mezzo milione di euro per ognuna delle due quote, che fino all’anno scorso però valevano assai più del doppio. Sul libro contabile di Aamps la partecipazione del Biscottino era iscritta per 1.6 milioni di euro al 31 dicembre 2014.

Quella cifra però è stata svalutata da Aamps di due terzi e nel bilancio 2015 approvato due settimane fa è stata portata a 500mila euro. Esattamente la cifra offerta il 16 maggio 2016 da EcoEtrusca.

RETTIFICA SENZA PERIZIA. Proprio sulla rettifica di 1.1 milioni di Biscottino - che ha contribuito alla maxi-perdita di 3.9 milioni di via dell’Artigianato - è esploso un caso. Il collegio sindacale di Aamps ha evidenziato che la “valutazione della partecipazione è stata effettuata esclusivamente sulla base di un’offerta vincolante”.

Come dire: manca una perizia sul valore di mercato della Piattaforma, necessaria per la vendita di un bene pubblico, come aveva già evidenziato il Tirreno il 19 giugno, anticipando alcuni elementi del bilancio 2015 di Aamps. Perizia che l’altro socio pubblico - il Comune di Collesalvetti - aveva chiesto proprio nel 2015 ricevendo una stima di 1.3 milioni, più bassa dunque degli 1.6 milioni messi a libro da Aamps fino all’anno scorso, ma assai superiore ai 500mila euro iscritti a bilancio dal cda Castelnuovo.

Sulla questione, il 22 giugno Aamps rispose all’articolo del Tirreno spiegando che la nuova stima nasceva da “maggiore realismo” e rappresentava “un valore prudenziale, pur auspicando di ricavarne cifre più importanti”.

Di fatto allora il Tirreno non sapeva - ma Aamps invece sì, essendo l’offerta pervenuta il 16 maggio - che l’offerta vincolante era esattamente la stessa messa a bilancio: mezzo milione di euro.

Non si capisce dunque in che modo l’azienda di via dell’Artigianato poteva auspicare di ricavare cifre più importanti.

IL SI’ DI COLLE SENZA L’ASSENSO DEL SINDACO. Ma c’è un altro elemento dai contorni oscuri e riguarda la posizione del Comune di Collesalvetti: nel rinnovo del protocollo d’intesa per la delocalizzazione della Lonzi Metalli allegato alla delibera di giunta 328 del Comune di Livorno del 5 luglio 2016, si legge a pagina 5 che “i soci destinatari (Aamps e Collesalvetti) hanno valutato positivamente l’offerta” di EcoEtrusca.

Ma non è così. Il Comune di Collesalvetti infatti smentisce di aver mostrato alcun gradimento alla svalutazione a 500mila euro della propria quota in Piattaforma. «Abbiamo preso visione dell'offerta in quella sede, ma non abbiamo espresso alcun assenso», dice il sindaco Lorenzo Bacci. «La nostra perizia chiesta poco più di un anno fa parla di 1.3 milioni. L’offerta ricevuta è ampiamente sotto la metà».

Su quale base dunque il protocollo - non firmato da Bacci e allegato alla delibera della giunta Nogarin- dà per certa l’accettazione della cifra da parte del Comune di Collesalvetti?

VILLETTE IN VIA DEL LIMONE? Se queste sono le questioni aperte sulla parte economico e finanziaria del caos-Biscottino, c’è poi la parte dei contenuti. Che è altrettanto scottante. Le questioni sono due, principalmente: 1) il futuro dell’area di via del Limone in cui attualmente ha sede Lonzi dopo l’eventuale delocalizzazione al Biscottino, il cui preludio sta proprio nel tentativo di acquisto da parte di EcoEtrusca della piattaforma; 2) la possibilità o meno dell’area del Biscottino (che ricade sul territorio di Collesalvetti) di ospitare le attività attualmente gestite da Lonzi.

«L’area di via del Limone - si legge nel protocollo allegato alla delibera di giunta - dovrà essere compatibile con il tessuto insediativo circostante». Fatto da ville, villette e terreni agricoli. Il Comune di Livorno si è impegnato in questo senso a “consentire nell’ambito dell’adeguamento del piano strutturale e del regolamento urbanistico ad esaminare le proposte” fatte dalla Lonzi stessa sulla trasformazione urbanistica dell’area che sarà dismessa.

MA AL BISCOTTINO LONZI NON CI PUÒ STARE. Nel protocollo firmato a luglio, si legge che la Btt (Biscottino Trattamento Terreni) - di proprietà di Ecoliv, dunque di Lonzi e Palumbo e locataria (morosa) dell’area della Piattaforma - si è impegnata a volturare l’autorizazione alla Lonzi in modo da permettere tempestivamente l’inizio del trasferimento delle attività.

«Ma quel protocollo non tiene conto che il contratto in essere che lega Piattaforma Biscottino a Btt, dunque a Lonzi, prevede che lì si possa fare solo trattamento terre come stabilito anche da un parere legale giurato di un legale scelto da Aamps», replica Bacci, smontando tutto il castello del Comune di Livorno e il protocollo. «Se vogliono farci altro - continua Bacci -, chi ci dice che non possa essere un’attività più redditizia? E se così fosse decadrebbe il contratto che lega le due realtà. Deve essere chiaro che le attività di Lonzi a Biscottino non si possono fare. Mancano le condizioni amministrative perchè questo avvenga nonostante il tentativo del gruppo 5 Stelle di Colle di chiederci di votare una variante urbanistica mascherata ad hoc, che consentisse a Lonzi di presentarsi in sede di autorizzazioni ambientali affermando che l’unica lavorazione autorizzata ad oggi non sarebbe più stata possibile».

Bacci ne fa una questione legale ma anche di tutela dell’interesse pubblico: «Se decade il contratto che prevede l’utilizzo per il trattamento terre, si riapre la partita da capo nell'interesse di tutti i soci della Piattaforma, anche di Aamps».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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