Gioco
«Il cinema era il cuore del paese ora solo abbandono e degrado»
LIVORNO. L’ultimo film che Virginia ha visto, seduta su una delle 400 seggioline, fu Titanic. Angelica Bossio, la farmacista di Antignano, riavvolge il nastro e racconta delle sue scorpacciate di...
LIVORNO. L’ultimo film che Virginia ha visto, seduta su una delle 400 seggioline, fu Titanic. Angelica Bossio, la farmacista di Antignano, riavvolge il nastro e racconta delle sue scorpacciate di liquirizia accompagnate dalla gazzosa, erano i suoi must pre-proiezione. Oggi al posto di quel cinema-istituzione per Antignano (e non solo) c’è da anni un cancello sull’abbandono. Con un cartello “vendesi garage” a cui nessuno dei residenti crede più. Amarcord e rammarico. «Durante l’estate era un punto di riferimento per tutta la città e il cuore pulsante del rione: è in questo stato da una decina d’anni», racconta Sergio Carretta, antignanese doc e uno dei pilastri della Misericordia locale, da 42 anni volontario. È là, in via Duca Cosimo, che tante persone ci aspettano per parlarci del loro paese. Perché così gli abitanti definiscono Antignano. Soprattutto quelli del cosiddetto “paese vecchio” (il nucleo storico intorno a via Duca Cosimo e alla piazza del Castello). Lo spirito di comunità è forte. «Stiamo per dar vita all’associazione culturale Amici di Antignano, la prima: nasce per stare insieme, divertirsi e fare qualcosa nel quartiere», annuncia il titolare della “Saponeria” Mauro Ciangherotti. Sì, perché prima si parla del “bello” e poi si racconta quel che non va, partendo da alcuni dei crucci più grandi. Come l’ex cinema di via dei Bagni, appunto, e lo stato di assoluto degrado dell’area ex MetaMare (e che funge da biglietto da visita, purtroppo, per chi arriva a Livorno da sud). E Antignano bellezza fa rima, per esempio, con i resti del ponte levatoio che ancora si possono vedere nell’atrio del Castello che Fiorenza Frilli, pensionata e “castellana” ci mostra in esclusiva. «Però guardate qui in che stato sono i marciapiedi intorno al Castello», non manca di lamentare lei che da Firenze ha scelto questa parte della città. Poi c’è il gioiello della fonte battesimale medievale conservata all’interno della pieve di Santa Lucia in piazza del Castello, orgoglio di Carretta e il camminamento che ancora resta del vecchio fortilizio. Ecco che il collezionista filatelico Sergio Cecconi ci apre la “sua Antignano” in cartoline d’epoca. Un book di una storia che parte da fine Ottocento. «In quanti sanno che davanti all’attuale Baracchina Nicla c’era il lussuoso hotel Cremoni - svela - Nel 1934 due persone spendevano 475 lire per un soggiorno di dieci giorni. Oggi al posto dell’hotel ci sono appartamenti». È Adriano Netto a riportarci alla realtà, con i suoi disagi. «Li avete visti questi crateri in strada in piazza del Castello? I bambini che vanno in bicicletta qui cadono». Lo hanno segnalato più volte alle istituzioni, ma niente. Così è successo anche ad Emanuela Pettini, voce di alcuni residenti su viale di Antignano che hanno addirittura organizzato quest’estate una petizione per il ripristino del marciapiede davanti alle loro abitazioni (dal civico 247 a largo Bartoli). E il presidente Asa, Fabio Del Nista, 100% antignanese, non manca di puntare il dito sul pessimo biglietto da visita che il quartiere riserva a chi arriva, in auto, da sud verso la città. Lui abita vicino a quella “terra di nessuno” che caratterizza da troppo tempo l’area ex ristorante MetaMare. Dietro alla Baracchina Azzurra, motore pulsante di una tangibile voglia di riqualificazione di commercianti ed abitanti, regnano sporcizia, abbandono, carcasse di camper bruciati, cattivi odori. «Dovrebbe essere l’ingresso più attraente della città, viene da un percorso meraviglioso, il Romito, e invece è un ingresso tremendo: indegno. Per il resto è una paese che sopravvive bene anche perché non ha possibilità di nuova edificazione», sottolinea lui che è stato anche amministratore di questa città, sotto giunte di centrosinistra. Ed è lui ad introdurre la brutta fotografia della giungla di degrado e pericoli che si trova sul retro del bar di Marco Cangemi. «Purtroppo da quando ha chiuso il ristorante la situazione è questa, anche per noi è penalizzante», sottolinea il titolare. Proprio qui, mesi fa, cittadini e commercianti hanno iniziato a ritrovarsi per riunirsi in comitato e far sentire la propria voce. «Ma avete visto in che condizioni sono i marciapiedi del viale di Antignano in questa zona? Sono terremotati e per di più ci posteggiano sopra le auto e passare con il passeggino spesso è impossibile», chiude Valentina Cei, mamma di due bambini.
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